SBERLE TECNICHE IN FACCIA A SUPERMARIO - BANKITALIA, CORTE CONTI E ISTAT SMONTANO PEZZO PER PEZZO LA MANOVRA DEL GOVERNO - LA LEGGE DI STABILITA' FA ACQUA DA TUTE LE PARTI: RISCHIO DI NUOVE BATOSTE TRIBUTARIE DA PARTE DEI COMUNI, PENALIZZATE LE FAMIGLIE CON REDDITI BASSI - GRILLI LASCIATO SOLO A DIFENDERE LA FREGATURA FISCALE MESSA IN CAMPO CON LO SCAMBIO IVA-IRPEF - IL VICE DG DI VIA NAZIONALE SICURO: VERSO UN'ALTRA MANOVRA IN PRIMAVERA…

Francesco De Dominicis per "Libero"

Fanno male. Eccome se fanno male le tre sberle «tecniche» prese in faccia dal Governo. A picchiare duro contro i professori di stanza a palazzo Chigi sono state la Corte dei conti, la Banca d'Italia e l'Istat. Tre pilastri dell'apparato istituzionale italiano. Che, ieri, hanno smontato pezzo per pezzo la legge di stabilità varata appena due settimane fa dal consiglio dei ministri. Con l'Esecutivo di Mario Monti che, a sorpresa, si trova letteralmente accerchiato dalle istituzioni. E il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, di fatto isolato e lasciato solo, nella giungla parlamentare, a difendere la manovra fiscale.

L'inquilino di via Venti Settembre ha parlato in mattinata e poco dopo è stato smentito dai rappresentanti dei tre enti. Secondo Grilli, le misure irpef, previste dalla legge di stabilità, hanno effetti positivi sul 99% dei contribuenti. L'ex direttore generale del Tesoro ha stimato un beneficio pro capite pari a 160 euro che interesserebbe, in diversa misura, 30,8 milioni di contribuenti. La tesi del ministro è più o meno questa: «La legge di stabilità avrà degli effetti positivi non solo sui consumi, ma su tutta l'economia» .

Non la pensano così Bankitalia, Corte conti e Istat che - nel corso delle audizioni che si sono susseguite nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato - hanno messo in evidenza i buchi e i rischi legati alla Finanziaria. Via Nazionale, per la verità, si è spinta oltre, guardando a una «manovra di primavera», qualora ci fosse la ripresa, per assicurare il pareggio anche nel medio termine. Cioè sarebbero necessari nuovi tagli alla spesa pubblica: evidentemente quanto messo in campo finora dal Governo non funziona. E sempre mettendo in evidenza i «buchi» dell'Esecutivo, il vicedirettore generale dell'istituto centrale, Salvatore Rossi, ha detto che per «sostenere il debito» servono «politiche per la crescita». Poi l'allarme rosso: per compensare i tagli decisi a Roma, comuni, province e regioni potrebbero aumentare le tasse locali. Un pericolo che viene avvertito anche dalla magistratura contabile, secondo cui la legge di stabilità potrebbe generare l'emersione di ulteriori aumenti impositivi, come l'imu e le tariffe, che «le amministrazioni locali potrebbero deliberare per compensare gli ulteriori tagli di spesa o i nuovi aggravi derivanti dal disegno di legge» di Monti. Del resto, ha detto il presidente della Corte conti Luigi Giampaolino, «circa il 75% delle riduzioni di spesa è posto a carico degli enti locali» pari a «2,8 miliardi nel 2013 che salgono a 3,2 miliardi nel 2014».

La stangata locale sembrerebbe inevitabile. La stessa Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), che ha il polso esatto della situazione, nel condividere l'analisi di Giampaolino, ha posto l'esigenza di correttivi su spending review e patto di stabilità. «Se si danneggiano i comuni - ha spiegato il segretario generale Anci, Angelo Rughetti - si rischia di fare danni alle comunità».

Ci sono interessi da tutelare. Come quelli delle banche. In difesa degli istituti di credito, ieri ha parlato l'avvocato Giuseppe Mussari. Secondo il presidente Abi, il credito a famiglie e imprese potrebbe essere razionato ulteriormente se il quadro macroeconomico non migliora e se non viene ridimensionato, come ha chiesto il dg dell'Assobancaria Giovanni Sabatini, il giro di vite tributario sulle banche. Le critiche Abi hanno riguardato pure la Tobin tax. E sulla nuova tassa per le transazioni finanziarie si sono concentrati anche i rilievi di Bankitalia.

Una manovra che non piace a nessuno. Nemmeno all'Istat. Secca l'analisi del presidente, Enrico Giovannini: le misure penalizzano le famiglie con figli e incideranno nei loro bilanci con un caro spesa generalizzato. Famiglie che, a causa dell'aumento di un punto dell'Iva (per le aliquote al 10% e al 21%), dovranno fare i conti pure con un carrello della spesa per l'80% più caro. Bocciata anche l'operazione «Cieli bui»: un italiano su quattro già si lamenta della scarsa illuminazione.

 

mario DRAGHI E MONTI MARIO DRAGHI MARIO MONTI VITTORIO GRILLI jpegGIUSEPPE MUSSARI bankitalia big

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…