massimo tononi carlo fratta pasini

FRATTA SFRATTATO – IL PRESIDENTE DI BANCO BPM, CARLO FRATTA PASINI, NON SI RICANDIDA: AL SUO POSTO POTREBBE ARRIVARE MASSIMO TONONI. SE COSÌ FOSSE, SI RAFFORZEREBBE MOLTO L’IPOTESI DI UN MATRIMONIO CON “UBI BANCA” – A INFLUENZARE LA DECISIONE DI FRATTA PASINI CI SAREBBE NON A CASO IL PRESSING DELLA BCE…   

carlo fratta pasini 3

Gianluca Paolucci per “la Stampa”

 

Carlo Fratta Pasini fa un passo indietro e si prepara a lasciare la presidenza di Banco Bpm con la scadenza del suo mandato, in aprile. Al suo posto, secondo le indiscrezioni, potrebbe arrivare Massimo Tononi, ex presidente di Mps e di Cassa Depositi e Prestiti.

La notizia dell' addio di Fratta pasini è arrivata a sorpresa ieri pomeriggio, con un comunicato dell' istituto, dopo che fin dalla mattinata una serie di indiscrezioni avevano iniziato a circolare negli ambienti finanziari.

 

massimo tononi

Fratta Pasini, è scritto nel comunicato dell' istituto, ieri «ha dato notizia al comitato nomine, al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale della propria decisione di non ricandidarsi in occasione del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca», previsto con l' assemblea di bilancio già convocata per il prossimo 18 aprile.

carlo fratta pasini giuseppe castagna

 

«Il Presidente - prosegue la nota - ha riferito di aver maturato detta decisione dopo aver considerato attentamente la durata della propria permanenza nella carica e i risultati positivi e, per certi versi, straordinari raggiunti da Banco Bpm a tre anni dalla fusione. Ha inoltre sottolineato l' ineludibile interesse di Banco Bpm a far leva sul prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione per evidenziare al meglio i profili di novità e le future prospettive dell' Istituto, nell' ottica di ottenere un più ampio e rapido riconoscimento dei risultati raggiunti da parte di tutti gli stakeholders della Banca e, in primis, dal Mercato».

 

MASSIMO TONONI giuseppe castagna 1

Dietro la decisione di Fratta Pasini di non ricandidarsi, secondo quanto si apprende, ci sarebbe anche il pressing della Bce per un ricambio alla presidenza dell' istituto guidato dall' ad Giuseppe Castagna. Ma anche, si ricostruisce, la volontà di avere ala presidenza figure che sappiano tutelare verso l' esterno l' interesse dell' istituto in vista di una possibile nuova tornata di aggregazioni.

 

giuseppe castagna banco bpmMASSIMO TONONI

Non a caso, in questa chiave, il nome di Tononi per la presidenza veniva letto ieri in ambiente finanziari come un rafforzamento dell' ipotesi, già circolata nei mesi scorsi, di un matrimonio con Ubi Banca. Anche se, spiega una delle fonti interpellate, «questa è solo una delle ipotesi possibili», l' addio di un personaggio come Fratta Pasini - già vicepresidente della Popolare di Verona dal 1996, quindi presidente dal 2004 lungo tutte le tappe che portato prima alla fusione con Novara, poi con Lodi la nascita del Banco Popolare e infine alla fusione con Bpm.

carlo fratta pasini 6

 

carlo fratta pasini

Nei prossimi giorni intanto Egon Zehnder, la società di head hunting incaricata dall' istituto di ricercare i migliori profili per il prossimo cda, dovrebbe consegnare le liste dei possibili candidati per il nuovo consiglio. Consiglio che sarà ridotto rispetto all' attuale, da 15 a 12 membri, sempre eper effetto del pressing della Bce. Titolo tonico in Borsa, con un rialzo dello 0,67% mentre l' indice principale ha segnato un incremento dello 0,46%.

fratta pasinicarlo fratta pasini 1carlo fratta pasini 5giuseppe castagnacarlo fratta pasini 2carlo fratta pasini

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…