la mostra sugli inca a parigi pizarro atahualpa

INCA, IL SUICIDIO DI UNA CIVILTÀ - A PARIGI UNA MOSTRA SUL GRANDE IMPERO PRECOLOMBIANO - GLI STORICI ANCORA SI CHIEDONO: COME FU POSSIBILE CHE 168 SOLDATI SPAGNOLI, NEL 1532-33, CONQUISTASSERO UN IMPERO BEN ORGANIZZATO DI 12 MILIONI DI PERSONE?

Antonio Aimi per “la Stampa”

la mostra sugli inca a parigila mostra sugli inca a parigi

 

È il tramonto del 16 novembre 1532. Atahualpa, l’imperatore inca, sta entrando nella piazza di Cajamarca. È uno dei momenti della storia in cui tutto si condensa e si rapprende. I tempi lunghi dei cicli economici, delle mutazioni antropologiche, tecnologiche, religiose e politiche sono soggetti all’arbitrio e ai capricci dei singoli.

 

Atahualpa è seduto su una lettiga con le aste rivestite d’argento, indossa un collare con grandi smeraldi e la mascapaicha, la corona di lana, fili d’oro e rarissime penne che rappresenta il potere del capo supremo dell’impero inca.

 

peru   rovine incaperu rovine inca

E del più grande impero dell’America precolombiana, Atahualpa è veramente il signore incontrastato, perché da poche settimane i suoi generali hanno sconfitto e catturato Huascar, il fratellastro. È preceduto da trecento giovani che cantano e puliscono il terreno con le mani e da un migliaio di soldati in uniforme da parata, accanto a lui si trovano i più alti dignitari dell’impero.

 

TONNELLATE DI ORO

Arrivato al centro della piazza, Atahualpa fa fermare la lettiga, portata da ottanta dignitari che indossano tuniche azzurre. Si chiede dove siano gli strani guerrieri barbuti che hanno tanto insistito per invitarlo in quella piazza. Poi si avvicinano un uomo vestito con una lunga tunica bianca e un ragazzino.

 

L’uomo con la tunica bianca, tramite l’interprete, il ragazzino, comincia a dirgli cose che non capisce e gli porge una cosa che non ha mai visto. Il resto è noto: Atahualpa getta per terra quell’oggetto sconosciuto, una Bibbia, e il domenicano Vicente de Valverde corre via gridando. Subito dopo attorno all’imperatore si scatena l’inferno.

la civilta inca 5la civilta inca 5

 

Ed è noto anche il seguito della storia, la cattura di Atahualpa, la promessa della libertà in cambio di una stanza piena di oggetti d’oro e d’argento, il pagamento del riscatto (5,7 tonnellate d’oro e 11,89 tonnellate d’argento, che oggi, tanto per avere un ordine di grandezza, avrebbe un valore di oltre 180 milioni di euro) e l’uccisione dell’imperatore in violazione dei patti e delle stesse leggi spagnole.

 

A questa nuova epica moderna, che ha plasmato la storia di gran parte dell’America meridionale, è dedicata la mostra che si è inaugurata ieri al Musée du Quai Branly di Parigi. L’esposizione, come ci spiega la curatrice Paz Núñez Regueiro, «vuole mostrare come si percepirono gli Spagnoli e gli Inca, come dialogarono e si affrontarono, e come entrambi i campi cercarono di allearsi con diverse fazioni per affermare il loro potere». Lo fa presentando circa 120 reperti (armi, terrecotte, rarissime tuniche dell’élite incaica, stampe, oggetti di pietra, codici del XVI e XVII secolo) che offrono un interessantissimo squarcio sulla cultura inca.

la civilta inca 4la civilta inca 4

 

LA STORIA FATTA CON I SE

Inevitabilmente la mostra ripropone una questione che da quasi cinque secoli intriga tutti coloro che conoscono la storia della Conquista del Perù: come fu possibile che 168 soldati (106 fanti e 62 cavalieri) conquistassero un impero efficiente e ben organizzato di almeno 10-12 milioni di persone?

