benetton mario giordano autostrade

ALLE AUTOSTRADE LIGURI MANCAVANO CENTINAIA DI MILIONI DEI BENETTON - MARIO GIORDANO CONOSCE BENE IL TEMA E SNOCCIOLA I NUMERI: ''PROPRIO SUL TRATTO LIGURE, LA SOCIETÀ AVEVA PREVISTO 280 MILIONI DI INVESTIMENTI, NE SONO STATI SPESI SOLO 76. PERÒ I PEDAGGI AUMENTAVANO LO STESSO - SU TUTTA LA RETE MANCANO 1,5 MILIARDI DI EURO'' CHE DOVEVANO ESSERE SPESI IN MANUTENZIONE E AMPLIAMENTO. EPPURE IN QUESTI ANNI SI SONO DISTRIBUITI 6 MILIARDI DI DIVIDENDI - TUTTO IL CAPITOLO

IL CAPITOLO DEL LIBRO DI MARIO GIORDANO, ''AVVOLTOI'' DEDICATO ALLE AUTOSTRADE E AI BENETTON (CHE LA GRAN PARTE DEI QUOTIDIANI SI GUARDO' DAL CITARE QUANDO USCÌ IL LIBRO)

 

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/quello-che-non-leggerete-giornali-capitolo-libro-mario-169699.htm

 

 

MA LÌ BENETTON DOVEVA INVESTIRE E NON L' HA FATTO

Mario Giordano per ''la Verità'' di ieri, 15 agosto

 

mario giordano avvoltoi

Dov' è sono i Benetton? Dov' è Oliviero Toscani? Stanno scattando altre foto choc? O, per oggi, si accontentano dello choc del ponte crollato? Perché non parlano? Perché non spiegano? Lo scarno comunicato con cui Autostrade per l' Italia, la società che fa capo all' impero di Treviso e che è responsabile del viadotto crollato, ha commentato la tragedia di Genova, è una vergogna che non si potrà cancellare nemmeno con tutte le campagne pro immigrati dell' Oliviero bollito: «In relazione al crollo la società comunica che sulla struttura erano in corso lavori di consolidamento della soletta. I lavori erano sottoposti a costante attività di osservazione. Le cause saranno oggetto di approfondita analisi».

 

Tutto qui. Non una lacrima, una parola di umanità, un pensiero alle vittime. Solo formule burocratiche. Il comunicato è stato pubblicato sul sito aziendale ufficiale in mezzo alle notizie di viabilità, fra la chiusura della stazione di Modena Nord e quella dello svincolo di Sesto San Giovanni. Ci sono oltre 30 morti? Pazienza. L' importante è che riapra l' allacciamento dell' A1 con Nola.

 

Eppure i Benetton, oggi, avrebbero tante cose da spiegare. Per esempio: perché ogni anno la loro società ottiene dal ministero la possibilità di aumentare abbondantemente le tariffe autostradali anche se non ha fatto gli investimenti previsti (e che sono il motivo per cui vengono concessi gli aumenti)? I dati: fra il 2008 e il 2016, secondo l' ultimo rapporto, le tariffe nelle tratte gestite da Autostrade per l' Italia sono aumentate del 25%. Cifra che non trova giustificazione nell' inflazione. Perché quell' aumento? Per fare gli investimenti, per l' appunto. Che però Autostrade per l' Italia non fa.

MARIO GIORDANO

 

O, almeno, non come promesso. Mancano almeno 1,5 miliardi di euro sull' intera rete che gestisce. E qui arriva il bello, uno dei punti dove la società ha investito meno è proprio il tratto ligure: qui erano previsti 280 milioni (280.354.000 per l' esattezza), ne sono stati spesi solo 76 (76.013.000). Cioè il 27,11% di quanto avrebbero dovuto e per cui si sono fatti lautamente pagare in anticipo.

 

E allora sarà pur vero che sul viadotto, come dice il comunicato, «erano in corso lavori di consolidamento». Ma è altrettanto vero che sulle autostrade, che risalgono agli anni Sessanta, non vengono fatti gli investimenti che dovrebbero essere fatti.

 

Toscani autostrade benetton

È un meccanismo perverso: noi paghiamo sempre di più, ogni passaggio al casello è ormai un salasso, una tassa nascosta. E dove finiscono questi soldi? È chiaro: nelle casse degli azionisti che hanno vinto la lotteria della concessioni. Autostrade per l' Italia ha generato nel 2017 ricavi per 4 miliardi di euro (3,94) con quasi un miliardo di utile (972 milioni). Anche negli anni della crisi, i guadagni non sono mai diminuiti. Calava il traffico? Aumentavano le tariffe.

 

Nelle classifiche dei Paperoni di Borsa la famiglia Benetton figura sempre ai primi posti (8,1 miliardi di euro di patrimonio, +20% l' anno scorso).

 

Chi mi ama mi segua, diceva un loro vecchio slogan. Ma prima paghi il pedaggio. C' era una volta l' impresa delle magliette colorate: ora l' impero si basa tutto sull' asfalto. Più semplice, no? Mentre per vendere abbigliamento bisogna superare la concorrenza, le autostrade sono un monopolio. Gestito in concessione. Perché, poi, lo Stato abbia voluto fare questo regalo ai signorotti di Treviso, non l' ha mai capito nessuno.

 

gilberto benetton

È successo nel 1999. L' Iri sapeva di avere per le mani, con le autostrade, una gallina delle uova d' oro, ma pensò bene di cederla. Uno degli affari peggiori che si ricordi per lo Stato, uno dei migliori che si ricordi per i Benetton, che da quel momento campano di rendita. A gestire l' operazione fu l' allora presidente dell' Iri, Gian Maria Gros Pietro, gran frequentatore di salotti che contano e amico di Romano Prodi. Subito dopo la privatizzazione delle autostrade, Gros Pietro fu assunto dai Benetton per presiedere le autostrade. Stipendio: un milione di euro l' anno.

 

Così va l' Italia. Con i Benetton siamo sempre stati molto generosi. E loro ne hanno approfittato per costruirsi un impero: dove c' era il maglioncino, c' è un colosso delle infrastrutture che gestisce la metà della rete autostradale italiana (3.020 chilometri di 5.886), con 2 miliardi di transiti al casello ogni anno (5 milioni e mezzo al giorno, 230.000 l' ora, 63 al secondo).

fratelli benetton

 

Colosso che si è allargato nelle gestione degli aeroporti (da quello di Roma a quelli della Costa Azzurra), nelle società di ingegneria, ha inventato e controlla il monopolio del Telepass e si è espanso in tutto il mondo, dal Cile all' India, dal Brasile alla Polonia. Di recente alla Spagna, dove ha appena comprato il colosso Abertis. Del resto una società che ogni secondo incassa 63 pedaggi non ha certo problemi di contanti.

 

Si sa che i Benetton godono di un pregiudizio positivo. Sarà per le provocazioni in salsa buonista. Sarà che comprano spazi pubblicitari su giornali e sulle tv. Eppure bisognerebbe che qualcuno cominciasse a dire loro che una parte dei soldi che incassano grazie alla concessione dello Stato andrebbero usati per rendere le autostrade un po' più sicure.

Non le pare, signor Luciano?

 

Perché non fate gli investimenti previsti? E perché, anche se non li fate, le tariffe aumentano? E perché, oltre ad aumentare le tariffe, vi prolungano anche le concessioni (fino al 2042, e senza le previste gare europee)? Perché lo Stato a volte preferisce farsi deferire alla Corte di giustizia per violazione del diritto dell' Unione (vedi Livorno-Civitavecchia) pur di continuare ad aiutarvi?

 

Perché tanta ostinata gentilezza nei vostri confronti?

famiglia benetton al completo

«Torno a colorare il mondo e a difendere i diritti», ha detto pochi mesi fa, quando, a 82 anni, è tornato a gestire in prima persona l' azienda. Ma quelle sue parole ora suonano particolarmente stonate. Sarebbe stato sufficiente mantenere gli impegni presi con uno Stato fin troppo generoso con voi, non crede, signor Benetton?

Non era difficile: un po' meno utili e un po' più investimenti.

 

TOSCANI BENETTON 4

Un po' meno di shopping in giro per il mondo, un po' più di sicurezza per i viaggiatori. Ma ora mi sembra tardi. E allora, di fronte alla disumana freddezza di quel vostro comunicato, chiedo al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, responsabile della pratica: ma è proprio necessario che metà delle nostre autostrade siano gestite da questi signori? Il cambiamento non dovrebbe passare di qui? Mettendo fine all' impero dell' United Colors of Pedaggio?

LUCIANO BENETTON TOSCANIgilberto benettonBENETTON TOSCANI

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