susanna egri

“COME SI ARRIVA A 100 ANNI? PEPERONI CRUDI A COLAZIONE, LAVORO QUOTIDIANO E PROGETTI” – IL PRIMO SECOLO DELLA BALLERINA E COREOGRAFA SUSANNA EGRI: “HO FIDUCIA NELLA DISCIPLINA MA NON QUELLA MILITARESCA: È RISPETTO DI SÈ, DEI COLLEGHI, DEGLI INSEGNANTI. COMINCIA DA COME TI PRESENTI - NON BISOGNA SPOSARSI PER AMORE: L'AMORE DA SOLO NON BASTA. SERVONO OBIETTIVI COMUNI. IO MI SONO SPOSATA A 19 ANNI, SAPENDO CHE NON C'ERA IL DIVORZIO. È STATO UN OSTACOLO IN UNA CARRIERA GIÀ DIFFICILE, HO DOVUTO ASPETTARE LA LEGGE SUL DIVORZIO PER DIVIDERE DUE VITE CHE ANDAVANO IN DIREZIONI DIVERSE - COSA CONTA DI PIÙ, TALENTO O DISCIPLINA? ENTRAMBE. IL TALENTO O C'È O NON C'È. LA DISCIPLINA È LA STRADA PER FARLO FIORIRE. SENZA REGOLE NON SI GIOCA NEPPURE A NASCONDINO…”

Estratto dell’articolo di Silvia Francia per “la Stampa”

 

susanna egri 8

 “Peperoni crudi a colazione. E poi lavoro quotidiano, progetti e un'incrollabile fiducia nella disciplina intesa come gioco e non come imposizione. Oggi Susanna Egri compie cent'anni, ma ha ancora il passo di chi guida la scena. E la scena, non l'ha mai lasciata: insegna ogni settimana, codirige la compagnia con Raffaele Bianco, prepara nuovi spettacoli […]

 

[…] Lei è figlia di Erno Egri Erbstein, l'artefice del Grande Torino, ha imparato da lui la disciplina?

«Da lui e da mia madre. Mio padre non è stato solo un allenatore. Ha saputo trasformare una serie di campioni in una squadra. E questo vale in ogni campo: bisogna diventare squadra. Mia madre veniva dalla danza, mio padre (direttore tecnico del Grande Torino, morto nella tragedia di Superga, ndr) dallo sport. Senza disciplina non esiste né l'una né l'altro. Ma non è una disciplina militaresca: è rispetto di sè, dei colleghi, degli insegnanti. Comincia da come ti presenti. È una disciplina intima, giocosa».

susanna egri

 

La sua adolescenza si spezza con le leggi razziali.

«Quando mi hanno cacciata da scuola è stato insopportabile. Io ero cresciuta cattolica. E all'improvviso non potevo più frequentare le lezioni che amavo […]».

 

La sua famiglia lascia l'Italia per l'Olanda, viene respinta, approda poi in Ungheria.

«Ho compiuto 13 anni in treno, attraversando la Germania nazista, andando incontro a un periodo molto buio. Da piccola non pensavo avrei fatto la ballerina, malgrado nella famiglia materna ci fossero molti danzatori. In Ungheria, invece, ho capito che poteva essere la mia professione. Ho voluto entrare alla scuola dell'Opera di Budapest, non in una scuola qualsiasi. Non avevamo i soldi per la retta? Me la sono pagata dando lezioni di italiano e latino».

 

susanna egri 3

Non ha potuto proseguire gli studi regolari.

«Mi sono detta: mi hanno impedito la scuola? Mi farò una cultura superiore a quelli che me l'hanno impedito. Ho letto di tutto, da Darwin alla poesia in lingua originale. E poi ho studiato composizione coreografica all'Accademia di Stato, con filosofia e psicologia.

Dalla terza ginnasio sono saltata all'università».

 

Alla fine della guerra, è pronta.

«Ero un'enciclopedia vivente della danza: classico, contemporaneo, danze etniche, jazz.

Ho debuttato con un recital solistico in cui passavo dalle punte al tip tap. […] Nella danza confluisce tutto: letture, studi, vita. Ma ha bisogno del pubblico. Senza chi riceve, non esiste. Quando si crea quella simbiosi tra chi dà e chi riceve, per me è felicità pura».

 

susanna egri 4

In una recente intervista in tv ha detto che non bisogna sposarsi per amore.

«Quella frase ha urtato qualcuno. Ma l'amore da solo non basta. Servono obiettivi comuni. Io mi sono sposata a 19 anni, sapendo che non c'era il divorzio. È stato un ostacolo in una carriera già difficile, in un Paese che non considerava la danza cultura. Ho dovuto aspettare la legge sul divorzio per dividere due vite che andavano in direzioni diverse».

 

[…] Cosa conta di più per un giovane: talento o disciplina?

«Entrambe. Il talento o c'è o non c'è. La disciplina è la strada per farlo fiorire. Senza regole non si gioca neppure a nascondino».

 

È stata pioniera anche in tv.

susanna egri 6

«Dal '49 ho lavorato in Rai. Moltissimo è andato perduto. Diciamo che ho creato sull'acqua».

 

Il segreto della longevità?

«Non seguo diete ma ho sempre mangiato poco perché mi viene naturale. A colazione mangio peperoni freschi su pane tostato con crema di formaggio, paprika e cumino. Non ho mai fumato, né bevuto. Ma soprattutto ho sempre guardato avanti».

 

Molti anziani rimpiangono il passato.

«Io no. Mi interessa il futuro. Sono curiosa. E poi ho attraversato totalitarismi, guerre, persecuzioni. Sono una combattente. Finché c'è qualcosa da fare, si fa».

susanna egri 5

 

Da dove viene il cognome Egri?

«Mio padre nacque Erbstein. Durante la guerra volle magiarizzare il cognome, non voleva portare un nome tedesco. Da allora siamo Egri».

susanna egri 7susanna egri

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO