emilio giannelli

“MONTANELLI MI DISSE: LEI NON È BISCHERO, È TRISCHERO” – RICORDI, DISEGNI E CATTIVERIE DI EMILIO GIANNELLI, CHE DA PIÙ DI 30 ANNI PUBBLICA VIGNETTE IN PRIMA PAGINA SUL “CORRIERE”: “360 ALL’ANNO PER 31 FA PIÙ DI 11 MILA” – “SULLA MELONI C’È MOLTO DA VIGNETTARE... BERLUSCONI NON È SEMPRE LO STESSO, NONOSTANTE I VARI LIFTING” – “ANDREOTTI UNA VOLTA MI RISPOSE: ‘LE AUGURO TUTTO CIÒ CHE SI MERITA...”

Giangiacomo Schiavi per il “Corriere della sera”

 

giannelli

Emilio Giannelli, premio Montale fuori di casa: per le vignette sul Corriere, per il garbo della sua satira, per l’irriverenza che strappa un sorriso. Più di trent’anni in prima pagina. Un record, o no?

«Dal novembre 1991 ad oggi sono 31 anni e qualche mese. Non so se sia un record, il tempo è volato».

 

E quante vignette?

«360 all’anno per 31 fa più di 11 mila».

 

Le cestinate?

«Sono abbastanza, ma mi accontento...».

 

La preferita?

«Quella che mi ha dato più pensiero: si parlava in Inghilterra delle difficoltà economiche, delle spese di Buckingham Palace e della crisi agricola legata alla mucca pazza; io feci una vignetta con il Principe di Edimburgo che diceva “Dio salvi la Regina”. Il mio intento era di commentare la situazione con riferimento alla monarchia, senza riferimento alla persona. Al Corriere si rischiò quasi una crisi diplomatica...».

SALVINI - MELONI - BERLUSCONI BY GIANNELLI

 

Quella che non si dimentica più?

«La stessa di cui sopra. Non volevo essere irridente».

 

Con Elisabetta ha rimediato, mandandola in cielo con un «Salve, Regina»...

«Spero di sì».

 

È difficile essere Giannelli?

«Per me sarebbe difficile non esserlo».

 

Dicono che la sua penna è diventata più morbida...

«Non so se è vero, credo che in questi ultimi anni la satira deve sempre più fare i conti con un osso duro: il politicamente corretto».

 

La realtà oggi supera la sua fantasia?

«La realtà supera sempre la fantasia».

 

Che cosa pensa dei politici su TikTok?

«La politica si adegua a tutto, anche a TikTok , una cosa da ragazzi».

 

La Meloni è la lepre di questa campagna elettorale?

MORTE DELLA REGINA ELISABETTA BY GIANNELLI

«Corre sicuramente più degli altri. Mi sembra abile, cerca di accreditarsi come democratica ed europeista. Vedremo se i sondaggi sono veritieri».

 

Come la vede?

«C’è molto da vignettare...».

 

E Letta?

«È senz’altro una persona di cultura e di grande onestà; non mi sembra che abbia centrato la campagna elettorale».

 

Ha fatto una vignetta western sul loro confronto al «Corriere», una sfida all’O.K. Corral...

«Un confronto con le pistole caricate a salve».

 

E se fosse come il Palio?

«Nel Palio è bello far perdere l’avversario».

 

Cosa dice del Terzo polo?

«Tertium non datur, almeno per me».

 

E della diaspora dei Cinque Stelle?

«Credo fosse inevitabile, tutte e cinque insieme non potevano brillare».

 

DIMISSIONI DI BORIS JOHNSON - BY GIANNELLI

Berlusconi è sempre lo stesso?

«Non è sempre lo stesso, nonostante i vari lifting».

 

Una sua vignetta del 2011 era intitolata Berluskamen...

«Più che un amen è stato un prosieguo, un arrivederci».

 

Salvini le ricorda qualcosa di Bossi?

«Non credo che Salvini possa essere considerato l’erede di Bossi, che era una fonte inesauribile per chi fa satira politica. Salvini ha meno fantasia ed ha una fisionomia difficile, cambia spesso espressione».

 

Ha disegnato più Andreotti, Craxi, De Mita o D’Alema?

«Tra questi il più disegnato credo sia stato Andreotti. Quando gli inviai un libro in cui erano molte le vignette che lo riguardavano, mi rispose con un biglietto in cui diceva: “La ringrazio per il libro e le auguro tutto ciò che si merita”».

 

Era più facile fare satira nella Prima Repubblica?

«Nella Prima Repubblica c’erano più protagonisti e più dibattito; oggi solo un leader di partito e la sua posizione».

 

Chi si arrabbiava di più?

«Non saprei dirlo, anche perché le proteste provenivano più dai fan che dal diretto interessato».

VIGNETTA GIANNELLI - GIUSEPPE CONTE

 

È stata dura con Renzi? Un senese e un fiorentino come si pigliano?

«Tra me e Renzi c’è di mezzo la battaglia di Montaperti, senza che scorra il sangue».

 

Qualcuno le ha tolto il saluto?

«Il problema non si pone: non conosco nessuno dei politici satireggiati».

 

Come ha conciliato il suo ruolo di avvocato nell’ufficio legale del Monte dei Paschi con quello del vignettista?

«Dal punto di vista del tempo l’ho potuto conciliare poiché la vignetta la realizzavo a tarda sera, quando il lavoro di legale era terminato; ho cercato di non creare conflitti di interesse, ed il mio lavoro di legale al Mps mi ha dato molte soddisfazioni».

 

Qualche nostalgia?

