SIAMO TUTTI GUFI? – RENZI VEDE LA RIPRESA MA GLI IMPRENDITORI SI UCCIDONO – DALL’INIZIO DELL’ANNO SONO OLTRE 100 LE PERSONE CHE IN ITALIA L’HANNO FATTA FINITA PER PROBLEMI ECONOMICI

Mario Giordano per “Libero Quotidiano

EGIDIO MASCHIOEGIDIO MASCHIO

 

E poi c’è un’Italia di cui Renzi non parla mai. È l’Italia di Egidio Maschio, un imprenditore modello, uno di quelli che ha fatto grande il nostro Paese, un veneto tutto d’un pezzo che aveva come motto «mai mollare perché il mondo non si ferma», e che all’improvviso, invece, ha deciso di mollare. E di fermare il mondo. Si è sparato nel petto, alle 6,30 di mattina, nella sua azienda a Campodarsego nel Padovano.

 

L’aveva costruita lui, pezzo dopo pezzo, cinquant’anni  di sudore e sacrifici. Ha cominciato nel 1964 con il fratello, è partito da una stalla e da una saldatrice, alla faccia di chi dice che noi non abbiamo gente come Steve Jobs. Noi ce l’abbiamo eccome, i nostri Steve Jobs, e anche più bravi, perché oltre a essere geniali devono pure lottare contro un sistema che dà loro addosso, che toglie il fiato, il respiro, la speranza. E alla fine toglie loro anche la vita.

 

RENZI 1RENZI 1

Era partito da una stalla, Egidio Maschio, ed era arrivato in ogni angolo del pianeta, un’azienda che produceva macchine agricole, fresatrici, falciatrici rotanti, seminatrici di previsione, 19 centri produttivi, 16 in Italia e 3 all’estero, attività in India, Cina e Romania, clienti sparsi nei cinque Continenti, oltre 300 milioni di fatturato. E un po’ di debiti, certo. «Un vero imprenditore dev’essere indebitato, perché i debiti li fai quando credi nella tua azienda», diceva lui.

 

RENZIRENZI

Maschio credeva molto nella sua azienda. Le banche, evidentemente no. Gli hanno chiesto di rientrare. In pratica gli hanno puntato un fucile al petto. E lui ha premuto il grilletto. Era nella sala riunioni Maschio. E per far partire il proiettile s’è aiutato con un righello. Anche la morte in un’azienda del Veneto deve filare dritta, quasi fosse una falciatrice meccanica, un tornio, uno strumento di precisione. Senza curve né sbavature. Col righello.

 

La sera prima il signor Egidio aveva cenato in famiglia, prima di entrare in ufficio ha salutato il guardiano, con la gentilezza di sempre. Chissà cos’avrà pensato in quegli ultimi istanti. Forse ai sorrisi dei ministri che vanno in giro a raccontare la favola della ripresa. Forse ai sottosegretari che nei talk show si vantano di aver rilanciato l’Italia. Forse a Renzi che se la prende con i gufi. O forse alle banche che in questi mesi hanno avuto a disposizione una liquidità senza fine dalla Bce, ma anziché dare ossigeno alle aziende e alle famiglie, l’hanno usata per sistemare i loro conti.

 

EGIDIO MASCHIOEGIDIO MASCHIO

O forse non ha pensato a nulla di tutto questo. Non ha lasciato biglietti, Egidio Maschio. Ha lasciato solo due figli. E ai due figli di questo imprenditore, che ha contribuito a far grande l’Italia e che dall’Italia è stato ucciso, oggi sembrerà una beffa sapere che proprio mentre loro padre si toglieva la vita per colpa delle banche, il governo alle banche faceva un bel regalo. Sette miliardi. With compliments di Renzi. Le due decisioni, per una drammatica ironia della sorte, hanno viaggiato in contemporanea: da una parte Egidio che non reggeva alla sua sofferenza, dall’altra il Consiglio dei ministri che ha pensato di alleggerire le sofferenze, ma solo quelle degli istituti di credito.

 

Da una parte l’imprenditore debole, dall’altra i poteri forti. Renzi ha scelto da che parte stare. Soldi alle banche e avanti con i sorrisi sulla funivia di Courmayeur. Vietato parlare dell’Italia che non ce la fa. Eppure quest’Italia esiste, eccome.

 

EGIDIO MASCHIOEGIDIO MASCHIO

Secondo il sito Crisitaly.org, sono più di 100 le persone che si sono suicidate per problemi economici in Italia dall’inizio dell’anno. 18 soltanto in questi 24 giorni di giugno: il 3 a Matelica, provincia di Macerata, si è impiccato un disoccupato; il 4 ad Avezzano si è sparato un padre di famiglia; lo stesso giorno a Bologna si è tolto la vita il presidente dei tabaccai;

 

l’8 a Jesi si è impiccato un precario che non ce la faceva a pagare il mutuo; l’11 a Genova si è impiccato un ex distributore di bevande rimasto senza lavoro; il 16 a Jesi si è impiccato un 62enne che non riusciva a pagare le bollette; il 19 a Salerno si è impiccato un barbiere costretto a chiudere il salone; il 21 a Fermo si è suicidato con il gas di scarico un 34enne disoccupato e lo stesso giorno è stata trovata una 58enne di Cesena che si era buttata in mare.

 

renzi elkann marchionne a melfirenzi elkann marchionne a melfi

E poi il precario di Pietramelara (Caserta), il disoccupato di Rogliano, l’ex imprenditore di Offanengo (Cremona) che ha sterminato la famiglia perché oppresso dai debiti… Solo ieri avevamo raccolto a Bologna la storia di una mamma che aveva messo a letto i due figlioletti, 10 e 11 anni, e poi si era uccisa. Le avevano appena tagliato il gas e annunciato lo sfratto per i primi di luglio. Non ha retto, probabilmente, alla vergogna di non poter dare ai suoi bimbi nemmeno una tazza di latte caldo al mattino.

 

Così come l’imprenditore Egidio, re delle macchine agricole, non ha retto alla vergogna di dire alle banche "non ce la faccio", lui che ce l’aveva sempre fatta, lui che aveva superato mille ostacoli, da una stalla al mondo, lui che aveva scelto come motto "non mollare". E forse noi saremo gufi, come dicono vallette e valletti renziani nei talk show, forse non capiremo le magnifiche sorti e progressive del governo, forse ci sfuggono le meraviglie che stanno preparando nelle cantine di Palazzo Chigi, ma ci sembra che sarebbe meglio se lassù nelle stanze che contano la smettessero di raccontare balle.

RENZI MARCHIONNE ALLA FABBRICA CHRYSLERRENZI MARCHIONNE ALLA FABBRICA CHRYSLER

 

La smettessero di prenderci per i fondelli. E cominciassero a guardare in faccia il Paese vero, quello che lotta, soffre, s’impegna, si dispera, cammina sul filo, rischiando ogni giorno di crollare. E comunque incazzandosi sempre quando li vede seduti lì, in poltrona, che sorridono come grulli. E ripetono come pappagalli la filastrocca di Palazzo Chigi: adesso sì, che iniziamo a stare bene. Lo dicessero, se hanno il coraggio, a Egidio Maschio o ai figli di quella mamma di Bologna.

 

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