OCCHIO PER HOCKNEY – IL NECROLOGIO DEL GRANDE ARTISTA BRITANNICO, SCOMPARSO IERI ALL’ETÀ DI 88 ANNI, BY ANTONIO RIELLO: “DAL 1964 IN CALIFORNIA INIZIÒ UNA SERIE DI DIPINTI CHE SONO DIVENTATI UN FRAMMENTO SIGNIFICATIVO DELLA STORIA DELL'ARTE. IL PIÙ ICONICO SI CHIAMA ‘A BIGGER SPLASH’, È DEL 1967. RITRAE UNA PISCINA IN UN GIARDINO CALIFORNIANO DOVE QUALCUNO SI È APPENA TUFFATO. CREA UN CASO NELL'ARTE DEL TEMPO: UN FIGURATIVO CHE NON VUOLE IMITARE FOTOGRAFICAMENTE LA REALTÀ MA CHE INVOCA L'AUTONOMIA DELL'ARTISTA. L'ASCIUTTEZZA QUASI GRAFICA E I COLORI VIVACI-MA-OPACHI DELLE SUE PENNELLATE FECERO EPOCA. LA SUA CAPACITÀ DI RENDERE IL TREMOLIO DELL'ACQUA IN TRASPARENZA È RIMASTA SEMPLICEMENTE LEGGENDARIA” – LA MOSTRA “PROFETICA” ALLA SERPENTINE GALLERY DI LONDRA
Antonio Riello per Dagospia
È mancato all'età di 88 anni l'artista David Hockney. Era nato a Bradfor nello Yorkshire nel 1937 e aveva studiato al Royal College of Art di Londra. Era considerato il decano dell'Arte britannica, una figura di riferimento.
Erano famosi (e apprezzati) i suoi mitici completi in tweed (o in tartan) che gareggiavano con quelli di Gilbert & George. Portava nel mondo dell'Arte Contemporanea un British Style di indubbia eleganza. Si faceva insomma notare in un contesto contrassegnato da un vestire piuttosto pratico e funzionale, ma spesso anche al limite della sciatteria.
Perché è stato importante? Perché, a dispetto del suo essere irriducibilmente inglese, a partire dal 1964 passò parecchi anni della sua vita in California (a Hollywood e a Malibu). E proprio lì iniziò una serie di dipinti che sono diventati un frammento significativo della Storia dell'Arte.
PORTRAIT OF AN ARTIST - DAVID HOCKNEY
Il più iconico si chiama "A Bigger Splash" è del 1967. Ritrae una piscina in un giardino californiano dove qualcuno si è appena tuffato. Rimangono ancora gli spruzzi per aria. La luce è tropicale, straordinaria.
Il modo in cui è dipinto crea un caso nell'Arte del tempo: un figurativo che non vuole imitare fotograficamente la realtà ma che invoca l'autonomia dell'artista. Oggi sembra roba normale, ma l'asciuttezza quasi grafica e i colori vivaci-ma-opachi delle sue pennellate fecero epoca. La sua capacità di rendere il tremolio dell'acqua in trasparenza è rimasta semplicemente leggendaria.
Si trovava lì per la luce dell'Oceano Pacifico certo, ma anche perché Hockney - omosessuale dichiarato - nella tollerante West Coast degli anni '60 poteva vivere con tranquillità le sue scelte (il Regno Unito cancellò formalmente il reato di sodomia solo nel 1967).
Della stessa serie di pitture - piscine e dintorni - ricordiamo "California" (1965), "Portrait di Nicky Wilder" (1966). I suoi corpi nudi di uomini che nuotano sdoganano definitivamente nell'Arte Contemporanea il corpo maschile nella prospettiva omosessuale. Era un attivista queer quasi senza rendersene conto.
Altra sua opera epocale è "Mr & Mrs Clark and Percy"del 1970 (Percy è il gatto). Questa invece è stata dipinta a Londra, in Notthing Hill. Il suo è stato un modo raffinato (e con un gusto tutto britannico) di esplorare, con grande intelligenza, le atmosfere della Cultura Pop. La qualità dei suoi ritratti rappresenta uno standard ancora imbattuto.
Ha continuato fino alla fine a dipingere. Sempre comunque innovandosi e reinventandosi con coraggio. Non è vissuto di rendita insomma. Tra l'altro ad un certo punto ha messo al centro dei suoi interessi i panorami e i boschi del natio Yorkshire.
Si è anche occupato di pittura digitale con l'iPad. Con una certa capacità divinatoria-celebrativa la Serpentine Gallery di Londra (nell'edificio Serpentine North per la precisione) gli ha dedicato da poco una mostra incentrata proprio sulle sue opere create digitalmente. La mostra rimane aperta fino al 23 Agosto 2026.
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nicky s pool
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portrait of nicky wilder
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california
a bigger splash





