giorgia meloni a niscemi

QUA NISCEMI È FESSO – A VENTI GIORNI DALLA FRANA CHE HA INGHIOTTITO CASE E ATTIVITÀ COMMERCIALI, GIORGIA MELONI È TORNATA NEL PAESE SICILIANO PER ANNUNCIARE CHE NEL DECRETO DI MERCOLEDÌ “C'È UNO STANZIAMENTO DA 150 MILIONI DI EURO. NON VOGLIAMO PERDERE NEANCHE UN GIORNO DI TEMPO. PER ME QUI È MOLTO IMPORTANTE CHE NON ACCADA QUELLO CHE È ACCADUTO CON LA FRANA DELLA FINE DEGLI ANNI '90…” - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Valentina Santarpia per www.corriere.it

 

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«Sono tornata oggi a Niscemi per un nuovo sopralluogo nelle aree colpite dalla frana, per incontrare i cittadini e dare risposte concrete alla comunità duramente colpita da questa emergenza. Lo Stato c'è».

 

Così, in un post su Facebook, la premier Giorgia Meloni, tornata oggi sui luoghi dell'alluvione. […]

Nel decreto che arriverà mercoledì sul tavolo del Consiglio dei ministri, «per Niscemi c'è uno stanziamento specifico da 150 milioni di euro, la nomina di un commissario straordinario nella figura del capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, perché non volendo perdere neanche un giorno di tempo così siamo già immediatamente operativi con la struttura», ha detto Meloni nel corso del punto stampa.

 

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«Le risorse - ha spiegato - sono dedicate sostanzialmente alle tre grandi priorità, ovvero la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio, perché è inutile che noi cerchiamo di risolvere i problemi se si possono ripresentare, e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case, ovviamente anche per le attività produttive al netto di quello che già è stato fatto, e al netto di quello che prevede il resto del decreto, che vale per tutte e tre le regioni che sono state coinvolte dal problema alluvionale», Sicilia, Sardegna e Calabria, «ma incidono ovviamente anche per Niscemi […] per me qui è molto importante che non accada quello che è accaduto con la frana della fine degli anni '90».

 

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Meloni ha incontrato in aula consiliare il «Comitato evento franoso». «Abbiamo chiesto - ha riferito Sergio Cirrone - ristori e lavori di consolidamento immediati. In particolare, a chi ha perso la casa, ristori e la possibilità di investire non solo a Niscemi ma anche in qualsiasi altra città.

 

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Non abbiamo scelto di subire questo evento franoso. Vogliamo essere risarciti e avere la libertà di investire ovunque. Il capo della Protezione civile ha detto chiaramente che le case da zero a 50 metri dal ciglio della frana non potranno mai più rientrare ma abbiamo posto il problema di quelli che sono nel limbo, dai 50 ai 150 metri, chiedendo l'inizio dei lavori, cioè il consolidamento del costone che significa non solo salvare le case, conservare l'identità, la storia di Niscemi il suo patrimonio storico e culturale».

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