 

E inevitabilmente le risposte sono sempre le solite: la superiorità delle armi europee, tecniche di guerra volte all’annientamento del nemico, la defezione delle etnie da poco conquistate dagli Inca (l’impero non aveva più di 92 anni), la guerra civile tra Atahualpa e Huascar, le profonde, successive divisioni all’interno del lignaggio reale di Cuzco. Certo, tutto è stato detto e scritto in migliaia di libri. Rimangono, però, due domande impertinenti che le pubblicazioni scientifiche non riescono a cancellare.

la civilta inca la civilta inca

 

1) A Cajamarca il destino di Atahualpa era segnato, o gli avvenimenti avrebbero potuto prendere un’altra piega?

2) Se a Cajamarca gli avvenimenti avessero preso un’altra piega, la conquista del Perù, al di là degli accidenti dell’histoire événementielle, era comunque una tappa obbligata, come ad esempio la colonizzazione dell’Africa del XIX secolo, oppure la storia dell’America sarebbe stata diversa?

 

I REALI RAPPORTI DI FORZA

Domande del genere, ovviamente, sono schiacciate dal vecchio detto che «la storia non si fa con i se». Cosa giustissima, ovviamente; tuttavia, se si osserva il dettaglio della situazione sul terreno, si possono osservare lucidamente i reali rapporti di forza e dare così una possibile risposta alla prima domanda, esattamente come si fa nelle analisi delle battaglie del passato.

la civilta inca  la civilta inca

 

Per farlo occorre tenere presente alcuni dati:

 

1) per quanto la maggior parte del suo esercito fosse altrove e per quanto le stime dei cronisti siano sempre eccessive, a Cajamarca Atahualpa aveva almeno 20.000 soldati;

2) non era assolutamente intimorito dagli Spagnoli, anzi aveva mandato spie per verificare la pericolosità, ad esempio, dei cavalli;

3) i racconti che gli stranieri fossero visti come delle divinità sono bufale inventate molto tempo dopo e sono smentite da tutti i testimoni oculari;

4) aveva certamente intenzioni ostili, documentate, forse, anche dagli strani regali mandati a Pizarro;

la civilta incala civilta inca

5) per quanto la salita delle Ande non fosse particolarmente difficile, esponeva il piccolo esercito invasore a pericoli di cui gli stessi spagnoli erano ben consapevoli (divisione tra l’avanguardia e il resto del magro esercito di Pizarro, non conoscenza del terreno ecc.).

Da questi dati emerge che i rapporti di forza erano a favore degli Inca in modo nettissimo e che sarebbe stato relativamente facile schiacciare il piccolo esercito di Pizarro mentre saliva verso le Ande.

 

LA HYBRIS DI ATAHUALPA

Come mai, quindi, Atahualpa lo lasciò arrivare fino a Cajamarca e andò a cacciarsi nella trappola? Probabilmente fu accecato dalla hybris e dalla presunzione che, in ogni caso, quei guerrieri barbuti non avrebbero rappresentato un vero pericolo.

 

atahualpaatahualpa

Dare risposte alla seconda domanda senza cadere nella fantastoria è, invece, molto difficile. Tuttavia - ricordando che ogni ipotesi, pur utile a capire i percorsi al contempo razionali e irrazionali della storia, sarà sempre priva di ogni riscontro fattuale - si può ragionevolmente ipotizzare che se lo sparuto drappello di conquistadores fosse stato sbaragliato, l’impero inca avrebbe potuto imboccare con successo la strada di un processo di occidentalizzazione dall’alto analogo a quello sperimentato dal Giappone nella seconda metà del XIX secolo.

 

francisco pizarrofrancisco pizarro

Lo fanno pensare le caratteristiche geografiche ed ecologiche dell’impero, la debolezza strutturale degli insediamenti spagnoli nell’America del XVI secolo, la capacità di copiare e utilizzare la tecnologia militare e civile europea dimostrata dagli Inca nelle guerre successive, l’efficienza di una società caratterizzata dal modo di produzione asiatico. Ed è evidente che, nel caso di questo scenario, un impero ben organizzato, «padrone» della maggior parte delle miniere d’argento allora conosciute, avrebbe egemonizzato tutta l’America meridionale e avrebbe giocato un ruolo di primo piano nella storia del mondo.

 

atahualpa atahualpa

 

Ultimi Dagoreport

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI - DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER - INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI ('SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO') E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: "MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI" - SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L'HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… - VIDEO

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO?