A PARMA IL “MISERABILE” RENZI E L’”IMPRESENTABILE” BERLUSCONI GRATTUGIANO BERSANI

Michele Brambilla per "la Stampa"

Adesso i loro nemici, che sono molti, potranno dire che il Miserabile e l'Impresentabile se la intendono. Renzi e Berlusconi si sono incontrati ieri sera al Regio di Parma, allo spettacolo in memoria di Pietro Barilla.

"Ma quanto sei alto!», è stata la prima cosa che gli ha detto il Cavaliere. «Un metro e ottantuno», ha risposto il sindaco, non sapendo - o forse sapendolo benissimo - che una risposta del genere non lo avrà fatto diventare simpatico al suo interlocutore.
Erano le sette e mezza di sera. I due si sono eclissati fino all'inizio dello spettacolo. Diversi minuti di colloquio, qualcuno dice un'ora, anche se non da soli: con Renzi c'erano alcuni parlamentari del Pd. Non sappiamo se poi questi parlamentari se ne siano andati, lasciando i due personaggi più odiati dalla sinistra liberi di disegnare chissà quali strategie. Tantomeno sappiamo che cosa i due si siano detti. Può darsi benissimo che siano state solo chiacchiere di cortesia.

Renzi, prima di venire a Parma, aveva detto che quest'incontro lo avrebbe volentieri evitato: «Fino a ieri non sapevo che sarebbe venuto anche Berlusconi. Quando l'ho saputo, ho riflettuto a lungo. Tutti a dirmi: non ci andare. Io immaginavo le polemiche, specie dopo le parole di oggi della Finocchiaro. Poi però ho pensato: sono stato invitato dalla famiglia Barilla, ci si trova per ricordare un grande imprenditore italiano, perché non dovrei andare?».

E così l'incontro c'è stato. Poi, durante lo spettacolo, Renzi s'è seduto nella quinta fila di sinistra, tra Montezemolo e Paolo Barilla; Berlusconi nella quarta fila di destra, accanto a Guido Barilla, il presidente dell'azienda. I due, incrociandosi, si sono dati la mano come se non si fossero già visti prima.

Che incontro era stato, quello prespettacolo? Renzi pensava di cavarsela con una pacca sulle spalle e qualche battuta («La metto in conto»), ma a quanto pare il Cavaliere è riuscito a intrattenerlo a lungo. Erano nell'anticamera del palco numero 17 - quello dove poi stavano Federico Confalonieri e la vedova Barilla - e chissà che cosa avrà pensato il Cavaliere, che a queste cose sta attento... «Non ho niente da dire a Berlusconi», assicurava Renzi prima di arrivare a Parma. Eppure il leader del centrodestra, dopo il colloquio, ha detto di essere «ben lieto di accogliere la sfida di Renzi».

Ma: sfida o accordo? Se è vero, come dicono alcuni, che a un certo punto Renzi ha fatto uscire i suoi parlamentari del Pd, c'è da pensare a qualcosa di diverso da un incontro tra due sfidanti. Chiacchiere sul Quirinale? I passi giusti per liberarsi di Bersani? Nel mondo della sinistra, da tempo, sono convinti che Renzi sia solo un Berlusconi più giovane.

Cominciarono a dipingere il sindaco come «berluscones» dopo il pranzo ad Arcore del 6 dicembre del 2010. Era un lunedì, il giorno in cui, tradizionalmente, il Cavaliere a Villa San Martino riceve gli amici. Era il giorno fisso di Bossi, per dire. Quel lunedì invece a pranzo, con Berlusconi e i suoi figli, c'era uno del Pd. Renzi fu sepolto dalle critiche. Da sinistra, ovviamente. Lui disse che era andato ad Arcore per chiedere al premier (era premier, allora) un stanziamento per Firenze nella legge «milleproroghe». «Doveva andare a Palazzo Chigi, non ad Arcore», commentò Bersani.

Anche Pippo Civati, ex amico del rottamatore, non gradì: Berlusconi è sempre un infrequentabile, per la sinistra. «Libero» titolò: «Il Cav invita ad Arcore Renzi: rottamiamo insieme il Pd». Su Facebook, Renzi scrisse: «Berlusconi non mi ha detto che gli assomiglio, né abbiamo parlato di rottamazione, com'è ovvio».

Eppure l'allora premier aveva detto proprio così: «Un po' mi somiglia, è fuori dagli schemi, è diverso dai soliti parrucconi del Pd». Da quel giorno sono andati sempre più alimentandosi i sospetti di una liasion dangereuse. Renzi aveva già aiutato il premier a smaltire i rifiuti della Campania, cosa che molti sindaci leghisti si erano rifiutati di fare. Malumori a sinistra, ma anche a destra: «Ma come -, dicevano molti nel Pdl -, il capo sceglie il delfino nel Pd invece che da noi?».

Berlusconi è uomo di intuizioni e nel 2005, quando incontrò per la prima volta Renzi - allora presidente della Provincia - in prefettura a Firenze, lo congedò così: «Ma come fa uno bravo come lei a stare con i comunisti?». «È un socialdemocratico, un liberale. Quando lo incontrai ad Arcore», ha ricordato Berlusconi nel gennaio di quest'anno, «si accese in me la speranza che nel Pd potesse avvenire quel miracolo che attendevamo da decenni». Cioè una sinistra diversa.

Quasi amici? Chi lo pensa, a sinistra, non ha capito niente. L'attrazione fatale non è tra Renzi e Berlusconi. È tra Renzi e l'elettorato di Berlusconi. Il Cavaliere lo sa, ed è per questo che lo stima ma, soprattutto, lo teme.

 

BERLUSCONI AL SENATO CON GLI OCCHIALIMATTEO RENZI IN BICIBERLU E RENZI RENZI E BERLUSCONIbersani luigi le02 guido barillaFEDERICO MOCCIA FEDELE CONFALONIERI - Copyright PizziPaolo Barilla - vicepresidente del gruppo di famiglia.jpg5rf45 luca cordero montezemolo

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…