fabrizio gifuni - enzo tortora in portobello 2

“PORTOBELLO” È LO SPOT (INVOLONTARIO) PERFETTO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – LA MINISERIE DI MARCO BELLOCCHIO SUL CASO TORTORA È USCITA NEL PIENO DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA. E, NONOSTANTE IL REGISTA ABBIA CHIARITO CHE ERA STATA “CONCEPITA PRIMA DELL'ANNUNCIO DEL REFERENDUM E PARLA SOLO DELLA TRAGEDIA PROCESSUALE DI TORTORA”, FORNISCE UN MESSAGGIO PERFETTO PER I SOSTENITORI DELLA RIFORMA NORDIO – IL PROTAGONISTA, FABRIZIO GIFUNI, HA DICHIARATO DI VOTARE CONVINTAMENTE “NO” AL REFERENDUM. LA NOTIZIA, RILANCIATA DA UN TWEET DI PETER GOMEZ, HA INNESCATO LA REAZIONE DI GAIA TORTORA, FIGLIA DEL CONDUTTORE: “E CHE VUOL DIRE? GIFUNI FA (STREPITOSAMENTE BENE) L'ATTORE E VOTA GIUSTAMENTE CIÒ CHE VUOLE. MIO PADRE AVREBBE VOTATO SÌ”...

 

Estratto dell’articolo di Gennaro Marco Duello per www.fanpage.it

 

portobello

C'è una battuta nel terzo episodio di Portobello — la miniserie HBO Max di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora — che rischia di non restare confinata al piccolo schermo.

 

"Il vostro pensiero è quello che fate passare ogni giorno dai giornali, scritto nero su bianco. Il punto di partenza corretto dovrebbe essere la presunzione d'innocenza. Voi invece partite da un pregiudizio. E usate i giornali per trasformarlo in una verità pubblica. Perché dall'opinione pubblica non ti difendi. La subisci e basta."

 

cast attori portobello

Sono le parole pronunciate da Paolo Pierobon nei panni dell'avvocato di Tortora — o meglio: Gifuni che lo incarna con una precisione quasi chirurgica — al pm Fontana (Alessandro Preziosi). Ma fuori dallo schermo, in questi giorni, quella frase rimbalza in modo imprevedibile nel dibattito pubblico. Perché il 22 e il 23 marzo gli italiani sono chiamati a votare il Referendum sulla giustizia. E Portobello, volente o nolente, è diventato qualcosa di più di una serie televisiva.

 

Marco Bellocchio, in conferenza stampa, l'ha detto con la chiarezza di chi ha coscienza pulita: "Questa serie è stata concepita prima dell'annuncio del referendum e parla solo della tragedia processuale di Enzo Tortora e della sua assoluzione." Sacrosanto. Vero, probabilmente. E irrilevante, purtroppo.

 

marco bellocchio (2)

Perché la storia — quella vera, quella di un uomo condannato dall'opinione pubblica ancora prima che da qualsiasi tribunale, sulla base di prove rivelatesi poi inconsistenti — è esattamente il tipo di racconto che oggi alimenta il fronte del Sì.

 

[...] Il problema non è l'opera in sé, che anzi merita ogni elogio e avrebbe meritato la massima diffusione, la televisione generalista, il pubblico largo. Il problema — o il paradosso, dipende da come lo si guarda — è che il fatto di trovarsi su una piattaforma a pagamento e relativamente giovane ha in qualche modo attutito l'onda d'urto. Se Portobello fosse andata su Rai Uno, oggi parleremmo d'altro. Parleremmo di propaganda da "TeleMeloni", con ogni probabilità.

 

carlo nordio e gaia tortora alla camera – foto lapresse

Fabrizio Gifuni, l'attore che presta corpo e voce a Tortora con un'intensità rara, ha dichiarato di votare convintamente No al referendum. La notizia, amplificata da un tweet dell'account di Peter Gomez con il titolo "Gifuni ‘Tortora' si schiera per il No", ha innescato la reazione immediata di Gaia Tortora, figlia del conduttore: "E che vuol dire questo post? Gifuni fa (strepitosamente bene) l'attore e vota giustamente ciò che vuole. Mio padre avrebbe votato Sì."

 

È un corto circuito perfetto. Da una parte, l'utilizzo strumentale del nome di Tortora attraverso il personaggio che lo interpreta — come se il voto di Gifuni fosse in qualche misura deducibile o condizionato dal ruolo. Dall'altra, la figlia che rivendica il diritto all'eredità politica del padre.

 

la confessione peter gomez 2

Alla danza dei tweet si è aggiunto anche Frankie Hi-Nrg: "Vorrei avere la sua sicurezza nell'attribuire decisioni al mio defunto papà, che è morto in un'epoca diversa dall'attuale, senza aver vissuto i radicali cambiamenti che ci hanno portato alla odierna situazione politica, sociale e culturale."

 

[...] i comitati per il Sì stanno facendo il loro lavoro. Circolano le dichiarazioni originali del conduttore, quelle del 1987, quando Tortora già chiedeva l'introduzione della responsabilità civile dei magistrati. La Fondazione Einaudi è tra quelli che le rilanciano: "Oggi il quesito è diverso ma il problema resta lo stesso: la casta dei magistrati, arroccata nei suoi privilegi, non risponde dei propri errori."

 

hbo max portobello fabrizio gifuni ph anna camerlingo

È legittimo? Sì. È strumentale? Anche. È inevitabile? Assolutamente. Perché Enzo Tortora è diventato, nel dibattito sulla giustizia italiana, un simbolo troppo potente per essere lasciato in pace. E Portobello — con la sua qualità indiscutibile, con la sua precisione storica, con l'interpretazione di Gifuni — non ha fatto che riaccendere quel simbolo nel momento più sensibile.

 

La serie racconta uno degli errori giudiziari più clamorosi della storia italiana. Lo fa con onestà, senza semplificazioni, senza tirare la morale per i capelli. Ma la morale, il pubblico, se la tira da solo. E in questa settimana, quella morale ha una direzione molto precisa.

PORTOBELLO - LA SERIE DI MARCO BELLOCCHIO SU ENZO TORTORAGAIA TORTORA marco bellocchiofabrizio gifuni in portobello 1fabrizio gifuni in portobello 3fabrizio gifuni in portobello 2portobello di marco bellocchio 2

 

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