giuseppe conte matteo renzi

UN GOVERNO APPESO A RENZI – MATTEUCCIO LASCIA UN ALTRO PO' CONTE A CUOCERE NEL SUO BRODO MA NON SPEGNE IL FUOCO: “NON PERDO LA FACCIA. SE NON MOLLA SULLE COSE CHE GLI CHIEDIAMO APRO LA CRISI. NON ORA, MA A GENNAIO” – IL PROBLEMA PER “GIUSEPPI” È CHE IL SENATORE DI RIGNANO NON È AFFATTO ISOLATO. ZINGA DICE DI NO, MA NEL PD IN MOLTI LA PENSANO COME MATTEUCCIO – IL PIANO B? FAR NASCERE IL “PARTITO DI CONTE” AL SENATO E SOSTITUIRE I 18 SENATORI DI “ITALIA VIVA”, MA…

1 – CONTE E ITALIA VIVA, DOMANI LA RESA DEI CONTI LEU: "SERVE UNA REVISIONE ALLA MACCHINA"

Alessandro Di Matteo per “la Stampa”

 

GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI

La resa dei conti è rinviata a domani, Matteo Renzi si prende altro tempo per preparare il confronto con Giuseppe Conte ma a questo punto premier e alleati vogliono capire quale partita intenda giocare il leader di Italia Viva al tavolo della verifica.

 

Che ci sia qualcosa da correggere lo pensano in tanti, compresi Liberi e uguali che ieri sera sono andati a palazzo Chigi per incontrare il presidente del Consiglio, e lo stesso Conte pare intenzionato a tendere la mano sia sul Recovery plan che sul rimpasto, se dovesse essere necessario, ma appunto la domanda che ora tutti si fanno è: cosa vuole fare davvero Renzi?

 

GIUSEPPE CONTE MEME

«Sono stati posti problemi politici e li affronteremo», ha spiegato Conte a "L'alfabeto del futuro, intervistato dal direttore de La Stampa. «Il governo deve andare avanti, ma non possiamo galleggiare. Nessuno vuole riscaldare poltrone». Il premier, però, ha voluto mostrare ottimismo: «Troveremo la formula per rilanciare l'azione di governo».

 

Anche sulla gestione del Recovery fund i segnali di apertura il premier li ha dati: non c'è nessuna volontà di «espropriare» governo o Parlamento, si tratta solo di monitorare l'attuazione di progetti per evitare che l'Ue blocchi i fondi perché le opere non vanno avanti. Il fatto è che Renzi, appunto, ha voluto alzare ancora la tensione, rinviando l'incontro con il premier previsto per ieri.

 

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

La motivazione ufficiale è stata l'assenza di Teresa Bellanova, a Bruxelles per una riunione, ma è chiaro che tutti gli alleati hanno letto la mossa come un'ulteriore provocazione. Vito Crimi, capo politico M5s, è duro: «Troppe parole, polemiche pretestuose. A noi interessano i fatti, le azioni concrete.

 

matteo renzi teresa bellanova

Il Movimento ritiene che ci sia bisogno di un'accelerazione», bisogna «mettere fine all'avvilente rappresentazione che invade le cronache e dalla quale ci asteniamo». Anche in casa Pd c'è allarme. Nicola Zingaretti ha riunito il comitato esecutivo del partito per fare il punto e spiegare la linea di fronte a questo passaggio: va bene lavorare per accelerare l'azione di governo, giusto chiedere una maggiore collegialità, a cominciare dal Recovery plan, «ma se qualcuno pensa di far cadere il governo, il Pd non ci sta, non lo seguiamo».

 

conte renzi

I democratici, nel merito, condividono parecchie delle posizioni di Iv, a cominciare dal Mes e dalla gestione del Recovery plan, ma non intendono far cadere l'esecutivo. Ovviamente, si cercherà di fare di tutto per evitare strappi. Anche Leu, ieri sera, ha suggerito a Conte di lavorare per smussare gli angoli. Spiegava Federico Fornaro dopo la riunione: «Bisogna affrontare i nodi, responsabilmente, sapendo che in questa legislatura non ci sono maggioranze alternative. Bisogna essere tutti conseguenti».

teresa bellanova mangia pizza

 

Ma che qualcosa da mettere a posto ci sia è chiaro anche a Liberi e uguali. «Dopodiché - chiarisce Fornaro - non sono per nascondere la polvere sotto al tappeto, c'è da fare una revisione alla macchina». La condizione è una sola: tutti devono giocare responsabilmente, sapendo che non ci possono essere altri premier o maggioranze alternative.

 

Anche se uno dei dirigenti democratici si dice convinto che un piano B potrebbe esserci: «Se Renzi decidesse davvero di far saltare tutto al Senato nascerebbe un "partito di Conte". I 18 senatori di Iv verrebbero sostituiti». Può essere un altro dei bluff di questa infinita mano di poker che è diventata la verifica. Ma dà la misura di quanto alta sia ormai la preoccupazione dentro la maggioranza. 

Conte Zingaretti

             

2– IL CAPO DI ITALIA VIVA: NON PERDO LA FACCIA E RINVIA A GENNAIO L'ORIZZONTE DELLA CRISI

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

Matteo Renzi lascia Giuseppe Conte sui carboni ardenti facendo slittare l'incontro di due giorni. Una mossa per destabilizzare il premier, che preoccupa anche i vertici del Pd. E tutti sarebbero ancora più inquieti se avessero sentito quello che ieri il leader di Italia viva ha detto ai suoi senza usare troppi giri di parole: «Io non perdo certo la faccia. Se Conte non molla sulle cose che gli chiediamo apro la crisi. Non ora, ovviamente, che c'è la legge di Bilancio. Dopo, a gennaio».

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

 

È corposa, la lista delle cose su cui il premier, stando a Renzi, dovrebbe mollare. C'è il piano del Recovery, «scritto dagli amici degli amici», che va ripensato, magari sostituendo la task force con un'unità di missione. C'è il Mes, «perché con tutti questi morti servono soldi alla sanità» e Conte deve «smetterla con il suo no ideologico».

emanuele fiano con la mascherina

 

E c'è la delega ai Servizi, che vada a un pd come Emanuele Fiano o a un esponente di Iv come Ettore Rosato. Non è un caso a questo proposito che Renzi posti una sua foto con Joe Biden: è un messaggio al presidente del Consiglio, un tempo in ottimi rapporti con Donald Trump. Il leader di Iv consiglia al premier di andare alla Casa Bianca e di lasciare la delega ai Servizi a un parlamentare che non abbia avuto a che fare con l'amministrazione Trump.

 

Insomma, Renzi si prepara all'incontro sfoderando un piglio combattivo: «A Palazzo Chigi hanno una strategia di breve durata e il rinvio li ha spiazzati», spiega ai suoi. I quali per tutto il giorno rilasciano dichiarazioni non proprio accomodanti nei confronti dell'inquilino di Palazzo Chigi.

 

conte meme

Come Rosato, che fornisce una sua particolare e ironica versione del concetto di collegialità secondo Conte: «Vuol dire che lui e Casalino sono d'accordo tra di loro». Dunque, Renzi punta a mettere Conte in una sorta di posizione di «inferiorità» prima dell'incontro. E sempre a questo scopo evoca Mario Draghi. Un nome che da diverso tempo inquieta il premier.

 

La situazione è difficile, anche se Conte pare aver già ceduto sia sulla task force che sulla Fondazione per la cybersicurezza. Al Pd, infatti, sono preoccupati. L'altro ieri sera Nicola Zingaretti lo ha spiegato a Conte con chiarezza: «Guarda che devi essere tu il garante di questa alleanza».

 

Il che significa addossarsi gli oneri oltre che gli onori. Già, i dem sono perplessi anche per l'atteggiamento assunto dai 5 Stelle, che stanno bloccando la manovra perché vogliono assolutamente inserire l'ecobonus, sebbene Roberto Gualtieri abbia fatto presente loro che non ci sono i soldi per finanziare questa misura anche per il prossimo anno.

 

MURALES A MILANO – MATTEO RENZI E MATTEO SALVINI ACCOLTELLANO GIUSEPPE CONTE GIULIO CESARE

Ne hanno parlato con il premier, non nascondendo i loro timori: «Se scatta il meccanismo delle rivendicazioni identitarie da parte di tutte le forze della coalizione non si va avanti». E finché resta questa legge elettorale nemmeno la minaccia del voto anticipato serve, perché significherebbe consegnare l'Italia al centrodestra. Ma ciò che sembra preoccupare di più il Pd è la tenuta del presidente del Consiglio.

 

ITALIA DIVISA IN ZONE - MEME

Al termine dell'incontro dell'altro ieri della delegazione dem con il premier, il presidente dei senatori Andrea Marcucci si è lasciato andare a un commento sconfortato: «Ho l'impressione che Conte non abbia ben chiaro come fare a uscire da questo pantano». E per una volta tutti gli altri hanno convenuto con le parole del capogruppo, noto per le sue opinioni poco ortodosse. Renzi a dire il vero un'idea di come uscirne ce l'ha, però passa per la resa del premier.

 

 

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...