TOTTI E CASSANO DO BRASIL: AI MONDIALI COL GERIATRA – DOPO L’APERTURA DI PRANDELLI A FANTANTONIO, ANCHE IL ‘PUPONE’ SI CANDIDA: ‘SE STO BENE, PERCHÉ NO?’ – L’EX CT CESARE MALDINI: ‘SERVONO I PIÙ BRAVI, NEL ’98 BAGGIO AVEVA 31 ANNI E LO PORTAI’

Francesco Saverio Intorcia per ‘La Repubblica'

Il talento è l'antica unità di misura delle nazionali di calcio. Veste i sogni e, insieme, evoca ombre di una difficile gestione. «Con un talento in più si è spesso più insicuri che con uno in meno», sosteneva Nietzsche, pure lui consapevole, evidentemente, di quanto sia dura la vita di un commissario tecnico a pochi mesi dal Mondiale.

In un campionato umano, troppo umano, gli italiani più forti restano Cassano e Totti. L'ha detto chiaramente l'ultimo turno: la doppietta del barese al Milan, il gol (il 233° in A) del capitano giallorosso all'Udinese, appena rientrato. E proprio Totti ora si candida per il Brasile: «Cassano lo porterei al Mondiale. E Totti? Se sta bene, perché no», ha detto Francesco in un'intervista a Il Romanista parlando in terza persona, come usa fra i grandi.

Un duplice endorsement che sgombera il campo dal dubbio sulla sua reale disponibilità a tornare in azzurro, a 8 anni dall'ultima, felicissima apparizione: la finale di Berlino.
Il tarlo l'ha insinuato l'amichevole con la Spagna, a cento giorni dalla coppa: di là, Del Bosque tirava fuori fenomeni dalla panchina come conigli dal cilindro, di qua Prandelli s'affidava a Osvaldo, ripudiato dal Southampton, e rimpiangeva Balotelli, non proprio amato in questi giorni dai tifosi del Milan. Penuria di fuoriclasse. A Totti il ct aveva aperto in autunno, quando lui spingeva la Roma in vetta: «Francesco fino a quando ha giocato ha fatto grandi cose, dimostrando di meritare la convocazione».

Poi, l'infortunio e la lunga assenza del numero 10 hanno cassato il tema dall'agenda. Su Cassano, bocciato dopo l'Europeo per ragioni disciplinari, Prandelli ha sondato gli umori dei senatori, ma ufficialmente non si è sbottonato: «Le porte non sono mai state chiuse ma neanche troppo aperte».

Il ct in Brasile vuole atleti capaci di sconfiggere anche il caldo e l'umidità, e giocatori duttili in grado di inserirsi nel contesto di squadra su cui ha lavorato per il biennio. In questa chiave, peraltro, destano allarmi gli infortuni di Abate, Maggio, Marchisio e Barzagli, che s'aggiungono al crac di Pepito Rossi. Ma se il destino azzurro di Totti passa soprattutto dallo stato di forma, il ritorno di Cassano, messosi a dieta ed esaltato dal ruolo di falso nueve a Parma, dipende soprattutto dalla pax con Cesare. Il 13 maggio va consegnata la lista di 30 preconvocati, ma già i test del 14 e 15 aprile diranno chi è sicuramente fuori dai giochi.

La situazione di Fantantonio ricorda, giusto un po', quella di Roby Baggio nel ‘98: pure lui si era trasferito da Milano in Emilia, pure lui guadagnò il Mondiale a furor di popolo a 31 anni. L'allenatore azzurro era Cesare Maldini, che ricorda: «La scelta di chiamare Baggio aveva una ragione chiara: se si vuole giocare un bel calcio, come piace a me, bisogna portare i più bravi tecnicamente. Di talenti non ce n'è mai abbastanza, il dualismo con Del Piero fu una invenzione dei giornali, durante una coppa i fuoriclasse sanno accettare le decisioni del ct. E io con Baggio sapevo già dove farlo giocare, conta anche questo».

Inevitabile la proiezione sull'Italia di oggi: «Non so se Balotelli sia davvero un talento, fin qui s'è dimostrato un buonissimo giocatore con lunghe pause, credo che lui stesso sappia cosa deve ancora fare per entrare davvero fra i grandi. Cassano e Totti li prenderei in considerazione, certo. Uno sta bene, ha anche quella forza e quella continuità che gli sono sempre mancate. L'altro, quando gioca, fa la differenza in una Roma seconda in classifica: può esserci l'incognita dell'età, ma se stai bene a maggio, non evapori a giugno. Però la decisione spetta solo a Prandelli, ricordiamocelo: lui sa qual è l'idea di squadra che vuole portare in Brasile e chi è funzionale a quella idea».

 

TOTTI CASSANO FRANCESCO TOTTI CON DUE BIONDE Foto di Luca Corsetti TOTTI CASSANO tira er capitano tira FRANCESCO TOTTI foto mezzelani gmt antonio cassano carolina marcialis TOTTI CASSANO GENNARO DI VIRGILIO CON PRANDELLI osvaldo foto mezzelani gmt roberto baggioMARIO BALOTELLI IN NAZIONALE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…