PIAZZALE LORETO, ARCORE – IL CAV TEME DI FARE LA FINE DI LIGRESTI E ASPETTA RE GIORGIO - IL GOVERNO BALLA, IDEA VOTO IN OTTOBRE

Amedeo La Mattina per "La Stampa"

Berlusconi sta vivendo l'incubo Ligresti, del patriarca Salvatore agli arresti domiciliari. Come potrebbe capitare a lui se decade da senatore e non arriva un gesto di clemenza da parte di Napolitano. L'ex premier parla solo dei suoi guai giudiziari, ripercorre il processo che lo ha visto condannato in Cassazione, non gli interessa niente del governo e del suo partito. Non vuole andare in vacanza, nemmeno pochi giorni a Villa Certosa per Ferragosto. Sente l'accanimento stringersi attorno, anche quello di chi (i grillini) sostiene la necessità di togliergli il titolo di Cavaliere.

Ad Arcore i figli si danno il turno per stare accanto al fondatore dell'impero. Pier Silvio, Eleonora, Barbara, Luigi, Marina soprattutto. La quale ripete che non si tratta di salvare l'azienda o il partito, ma la libertà del padre e dell'uomo Berlusconi.

A Roma invece ci si azzanna sulle sue spoglie. Per il Pdl Epifani continua a provocare, a non vedere quell'«enorme problema» che i capigruppo Schifani e Brunetta hanno posto al Capo dello Stato, appunto, «la libertà politica e personale» di Berlusconi, il leader del principale partito italiano secondo i tutti i sondaggi.

È una frase del segretario Pd alla direzione di ieri ad avvelenare ulteriormente il clima tra alleati coltelli. «Il centrodestra si trova a un bivio: concorrere all'obiettivo del cambiamento o far prevalere logiche e interessi di parte». Allora è chiaro che la rottura è dietro l'angolo. «Infatti - spiega Michaela Biancofiore - noi ci stiamo preparando alla pugna e sono sicura che vinceremo le elezioni».

Sì, ma quando? Per la Biancofiore una data buona potrebbe essere il 27 ottobre, con le urne in Trentino Alto Adige. Ma a questa domanda non c'è una risposta univoca da parte dei falchi che sono convinti tuttavia di avere dalla loro parte il grande capo Silvio e la figlia Marina. Addirittura accreditano una Marina scatenata contro Gianni Letta, reo di aver consigliato al padre di dimettersi da senatore, anticipando la decadenza che con molta probabilità verrà decisa a settembre dalla giunta di Palazzo Madama.

Insomma quanto dura il governo Letta? I rapaci guardano con sospetto le parole del loro ministro Quagliariello (considerato il ventriloquo del Quirinale), il quale ieri ha fatto capire che prima di dicembre, bene che vada, non se ne parla di elezioni: prima c'è da cambiare la legge elettorale. Ammettendo che la riforma si faccia attorno al 15 ottobre, poi sono necessari 55 giorni per convocare i comizi; quindi si finisce sotto Natale e gioco vuole che tutto venga rimandato ai primi mesi del 2014.

Il problema è che intanto Berlusconi sarà o in carcere o ai domiciliari, sempre che non intervenga in qualche modo Napolitano con un atto di clemenza. Sta passando un po' in sordina in questi ultimi giorni, dicono i berlusconiani più duri, ma siamo sempre in attesa di una risposta da parte del Colle. «Ma Napolitano è paralizzato - spiega Gasparri - stretto in una tenaglia: da un lato c'è il pressing del Pdl dall'altro il niet del Pd a ogni forma di riconoscimento del problema di Berlusconi».

 

Salvatore Ligresti e Silvio Berlusconi Salvatore Ligresti e Silvio Berlusconi NAPOLITANO AL TELESCOPIO - FOTO LA PRESSESILVIO E PIERSILVIO BERLUSCONI silvio eleonora berlusconibarbara berlusconi a

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