dieselgate merkel volkswagen emissioni

DIESELGATE, CETRIOLONE INFINITO PER VOLKSWAGEN - DOPO I 15 MILIARDI CONCORDATI NEGLI USA, SCATTANO LE CAUSE DI BLACKROCK (CHE E' PURE AZIONISTA DELL'INDUSTRIA DI WOLFSBURG) E DEL FONDO PENSIONE DEGLI INSEGNANTI DELLA CALIFORNIA

 

Paolo Griseri per “la Repubblica”

 

matthias  mueller volkswagenmatthias mueller volkswagen

Una nuova tegola sul gruppo Volkswagen. Il fondo Blackrock, il maggiore al mondo e l’ottavo azionista ordinario del gruppo di Wolfsburg (il secondo tra i privilegiati) ha annunciato che intende chiedere i danni alla casa tedesca per lo scandalo dei test sulle emissioni truccati.

 

Il fondo, insieme a un centinaio di piccoli azionisti, chiederà un risarcimento di due miliardi di euro e presenterà oggi una denuncia al tribunale della Bassa Sassonia. Secondo quanto riferiva ieri l’edizione online del Financial Times,

 

DIESELGATEDIESELGATE

Lo studio legale che cura la causa chiederà il risarcimento perché Volkswagen non avrebbe «dichiarato l’uso di dispositivi volti ad alterare i test sulle emissioni». Secondo la documentazione che viene depositata oggi in tribunale, la casa tedesca avrebbe infatti negato irregolarità nei test sulle emissioni fino al 2014. Mentre un anno dopo, nel settembre del 2015, ammise le sue responsabilità precisando che i modelli coinvolti avrebbero potuto essere 11 milioni. Insieme a Blackrock lo studio legale cura le richieste di risarcimento di altri fondi come quello pensionistico degli insegnanti della California e un fondo previdenziale di Manchester.

 

BlackRock BlackRock

Un secondo gruppo di azionisti, di cui farebbero parte circa 250 soci della casa tedesca, ha annunciato un ricorso parallelo con una richiesta danni di circa 3 miliardi di euro. In pochi giorni dunque Wolfsburg dovrebbe far fronte a richieste di risarcimento per oltre cinque miliardi. È evidente che solo al termine dei processi si capirà quanto davvero il colosso tedesco dovrà sborsare in caso di condanna. Ma certo il fatto di aver ammesso il dolo nella vicenda non aiuterà i legali di Volkswagen a uscire indenni dalle cause legali.

 

A un anno esatto dall’esplodere dello scandalo non si riesce ancora a quantificare con esattezza la somma che il principale costruttore europeo dovrà pagare per chiudere l’amaro capitolo. Ai 15 miliardi di dollari concordati con le autorità Usa vanno aggiunti, sempre oltreoceano, i costi di altre 80.000 auto del gruppo con i marchi Volkswagen, Audi e Porche che potrebbero essere ritirate dal mercato. La trattativa con le autorità americane su questo punto dovrebbe concludersi ad ottobre.

VOLKSWAGENVOLKSWAGEN

 

Ci sono poi, ancora in America, le conseguenza, al momento non quantificabili, del processo penale. Il 9 settembre scorso un ex ingegnere del gruppo si è dichiarato colpevole di fronte ai giudici Usa. Infine proprio nei prossimi giorni dovrebbe essere definito l’accordo tra la casa tedesca e i suoi concessionari Usa che prevede «pagamenti in denaro contante » per i danni di immagine subiti.

 

Sul versante europeo la vicenda procede più a rilento. Il gruppo ha cominciato a richiamare nelle officine una parte dei milioni di auto con il motore irregolare vendute nel vecchio continente. Ma solo ad ottobre, ha detto nei giorni scorsi la commissaria ai Trasporti di Bruxelles, Elzbieta Bienkowska, partiranno le procedure di infrazione.

 

Nei diversi paesi sono invece iniziate le cause promosse dai movimenti dei consumatori che chiedono alla casa tedesca parità di trattamento con i clienti americani e propongono risarcimenti miliardari.

DIESELGATEDIESELGATE

 

In sostanza a dodici mesi dall’esplodere dello scandalo non è stato ancora definito un percorso chiaro per uscire da una situazione imbarazzante. Volkswagen ha cambiato i vertici del gruppo: lo scorso anno a fare gli onori di casa al Salone di Francoforte era ancora l’ad Martin Winterkorn, travolto pochi giorni dopo dalla vicenda e costretto alle dimissioni.

 

Ma il suo successore, Matthias Mueller, ha incontrato le prime difficoltà già a gennaio, al salone di Detroit, quando il suo viaggio americano non aveva portato alla soluzione rapida auspicata. E oggi la situazione non è più chiara di allora.

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?