stupro capodanno roma

“MIO FIGLIO HA CONVINTO LA VITTIMA A DENUNCIARE” – IL RACCONTO DELLA MAMMA DEL 17ENNE CHE HA AIUTATO LA 16ENNE STUPRATA A CAPODANNO NELLA VILLETTA DI PRIMAVALLE: “NON L’AVREBBE MAI LASCIATA SOLA, MA SI È SENTITO MALE ED È ANDATO VIA AFFIDANDOLA A UN’AMICA. LA RAGAZZINA HA VISSUTO I GIORNI SUCCESSIVI DA NOI. MIO FIGLIO LA VEDEVA STRANA E L’HA CONVINTA A CONFIDARSI CON ME. LE HO DETTO CHE DOVEVA DENUNCIARE E…”

Alessia Marani e Camilla Mozzetti per "il Messaggero"

 

stupro di capodanno

Non è stata l'amica del cuore, né la famiglia di questa; non sono state le altre amiche dei Parioli che, anzi, si sono allontanate da lei. L'unico ad aiutare la sedicenne stuprata dal branco alla festa di Capodanno è stato Alberto (è un nome di fantasia), un suo amico di infanzia, all'epoca 17enne, cresciuto da una ragazza madre. Un adolescente diverso dal branco, lontano mille anni luce da quegli atteggiamenti spavaldi, da gang senza regole e senza rispetto.

 

stupro di capodanno

Anche Alberto era alla festa nella villetta di Primavalle la notte del 31 dicembre 2020, ma è andato via prima perché non si era sentito bene. «Mio figlio aveva lasciato la sedicenne con un'altra amica, ma questa se ne andò e la lasciò sola. Altrimenti lui non l'avrebbe mai abbandonata». A parlare è una operatrice sociosanitaria di 34 anni, la mamma di Alberto, una donna che lavora sulle ambulanze del 118 ed è abituata a capire quando qualcuno sta male e va soccorso. È stata lei il 2 gennaio del 2021 ad accompagnare la sedicenne, ancora con i lividi e sotto choc, dai carabinieri della Cassia per sporgere la denuncia. «Perché quello che le era accaduto non era per niente una cosa normale. E sono contenta di avere fatto quello che doveva essere fatto: il giusto», dice a un anno di distanza.

ragazzi alla festa dello stupro di capodanno 1

 

IL RICORDO Lei e suo figlio non abitano più a Roma, si sono trasferiti fuori città. Alberto non frequenta più l'ex fidanzatina, un'amica in comune con la sedicenne, e il suo giro. Da allora, né lui né la mamma, della ragazzina tornata a casa sua all'estero, hanno avuto più notizie e di fronte all'indifferenza di chi ha minimizzato e di chi ha preferito lavarsi le mani perché meglio evitare di chiamare i carabinieri come suggeriva un papà, la donna non ha esitazioni: «Quello che pensano gli altri non lo so e non mi interessa. Non mi sono nemmeno creata il problema».

 

ragazzi alla festa dello stupro di capodanno 2

LA CONOSCENZA Alberto e la sedicenne si conoscevano da tempo. Per le vacanze di Natale la ragazzina era tornata a Roma. «In quei giorni dormiva a casa mia, faceva un po' da noi e un po' dalla fidanzata di mio figlio racconta la mamma - Mio figlio si è accorto che c'era qualcosa che non andava, la vedeva scossa, e fortunatamente è stato bravo a trasmetterle fiducia e a fare in modo che si confidasse con me. Forse ha contribuito anche il fatto che essendo io molto giovane, ci passiamo davvero pochi anni, non mi ha considerato come una mamma bacchettona.

 

STUPRO DI CAPODANNO A ROMA - LA FESTA NELLA VILLA DI PRIMAVALLE

Diciamo che se è stato tolto il velo dell'indifferenza su quanto è accaduto quella notte è stato grazie a mio figlio che l'ha fatta parlare con me». La mamma di Alberto ripete che «lui non l'avrebbe mai lasciata sola». Ne è sicura, «perché è un ragazzo cresciuto solo con la madre e ha un'attenzione indescrivibile per il genere femminile. È proprio questa sua sensibilità che l'ha portato a capire e a fare il possibile per aiutarla».

STUPRO DI CAPODANNO A ROMA - LA FESTA NELLA VILLA DI PRIMAVALLE

 

LA SPINTA A PARLARE Nelle ore successive al veglione, Alberto si informa presso le altre amiche, chiede e cerca di comprendere cosa sia veramente accaduto alla sedicenne. Non si ferma di fronte alle risposte evasive e non commenta in maniera superficiale quando si rende conto che i racconti parlano di più rapporti avuti, o meglio subiti, dalla sua amica. Non crede nemmeno alle parole capziose di Patrizio Ranieri, uno degli indagati per le violenze, che contatta la sedicenne per informarsi delle sue condizioni e convincerla, a fronte dei suoi frammenti di ricordi iniziali, che è stata consenziente. Alberto scoprirà, infatti, che Ranieri continuerà a deriderla e a insultarla alle sue spalle col resto del branco.

 

STUPRO DI CAPODANNO A ROMA - LA FESTA NELLA VILLA DI PRIMAVALLE

Adesso che l'inchiesta giudiziaria è entrata nel vivo, con i primi indagati, la 34enne vorrebbe solo «che quella ragazzina che è stata come un'altra figlia per me quei giorni in casa, stesse bene, che sia protetta e abbia tutte le cure e le attenzioni necessarie. Dopo che è ripartita non si è più fatta sentire con me, non so nulla di lei e mi dispiace, mi farebbe piacere risentirla, non ho mai conosciuto nemmeno i genitori. Sono una mamma - racconta - e al posto loro avrei mandato un minimo di messaggio, non dico di ringraziamento, ma di riconoscimento perché se non altro, in loro assenza, qualcuno si è preso cura della figlia. Ma non siamo tutti uguali».

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