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“HO SUBITO UNA VIOLENZA DA PIÙ PERSONE...UNA ERA SICURAMENTE GENOVESE” - LA TESTIMONIANZA AUDIO DELLA RAGAZZA VIOLENTATA DALL’EX AD DI “FACILE.IT” A NON È L’ARENA – “HO VISTO LA MORTE IN FACCIA E NON RIESCO A SPIEGARMI IL PERCHÉ DI QUESTA CRUDELTÀ”. QUANDO È FUGGITA, GENOVESE LE HA ANCHE BUTTATO 100 EURO DALLA FINESTRA IN SEGNO DI SPREGIO – L’AMICO DEL MANAGER HA AMMESSO IL CONSUMO DI STUPEFACENTI. “MA IN TUTTO IL MONDO GIRA DROGA AI PARTY” - IL BODYGUARD: “SONO ANDATO VIA ALL’1.30 DI NOTTE E NELLA STANZA NON HO SENTITO NULLA, LA MUSICA ERA ALTISSIMA” – VIDEO

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Renato Franco per Corriere.it

 

«Io non ho mai fatto male a nessuno, non riesco a capire perché non è stato dato nessun valore alla mia vita, ho visto la morte in faccia e non riesco a spiegarmi il perché di questa crudeltà».

 

Sono le parole — riferite dal suo avvocato, Saverio Macrì — della ragazza violentata da Alberto Genovese, l’imprenditore digitale che ha trasformato le feste nella sua Terrazza Sentimento in un orrore bestiale.

 

L’avvocato è intervenuto domenica sera a Non è l’Arena, su La7: «Più volte le sue amiche hanno cercato di salvarla, ma alla fine la ragazza è riuscita a scappare da sola verso le 21.30 del giorno dopo. È stata un giorno intero in quella camera, da sabato alle 21.30 fino alla sera della domenica dopo. Quando è fuggita Genovese le ha anche buttato 100 euro dalla finestra in segno di spregio», ha raccontato ancora l’avvocato a Giletti.

 

ALBERTO GENOVESE

 

Nel lungo spazio dedicato a una vicenda dai contorni inquietanti («uno stupro di una violenza inaudita, la prognosi è stata di 28 giorni, senza considerare i risvolti psicologici», ha detto l’avvocato) era ospite in collegamento da Bali anche Daniele Leali, l’amico di Genovese che si occupava di stilare le liste per le feste, gli «eletti» ammessi nel superattico con vista Duomo a Milano. Leali ha assicurato di non essere fuggito: «Sono 5 anni che vengo in Indonesia a novembre per lavoro, ho delle attività qui e un locale nelle Filippine».

alberto genovese

 

Leali si è scagionato («non è assolutamente vero che io portassi in giro piatti con la cocaina, ricordo però che c’era chi consumava stupefacenti»), ha spiegato che fino a giugno «i cellulari non venivano ritirati all’ingresso delle feste, poi ad Alberto è piaciuta l’idea perché serviva a socializzare».

 

ALBERTO GENOVESE

E si è detto assolutamente stupito del comportamento dell’amico: «Non me lo aspettavo, ho sempre visto andare donne con Alberto per il piacere di andarci. Il buttafuori invece è stato preso solo nelle ultime due o tre feste perché capitava che la gente circolasse per casa e finisse nella sua camera da letto».

 

alberto genovese

Dello stupro non sapeva nulla: «Ho saputo che un addetto ai lavori, uno che organizza afterhour a Milano, era andato a recuperare la ragazza domenica, a casa di Alberto. Io non c’ero, ho lasciato l’appartamento per ultimo verso l’una di notte con la mia compagna e sono andato a casa mia».

 

Leali ha ribadito: «Io non ho passato niente a nessuno, io non ho passato nessun piatto di droga a nessuno. Nessuno a quelle feste veniva pagato, si stava insieme solo per il piacere di fare festa nel momento in cui i locali erano chiusi per il lockdown».

 

Ha anche rivelato che a quelle feste c’era gente famosa (ma non ha fatto i nomi) e poi ha sbottato: «La cocaina c’è dappertutto, è inutile che scopriamo l’acqua calda, si sa che c’è la cocaina alle feste, in tutto il mondo gira droga ai party».

 

alberto genovese

 

Nel corso della puntata Giletti ha rivelato anche il contenuto di tre messaggi audio WhatsApp della ragazza violentata. In uno si sfogava proprio con Leali: «Ma tu pensi che io stia come stavo prima... dopo aver saputo tutto quello che mi è stato fatto, senza pietà da una persona del genere?». Il conduttore ha anche raccolto la testimonianza del bodyguard: «Genovese mi aveva detto di controllare l’ingresso di una stanza dove c’erano oggetti di valore, sono andato via all’1.30 di notte ma non ho sentito nulla, la musica era altissima».

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