1. FERMI TUTTI! E SE LA LEGGE SEVERINO SULL’INCADIDABILITÀ NON SI APPLICASSE AL BANANA? 2. LE NORME EUROPEE SUI DIRITTI UMANI IMPEDISCONO LA RETROATTIVITÀ DELLE SANZIONI PENALI. E ANCHE DEGLI EFFETTI ACCESSORI, COME L’INCADIDABILITÀ 3. I FATTI DI MEDIASET RISALGONO AL 2002-2003. LA LEGGE SEVERINO È DEL 2012. QUANDO SI INASPRISCONO LE SANZIONI (ANCHE EXTRA-PENALI, COME IN QUESTO CASO), NON SI APPLICANO A CHI HA COMPIUTO REATI IN PRECEDENZA. È UNA TUTELA CHE FA INCAZZARE I PIDIELLINI QUANDO SI PARLA DI IMMIGRATI O SPACCIATORI. MA CHE ORA PUÒ SALVARE IL CAVALIERE CONDANNATO 4. ANCHE SULLA DECADENZA DA SENATORE I CASI PRECEDENTI GIOCANO A FAVORE DEL CAV

Marco Sarti per www.linkiesta.it

Silvio Berlusconi lontano dalle aule parlamentari? Non è affatto detto. La giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, dopo la seduta di oggi, tornerà a riunirsi il 9 settembre per discutere l'istruttoria sulla sua decadenza. E così crescono i dubbi sul destino del Cavaliere. Testi di diritto alla mano, l'ex premier non sarà obbligato a lasciare il Senato tanto facilmente. Ne è convinto Valerio Tallini, docente di diritto costituzionale all'università Luiss Guido Carli di Roma.

Gli appigli sono tanti. Dai precedenti parlamentari in tema di interdizione dai pubblici uffici, al vulnus che potrebbe crearsi in seguito alla rideterminazione della pena accessoria da parte della Corte d'Appello. Per non parlare della norma anti-corruzione dell'ex ministro Severino. «Inapplicabile al caso di Silvio Berlusconi», per rispetto al principio giuridico della irretroattività, come inteso dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo.

Prof. Tallini, partiamo dall'inizio.
Ci sono almeno tre questioni di natura giuridica che riguardano il senatore Silvio Berlusconi. La prima è stata portata all'attenzione della giunta delle elezioni del Senato già qualche mese fa. Sintetizzando, si chiede se il presidente del Pdl sia eleggibile o meno, in virtù di una legge del 1957.

La norma che rende ineleggibili i titolari di concessioni pubbliche.
Esatto. Ed è difficile dichiarare Berlusconi ineleggibile dopo che non è stato ritenuto tale nelle passate cinque legislature.

Una questione che sembra impallidire di fronte alle ultime vicende.
Sono d'accordo. Con la sentenza della Corte di Cassazione sul processo Mediaset si sono aggiunte altre due questioni. Una riguarda l'interdizione temporanea dai pubblici uffici.

La pena accessoria, dunque.
La Corte di Appello aveva indicato una durata di cinque anni. Ma dopo la sentenza della Cassazione dovrà essere rideterminata. Da uno a tre anni. Questo perché in materia di reati tributari si applica l'articolo 12 del decreto legislativo 74/2000 e non l'articolo 29 del codice penale.

Che succede adesso?
La Corte di Appello dovrà rideterminare il periodo di interdizione. L'ultima parola, però, spetta all'assemblea. In questo caso al Senato. In materia c'è un precedente rilevante. Penso all'onorevole Gianstefano Frigerio, condannato nel 2001 a una pena detentiva e all'interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni. Si tratta di una vicenda che ricalca quella che coinvolge il senatore Berlusconi.

Dopo aver terminato di scontare il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali, per Frigerio è venuta meno anche l'interdizione. Nel frattempo, però, la Camera non ha mai votato la decadenza. Di fatto è stato congelato per due anni e mezzo, fino ad agosto del 2004. Insomma, l'allontanamento di Silvio Berlusconi dal Parlamento non è del tutto automatico. Deve essere votato dal Senato. Certo, nel momento in cui Palazzo Madama decidesse di non dichiarare la decadenza dovrebbe prima ravvisare il fumus persecutionis nei confronti di Berlusconi.

Più difficile in giunta, dove il voto è palese. Meno in Aula, con il voto segreto.
E poi c'è un altro aspetto. Ipotizziamo che la Corte di Appello indichi un periodo di interdizione di un anno. Qualora il Senato votasse la decadenza di Silvio Berlusconi sarebbe quasi scontato chiedersi: "Chi risarcisce al Cavaliere i due anni e mezzo di legislatura che restano?". Capisce che se la durata dell'interdizione dai pubblici uffici è minore degli anni di legislatura che mancano alle prossime elezioni, si crea inevitabilmente un vulnus. In tal caso più che la decadenza sarebbe forse più appropriato prevedere un periodo di sospensione, come accade per i Consigli regionali.

Stasera intanto la giunta si riunisce per parlare della sopravvenuta incandidabilità a seguito della condanna della Cassazione.
Ecco la terza questione. La sopravvenuta incandidabilità è prevista dall'articolo 3 del decreto legislativo 235-2012. L'anti-corruzione del ministro Severino. Osservo preliminarmente che il procedimento è identico quello relativo all'interdizione dai pubblici uffici. C'è prima l'istruttoria della giunta per le elezioni, ma l'ultima parola spetta sempre all'assemblea.

Ci sono appigli per Silvio Berlusconi?
In questo caso si fa riferimento a fatti venuti in essere prima dell'entrata in vigore del decreto. Faccio notare che la giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo ritiene che il principio di irretroattività si debba applicare non solo alle sanzioni penali, ma anche a tutte le altre sanzioni. E ciò che rileva non è mai il nomen della sanzione, bensì il suo contenuto sostanziale.

Eppure qualcuno sostiene che nel decreto sia inserito due volte l'avverbio "immediatamente", proprio per non dare adito a dubbi.
Ciò non rileva, in quanto il legislatore non può disporre liberamente, dovendo invece rispettare la Costituzione e le norme sovranazionali. Peraltro noto che a Berlusconi si vorrebbero applicare sia la sanzione dell'interdizione dai pubblici uffici, sia quella dell'incandidabilità sopravvenuta, tuttavia la Corte europea dei diritti dell'uomo vieta di irrogare due distinte sanzioni per un medesima condotta, pena la violazione del principio del "ne bis in idem". Insomma, non credo che il decreto Severino si possa applicare a Silvio Berlusconi.


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/decadenza-senato-berlusconi#ixzz2bMu5g9xH

 

Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi valerio talliniMONTI SEVERINO PASSERA jpegMario Monti al brindisi dopo la conferenza stampa con la Olivi al centro Con loro anche il ministro Severinoarticle CASSAZIONE as x Gianstefano FrigerioBERLUSCONI PRESENTA IL LIBRO DI GIANSTEFANO FRIGERIO

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