NAPOLITANO ‘O LENINISTA: DAL PASSATO DI RE GIORGIO EMERGONO CHICCHE DI SANA DEMOCRAZIA – LENIN? “ESPRESSIONE E GUIDA GENIALE DEL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO” – PER IL MIGLIORISTA AL RAGU’ L’ESPULSIONE E L’ESILIO DI ALEKSANDR SOLŽENICYN FURONO “LA SOLUZIONE MIGLIORE” – LA NOTA PIU’ DOLENTE RESTA IL SUO SOSTEGNO ALL’INVASIONE DI BUDAPEST DEI CARRARMATI URSS DEL 1956: PER BELLA NAPOLI SERVI’ “A SALVARE LA PACE NEL MONDO” (DECENNI DOPO ARRIVERA’ L’AUTOCRITICA…)

Giovanni Florio per Lettera 43

Ha definito Lenin «espressione e guida geniale del movimento rivoluzionario». A farlo è stato il capo dello Stato Giorgio Napolitano, 40 anni fa esatti. Il documento è citato nel libro Scacco allo zar (edizioni Mondadori) di Gennaro Sangiuliano ed è contenuto in una miscellanea di scritti comunisti pubblicata da Editori Riuniti nel 1972.

Tra gli autori c'è l'attuale presidente della Repubblica, allora fervente comunista e ammiratore del dittatore Lenin, di cui - raccomandava - è importante seguire sempre le indicazioni. Nel 2007 il settimanale comunista Rinascita ha ripubblicato un vecchio scritto di Napolitano uscito nel 1970 tra i Quaderni di critica marxista col titolo "Lenin teorico e dirigente rivoluzionario".

PASSATO FILO SOVIETICO.
In quel testo, l'attuale presidente e garante della democrazia sottolineava l'importanza della «prima, decisiva scelta che venne compiuta dall'ala più avanzata del movimento operaio italiano sotto la guida di Lenin e dell'Internazionale comunista: la scelta della rottura con l'opportunismo, con i riformisti e la fondazione del Partito comunista d'Italia». Ricordare il passato filo sovietico di Napolitano oggi è vietato, come lesa maestà, poiché per l'ex dirigente del Partito comunista (Pci), molto più che per Mario Monti, è previsto e accettato solo il registro giornalistico della riverenza.

L'APPOGGIO ALL'URSS E IL TARDIVO «TORMENTO AUTOCRITICO»
Ma le cose scritte restano e non fa male rileggerle. Riprendere per esempio quanto scrisse Napolitano sull'Unità nel febbraio del 1964, subito dopo l'espulsione dall'Urss dello scrittore dissidente Aleksandr Solženicyn: «Che la sua 'incompatibilità' sia stata sciolta dalle autorità sovietiche non con un'incriminazione ma con la sua espulsione può essere considerato più o meno 'positivo'; qualcuno può giudicarla obiettivamente, come l'ha giudicata, la 'soluzione migliore'; ma solo commentatori faziosi e sciocchi possono prescindere dal punto di rottura cui Solženicyn aveva portato la situazione e possono evocare lo spettro dello stalinismo». Ecco, l'esilio forzato dell'autore di Arcipelago Gulag era la 'soluzione migliore' per il migliorista Napolitano, e guai a parlare di stalinismo: avevano fatto bene i compagni sovietici.

L'APPOGGIO ALL'INTERVENTO.
Anche nel 1956, quando i carri armati russi avevano invaso Budapest in rivolta, Napolitano prese le parti di madre Urss: «L'intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente ha contribuito in misura decisiva, oltre che a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo».

Più tardi, molto più tardi (troppo più tardi) Napolitano scriverà nella sua autobiografia del suo «grave tormento autocritico» riguardo alla posizione assunta nel 1956. Dirà: «La mia storia non è rimasta eguale al punto di partenza, ma è passata attraverso decisive evoluzioni della realtà internazionale e nazionale e attraverso personali, profonde, dichiarate revisioni». Sempre con qualche decennio di ritardo, però.

 

 

LeninGENNARO SANGIULIANO E SIGNORANAPOLITANO Aleksandr SolženicynUNGHERIA Carri russi a Budapest

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…