donald trump stretto di hormuz

LA STORIA INSEGNA: CHI MUOVE GUERRA A HORMUZ FINISCE SEMPRE MALE – NEL 1507 IL PORTOGALLO COSTRUISCE UN FORTE, IN OMAN, ALL’IMBOCCATURA DELLO STRETTO, ED ESIGE DAZI DA TUTTE LE NAVI CHE PASSANO. LE COSE VANNO MALE: I PORTOGHESI SONO ATTACCATI DA TERRA DAGLI ARABI, DAL MARE DAI PERSIANI. L’AMMIRAGLIO SATURNINO MONTEIRO SCRIVE: “LA Guerra di Hormuz è stupida e inutile”. UN SECOLO DOPO, I PERSIANI SI RIPRENDONO LO STRETTO GRAZIE AI COLPI DEI LORO CANNONI, COPIATI DA QUELLI INGLESI (OGGI I LORO MISSILI SONO COSTRUITI SU MODELLI RUSSI E CINESI)

CANNONI, RAZZI E CINQUE SECOLI DI BATTAGLIE PER HORMUZ

Giordano Stabile per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE NERONE

Un missile con una gittata doppia del previsto, un antico forte portoghese sullo Stretto di Hormuz, e un atollo immerso nell'Oceano indiano a quattromila chilometri di distanza. Sono i fattori di un'equazione storica che è diventata di colpo di massima attualità. La x, l'incognita, è chi e come può controllare le rotte marittime.

 

Per risolvere il calcolo bisogna risalire al 1507. Da una parte c'è un piccolo Paese ma superpotenza navale, il Portogallo. Dall'altra c'è un mondo islamico in piena ristrutturazione. A Occidente domina l'ascesa folgorante degli Ottomani. A Oriente fa i primi passi l'Impero persiano Safavide, che cerca di recuperare il controllo delle terre dal Golfo Persico all'Afghanistan.

 

In questo vuoto si inseriscono i portoghesi, che hanno da poco circumnavigato l'Africa. Vogliono il monopolio dei traffici. Costruiscono un forte, nell'attuale sultanato dell'Oman, proprio all'imboccatura di Hormuz.

 

marco polo e i suoi fratelli nel golfo persico illustrazione dal 15esimo secolo libro delle meraviglie del mondo

Esigono dazi da tutte le navi che passano. Nello stesso periodo scoprono l'arcipelago delle Chagos e usano l'isola principale, chiamata con il nome di un esploratore spagnolo al servizio di Lisbona, Diego Garcia de Moguer, come scalo di rifornimento. A Hormuz però le cose vanno male. I portoghesi sono attaccati da terra dagli emiri arabi, dal mare dai persiani.

 

L'ammiraglio Saturnino Monteiro scrive nel 1522, nel suo libro, Batalhas e Combates da Marinha Portuguesa: «La guerra di Hormuz è stupida e inutile».

 

Un secolo dopo, i persiani, con l'aiuto della marina britannica allora in lotta con i portoghesi, si riprendono lo Stretto. Anche Diego Garcia passa di mano in mano, prima ai francesi, poi agli inglesi.

una torre di perforazione agli albori dello sviluppo dei giacimenti petroliferi persiani.

 

Il sultanato dell'Oman diventa un protettorato britannico, il Golfo un condominio tra Londra e Teheran, sempre più debole, gli emirati arabi si trasformano in basi britanniche, poi americane.

 

Oggi è tutto in discussione. Dopo droni low cost, la Repubblica islamica ha tirato fuori dal suo cilindro sotterraneo il suo missile più potente, il Khorramshahr-4. Finora si riteneva che potesse arrivare a 2 mila chilometri di distanza. Invece ne ha fatti il doppio. Con i suoi 10 mila chilometri orari in fase di rientro il Khorramshahr-4 è un'arma temibile. Nel 1622 i persiani avevano copiato i cannoni inglesi per demolire i forti portoghesi. Oggi, probabilmente, tecnologia russa e cinese.

 

GLI IMPERI SI SONO CONTESI LO STRETTO DI HORMUZ PER SECOLI.

Traduzione dell’articolo di James T. Areddy per il “Wall Street Journal”

 

La geografia dello Stretto di Hormuz, dove le rotte marittime sono larghe appena 2 miglia, conferisce all’Iran un potere unico sull’economia globale. Ma la sua storia dimostra che l’attuale battaglia per lo stretto è solo l’ultima iterazione di una lotta secolare per il controllo di questo snodo commerciale cruciale.

 

nave the grand wisdom danneggiata sullo stretto di hormuz durante la guerra tra iran e iraq 1980

I leader americani avevano riconosciuto i rischi legati alla vicinanza dell’Iran a questa via d’acqua ben prima che il presidente Donald Trump esprimesse frustrazione per il fatto che un regime da lui considerato quasi sconfitto sia ancora in grado di condurre una guerra economica globale proprio lì.

 

Fin dai tempi dell’antica Persia, potenze successive - tra cui Greci, Ottomani e Portoghesi - hanno cercato di controllare lo stretto. Un tempo era uno dei luoghi più ricchi della Terra: spezie, seta e gioielli provenienti dall’India transitavano nelle sue acque diretti verso centri commerciali come Baghdad e, infine, verso l’Europa. Il navigatore cinese del XV secolo Zheng He visitò lo stretto, e Marco Polo scrisse dei marinai audaci che lo solcavano.

 

navi di pescatori nel golfo persico nel 1960

Più recentemente, Hormuz e il Golfo Persico sono stati un vero e proprio Rubicone per i presidenti americani, talvolta definendo la loro politica estera e la propensione all’uso della forza militare. Decenni prima di entrare in politica, lo stesso Trump aveva già invocato la necessità che gli Stati Uniti mostrassero “determinazione” nel garantire la sicurezza del Golfo.

 

Secondo gli analisti, l’Iran sta forzando uno scontro di volontà sul tema dell’impennata dei prezzi energetici, con l’obiettivo di fare pressione su Trump affinché riduca il conflitto. Hormuz è l’unico canale marittimo che collega alcune delle più grandi riserve energetiche del mondo alla domanda globale, e l’Iran ne costeggia la sponda settentrionale.

 

Subito dopo essere stato attaccato il 28 febbraio, l’Iran ha iniziato a colpire con armi da fuoco e droni petroliere, navi cargo e porti, per scoraggiare il traffico verso lo stretto.

 

Si tratta di una strategia antica.

 

ROTTE ALTERNATIVE ALLO STRETTO DI HORMUZ -

“Molto prima dell’arrivo delle petroliere, Hormuz era già importante per la stessa ragione strutturale per cui lo è oggi: è una stretta porta marittima tra risorse, ricchezze e il resto del mondo”, ha dichiarato recentemente la storica Bianca Nobilo agli ascoltatori del suo podcast History Uncensored.

 

Portoghesi e Ottomani si contesero il controllo di Hormuz, e nel XIX secolo i commercianti europei ribattezzarono l’area “Costa dei Pirati” a causa degli attacchi alle loro merci da parte di predoni che partivano dalla sponda meridionale dello stretto, nell’attuale Emirati Arabi Uniti.

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

L’importanza strategica più recente della regione risale agli anni Trenta del Novecento, quando importanti scoperte di petrolio in Arabia Saudita e Bahrain diedero origine a un nuovo calcolo geopolitico. Per decenni gli Stati Uniti rimasero in secondo piano nella sicurezza del Golfo: inizialmente se ne occupavano i britannici, poi lo Scià dell’Iran, alleato di Washington.

 

Tutto cambiò con la Rivoluzione islamica iraniana.

 

Mesi prima che gli iraniani prendessero in ostaggio i diplomatici americani e che le relazioni precipitassero, la CIA aveva già individuato un altro rischio derivante dalla rivoluzione in un rapporto intitolato “Lo Stretto di Hormuz: una via d'acqua vulnerabile”.

 

stretto di hormuz

Il documento, oggi declassificato, elencava una serie di potenziali minacce al trasporto di petrolio attraverso lo stretto, dalle mine navali ai sabotaggi condotti con piccole imbarcazioni in legno note come dhow. “Esistono molte opzioni per terroristi ingegnosi e intraprendenti che intendano attaccare il traffico nello Stretto”, affermava l’agenzia.

 

Il presidente Jimmy Carter utilizzò il suo discorso sullo Stato dell’Unione del 1980 per delineare una nuova posizione americana più proattiva verso la regione, centrata proprio sullo stretto: “Qualsiasi tentativo da parte di una forza esterna di ottenere il controllo della regione del Golfo Persico sarà considerato un attacco agli interessi vitali degli Stati Uniti d’America”.

 

nave cargo colpita nello stretto di hormuz

Da allora, ogni presidente ha sfidato l’Iran per le questioni legate alla sicurezza del traffico nel Golfo. Ma il presidente Ronald Reagan affrontò il precedente più simile alla situazione attuale durante la cosiddetta “guerra delle petroliere” alla fine degli anni Ottanta. Nemici giurati, Iran e Iraq attaccarono entrambi le infrastrutture petrolifere, e Reagan organizzò scorte navali per proteggere le spedizioni.

 

Proprio in quegli anni Hormuz attirò l’attenzione di Trump. All’epoca, imprenditore immobiliare quarantenne, pubblicò nel 1987 una lettera aperta a pagamento su intere pagine di giornali, sostenendo che gli Stati Uniti dovessero mostrare “determinazione”.

 

In una posizione che riecheggia alcune delle sue dichiarazioni recenti, Trump scrisse che alleati come Giappone e Arabia Saudita avrebbero dovuto sostenere i costi della protezione delle spedizioni petrolifere nel Golfo Persico, da lui definito “un’area di importanza solo marginale per gli Stati Uniti in termini di approvvigionamento energetico”.

stretto di hormuz e guerra nel golfo mine marine utilizzate dall iran nello stretto di hormuzSTRETTO DI HORMUZ STRETTO DI HORMUZ STRETTO DI HORMUZSTRETTO DI HORMUZla nave mayuree naree colpita dalle mine iraniane 1navi in attesa di poter passare per lo stretto di hormuzL'IRAN TIENE PER LA GOLA DONALD TRUMP - ILLUSTRAZIONEMATTEO SALVINI - MEME SULLO STRETTO DI MESSINA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…