IL "GIOCA JOUER" DI ROCCHI! NON SOLO LE "BUSSATE" SU CUI INDAGA LA PROCURA DI MILANO, IL CODICE SEGRETO IN SALA VAR DEL DESIGNATORE (AUTOSOSPESO) PREVEDEVA UNA SERIE DI GESTI PER INDIRIZZARE LE SCELTE. LA MANO ALZATA? SIGNIFICAVA “NON INTERVENIRE”. IL PUGNO CHIUSO? “INTERVIENI” - ACQUISITI AUDIO E FILMATI DELLA CONTROL ROOM DEL CALCIO – L'EX ARBITRO DANIELE MINELLI: “LE ‘BUSSATE’ IN SALA VAR? NELL'AMBIENTE SE NE PARLAVA E SI SAPEVA CHE IL PROTOCOLLO NON LO PERMETTEVA. MA DA QUANDO A ROCCHI E I SUOI VICE NON SI SONO PIÙ PRESENTATI A LISSONE PERCHÉ LA FEDERAZIONE HA IMPOSTO LA PRESENZA DELLA PROCURA FEDERALE ALL'INTERNO DELLA SALA VAR DOPO LA DENUNCIA DI ROCCA, GLI ERRORI DEGLI ARBITRI SI SONO MOLTIPLICATI IN MODO DEVASTANTE” - INDAGATI ALTRI DUE ARBITRI...
1 - IL MISTERO DELLA COMBINE E I MOVIMENTI DI ROCCHI
Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo per “la Repubblica” - Estratti
Ci sono altri due arbitri indagati nell'inchiesta di Milano. E una domanda che rimane in sospeso: con chi avrebbe parlato Gianluca Rocchi a San Siro per «combinare» la scelta di arbitri «graditi all'Inter»? Da questo dipenderà non solo il destino di questo campionato o delle prossime stagioni ma anche il residuo di credibilità del calcio italiano.
Il capo degli arbitri di serie A e B che si è autosospeso sabato è indagato per frode sportiva per aver «pilotato» le designazioni di almeno due partite dei nerazzurri. Perché, per la procura milanese, «in concorso con più persone» il 2 aprile 2025 al Meazza avrebbe deciso di affidare all'arbitro Daniele Doveri, secondo la ricostruzione poco gradito alla dirigenza Inter, la direzione della semifinale di ritorno del 23 aprile successivo: così lo avrebbe "schermato", evitando che dirigesse l'eventuale finale di Coppa Italia e le partite di campionato dei nerazzurri a cui il club teneva di più.
Non solo: in quella stessa occasione avrebbe anche "combinato" la designazione dell'arbitro Andrea Colombo, invece apprezzato dall'Inter, per la partita di campionato a Bologna del 20 aprile. Ma chi sono queste «persone» con cui Rocchi avrebbe parlato allo stadio per fare la presunta combine?
Quell'incontro a San Siro ha ancora i contorni del mistero. Dal club negano di essere coinvolti né di aver ricevuto convocazioni in procura. Il capo di imputazione a carico di Rocchi, che giovedì sarà interrogato dal pm Maurizio Ascione, non aiuta a svelare le carte dei magistrati. Lo assicura il suo avvocato, non nascondendo un certo fastidio: «Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate.
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Oltre a Rocchi e Gervasoni, nell'inchiesta milanese sono indagati anche Daniele Paterna — per falsa testimonianza — ma anche altri due arbitri. Sono Luigi Nasca, per Salernitana-Modena come detto ma anche per Inter-Verona del 6 gennaio 2024 e la sospetta gomitata del nerazzurro Alessandro Bastoni che ha deciso di non sanzionare. Con lui, quel giorno al Var c'era come assistente Rodolfo Di Vuolo, convocato nei mesi scorsi in procura.
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2 - LO CHIAMAVANO GIOCA JOUER ECCO IL CODICE SEGRETO IN SALA VAR
Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo per “la Repubblica” - Estratti
Non solo le "bussate" sospette sulle quali indaga la procura di Milano. A dar retta ai critici dell'operato di Gianluca Rocchi e del suo interventismo nella sala Var di Lissone, c'era una sorta di metodo che qualcuno, con velenosa ironia, definiva "Gioca Jouer", come il famoso tormentone di Claudio Cecchetto. Una collezione di gesti e segnali per segnalare ai varisti come comportarsi nel caso, per esempio, di un rigore sospetto.
E quindi se allertare l'arbitro in campo. Messaggi in codice, come a briscola. Un vocabolario muto. Il gesto della mano alzata? Significava «non intervenire». Il pugno chiuso? «Intervieni». Se sono esagerazioni (o denigrazioni) frutto delle faide interne al mondo dei fischietti, oppure tasselli che sostanziano le accuse, lo si capirà quando i pm scopriranno le carte.
Restano intanto dei fatti, descritti in uno dei tre capi d'imputazione che riguardano Rocchi. Come ciò che succede durante la sfida tra Udinese e Parma del 1° marzo 2025, quando Rocchi «in qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita» avrebbe condizionato l'addetto Var Daniele Paterna (indagato per falsa testimonianza).
Quest'ultimo, come dimostrano anche video e audio, prima pensa che non ci siano gli estremi per fischiare un penalty a favore dei friulani.
Poi si gira di scatto, sul suo labiale si legge la domanda «È rigore?», e tutto cambia. Perché comunica al direttore di gara in campo, Fabio Maresca, che si tratta di un possibile tiro dal dischetto e induce il collega a rivedere l'azione al monitor.
il video di daniele paterna nella sala var di lissone al centro dell'inchiesta su gianluca rocchi 1
A "bussare" sarebbe stato proprio il designatore Rocchi. E non può farlo. I giudici della partita, in quella stanza protetta, dovrebbero essere sereni di valutare secondo il loro giudizio. Dal 2021 la Sala Var è a Lissone, 46 mila abitanti in Brianza, dove ha sede il centro di produzione delle immagini della Lega. Il racconto del pallone per immagini parte tutto da qui. Il centro era stato creato proprio per garantire autonomia e trasparenza, immagini rapide, stanze isolate per gli arbitri.
(...) «Le "bussate" in sala Var? Nell'ambiente se ne parlava e si sapeva che il protocollo non lo permetteva», dice all'Agi Daniele Minelli, ex arbitro, che nel luglio del 2025 si è ritirato perché deluso dall'ambiente. Racconta un altro paradosso: «Da quando a Rocchi e i suoi vice non si sono più presentati a Lissone perché la federazione ha imposto la presenza della procura federale all'interno della Sala Var dopo la denuncia di Rocca, gli errori degli arbitri si sono moltiplicati in modo devastante».
rocchi gravina
rocchi sala var





