LA CADUTA DELL’IMPERIA - LO STRANO TELE-ARRESTO DEL 72ENNE BELLAVISTA CALTAGIRONE, UNO CHE SAPEVA DI ESSERE INDAGATO DAL 2010, È IL SEGNALE DELLA FINE DEL DOMINIO DI SCAJOLA SUL PONENTE LIGURE - SUL PORTO SI SONO ACCUMULATE CAUSE, RITARDI E DEBITI, MA È DA QUANDO SCIABOLETTA HA COMINCIATO A FARE IL “MALPANCISTA” SFANCULANDO MEZZO PDL, CHE HA PERSO LE SUE COPERTURE - LA FAMIGLIA HA ANCORA POLTRONE IN POLITICA E IN BANCA CARIGE. MA SINDACI E FEDELISSIMI SI STANNO SFILANDO PER NON FINIRE A PICCO INSIEME AL PORTICCIOLO…

Teodoro Chiarelli per "la Stampa"

Ora è ufficialmente amareggiato. L'ineguagliabile mix di gentile arroganza e decisionismo muscolare che gli ha guadagnato il soprannome di «Sciaboletta» (come Vittorio Emanuele III, anche per il fisico non proprio da corazziere), negli ultimi tempi sembra in effetti un po' appannato. Dopo i dispiaceri romani (la famosa casa vista Colosseo comprata a prezzo di favore «a sua insaputa») Claudio Scajola deve ora far fronte al lento sgretolarsi del ferreo sistema di potere instaurato nel suo territorio: Imperia e il Ponente ligure, il regno di Scajoland.

Sembra lontano anni luce quel luminoso dicembre del 2005 quando sorvolava in elicottero la città del fiume Impero nata per volontà di Mussolini dalla fusione di Porto Maurizio e Oneglia. A bordo con lui il banchiere più trendy del momento, quel Giampiero Fiorani che avrebbe finito per travolgere persino il governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e il costruttore romano Francesco Bellavista Caltagirone al massimo del suo fulgore.

Aveva un disegno, Scajola, lo stesso che rivendicava ancora ieri con queste accorate parole: «Il porto, voluto con determinazione fin dai primissimi anni della mia lunga vita amministrativa, è un sogno e un segno che ho inseguito con la passione e la fatica di chi vuole credere nel futuro della propria comunità per un'opera strategica ai fini della crescita della città e della Regione».

Un megaporto turistico da 1.300 posti barca e 140 milioni di costo, e poi palazzine, negozi e magazzini. Fiorani per la verità si defilò ben presto dall'operazione, Bellavista Caltagirone, invece, la sposò in pieno, con tutte le incongruenze e le disinvolture e, secondo la magistratura, i reati che hanno portato alle inchieste degli ultimi due anni. Sino agli arresti di lunedì.

«Quanto accaduto negli ultimi due anni mi amareggia», filosofeggia ora «u sciu ministru», come si ostinano ancora a chiamarlo da queste parti, ma nonostante tutto non demorde: «La magistratura avrà modo di definire con precisione i contorni della vicenda e confido che questa importante, grande e bella opera possa comunque essere conclusa nel tempo più breve a beneficio degli imperiesi».

Cosa che, invece, sembra tutt'altro che probabile, vista la delicata situazione economica di Bellavista Caltagirone: la sua Acqua Marcia è indebitata per quasi 1 miliardo di euro con le banche e il fatto che lui sia in gattabuia non aiuta di certo. Il rischio concreto è che il porto resti così com'è oggi: incompleto. Con centinaia di cause intentate da chi ha già pagato, e a caro prezzo, i posti barca.

L'inchiesta sul porto ha finito per travolgere alcuni fra i più importanti imprenditori dell'Imperiese, tutti più o meno legati a Scajola. Esemplare l'intreccio familistico-politico-economico dell'imprenditore oleario Pietro Isnardi: è consuocero del fratello di Scajola, Alessandro (sua figlia ha sposato Marco Scajola, consigliere regionale) e lui stesso è nel consiglio di amministrazione della Fondazione Carige.

Banca Carige è una delle più esposte con Bellavista Caltagirone (140 milioni) e risulta importante creditrice nei confronti del gruppo Isnardi. Ma nel business del porto troviamo anche Gianfranco Carli (quello dell'olio porta a porta) e Beatrice Cozzi Parodi, la lady dei porticcioli e degli alberghi liguri che di Bellavista Caltagirone oltre che socia è pure compagna di vita. Legatissimi, manco a dirlo, all'ex ministro Pdl.

Ora a Scajoland si assiste al lento sfilarsi di ex fedelissimi come il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, e il collega di Sanremo, Maurizio Zoccarato. Sarà per l'aria che cambia, ma anche per un certo movimentismo politico di Scajola dal sapore «neodemocristiano» che ha finito per turbare persino Silvio Berlusconi.

E non aiuta certo la decisione di due differenti ministri degli Interni, prima il leghista Roberto Maroni, poi la «tecnica» Annamaria Cancellieri, che hanno portato allo scioglimento dei consigli comunali di Bordighera e Ventimiglia per infiltrazioni mafiose. Casi unici nell'intero Nord Italia. Lui, Sciaboletta, ha sempre detto che la mafia nel ponente ligure non esiste. Se non fosse una cosa terribilmente seria, si potrebbe fare una battuta sulle infiltrazioni a sua insaputa.

 

SCAJOLA CON BELLAVISTA CALTAGIRONE TAGLIA IL NASTRO ALL'AVVIO DEL CANTIERE DEL PORTOCLAUDIO SCAJOLA PIERCARLO SCAJOLA PAOLO STRESCINO MARCO SCAJOLAINAUGURAZIONE DEL MOLO DI IMPERIA PAOLO STRESCINO ANNA CONFALONIERI FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE FEDELE CONFALONIERI CLAUDIO SCAJOLA MARIA TERESA SCAJOLASCAJOLAMARCO SCAJOLA VICE SINDACO IMPERIAFRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA PORTO DI IMPERIA

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