«La nostalgia è sicuramente per la gioventù, ma oggi più che nostalgia provo molto dispiacere per come si trova ora il Monte dei Paschi; quando lo lasciai nel 2000 era una potenza».

 

giannelli

I lettori dicono: la vignetta di Giannelli è già un editoriale. Pesa questa responsabilità per chi deve far sorridere?

«Che la vignetta sia un editoriale mi sembra un’esagerazione; ha soltanto il pregio di essere una sintesi di ciò che un editoriale dice più approfonditamente e con più precisione».

 

È vero che i vignettisti si portano dentro una vena di tristezza?

«Per quanto mi riguarda, disegnare per fare satira politica non mi dà tristezza; la tristezza me la dà la politica».

 

È vero che a scuola quando disegnava veniva bacchettato dalla maestra?

«No, venivo bacchettato perché essendo mancino scrivevo con la sinistra e facevo le lettere al contrario; il disegno rappresentava la mia libertà».

 

La sua vignetta è un tiro mancino.

«Non so; è il disegno di un mancino».

 

È stato conteso tra Scalfari, Stille e Montanelli.

salvini by giannelli

«Sulla Repubblica di Scalfari (a cui sono riconoscente per avermi consentito di iniziare l’attività di disegnatore satirico) non potevo essere in prima pagina, dove pubblicava la sua vignetta Giorgio Forattini; per quanto riguarda Montanelli, pur con la stima e l’affetto per il grande giornalista, temevo — come ebbi a dirgli — di collaborare ad un giornale con un editore di cui non mi fidavo».

 

E alla fine ha vinto Stille. Come la convinse?

«Optai per il Corriere della Sera per la stima e la simpatia verso Stille, nonché per il prestigio del giornale che dirigeva».

 

Come l’hanno presa gli altri?

«Scalfari mi scrisse un biglietto in cui diceva “lo immaginavo, ma mi dispiace lo stesso”. Montanelli, quando rifiutai l’elevato compenso che mi aveva offerto mi disse: “Giannelli, lei non è un bischero, è un trischero”».

 

Che cosa spera ogni mattina quando esce la sua vignetta sul «Corriere»? Biagi diceva: oggi chi abbiamo fatto arrabbiare?...

«Non mi preoccupo di chi eventualmente ho fatto arrabbiare, ma che — a pubblicazione avvenuta — si noti qualche errore nel disegno o nella battuta».

 

I giovani come la vedono? Frequenta i social?

IL GALLO MACRON - VIGNETTA DI GIANNELLI

«Si può capire consultando Capire Giannelli. I giovani mi vedono come sono: un ottantaseienne che usa ancora il fax e che disegna le persone e soprattutto le cose come erano decenni fa».

 

C’è un giovane vignettista sulla buona strada?

«Almeno due: Natangelo e Makkox».

 

Le giro la domanda di un lettore: ha mai sognato che le sue vignette possano prendere vita?

«È accaduto con il Palio, dopo la vittoria del Drago, la mia contrada. Ho dipinto i cavalli e le facce di duemila persone assiepate. Un bravo regista ha fatto un video e ha fatto rivivere quelle persone. Emozionante. Una bambina ha detto: quel pittore è un mago».

 

Perché non lo fa con qualche vignetta?

«Non ci penso, qualcuno mi potrebbe dare un ceffone... e poi certa gente non bisogna farla vivere a doppio».

 

Premio Montale: è un poeta che ama?

«Certamente, anche come pittore».

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN - VIGNETTA DI GIANNELLI

Se dovesse disegnarsi, vignetta e battuta, come si immagina Emilio Giannelli il 19 settembre 2022? Si sente un po’anche lei un osso di seppia?

«Mi immagino con la matita in mano e non mi sento un osso di seppia: preferirei essere un’upupa».

 

Alla fine, siamo più uomini o caporali?

«Spero uomini, anche se dubito».

 

Viviamo alla giornata tra acqua santa e acqua minerale, diceva Leo Longanesi...

«Meglio che bere il vino per dimenticare».

 

Che cosa possiamo attenderci, dopo le piaghe degli ultimi anni?

«Purtroppo potrebbe accadere anche di peggio... Ma speriamo di no».

IL MACBETH DI VERDI ALLA SCALA BY GIANNELLIvignetta giannelliVIGNETTA GIANNELLI - LA MARCIA ANTIFASCISTA DI RENZI E GENTILONIvignette di giannelli su maria elena boschi 1BRUNO VESPA MATTEO RENZI GIANNELLI ARTISTI VS GIORNALISTI IN RAIvignette di giannelli su maria elena boschi 10vignette di giannelli su maria elena boschi 11vignette di giannelli su maria elena boschi 3vignette di giannelli su maria elena boschi 4vignette di giannelli su maria elena boschi 2vignette di giannelli su maria elena boschi 5giannelli contevignette di giannelli su maria elena boschi 6vignette di giannelli su maria elena boschi 7vignette di giannelli su maria elena boschi 8vignette di giannelli su maria elena boschi 9VIGNETTA GIANNELLI - RENZI E ITALIA VIVAgiannelli renzigiannelli conte di maio salviniGIANNELLI – IN MEDIA STAT VIRUS GIANNELLI - LA DANZA DEI 5 STELLELA FUGA DI JUAN CARLOS BY GIANNELLIL'EGO DI MATTEO RENZI BY GIANNELLIGIANNELLI VIGNETTA CONTE GRILLOIO SONO GIORGETTI - VIGNETTA GIANNELLIIL G20 DI MARIO DRAGHI BY GIANNELLIVIGNETTA GIANNELLI - GIANNI E ANDREA AGNELLIMATTARELLA BIS BY GIANNELLI

Ultimi Dagoreport

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…