meloni giorgetti andrea orcel francesco milleri leonardo del vecchio

IL RISIKO ABBONDA – IL MERCATO SCOMMETTE SULL’INGRESSO DI UNICREDIT NEL CAPITALE DI MPS: I FIGLI DI LEONARDO DEL VECCHIO VOGLIONO PASSARE ALL’INCASSO E ANDREA ORCEL È PRONTO A RILEVARE IL 17,5% DEL “MONTE” (DOVE L’AD, LOVAGLIO, È IN BILICO PER IL RINNOVO) – L’OPERAZIONE POTREBBE SCATENARE UNA “GUERRA” CON INTESA SANPAOLO, E ANDREBBE SPIEGATA AGLI AZIONISTI LA DECISIONE DI RIDURRE LA QUOTA IN GENERALI PER INVESTIRE IN MPS. LA SOLUZIONE? TORNARE ALLA CARICA ANCHE SUL "LEONE", RILEVANDO IL 10% DI DELFIN ANCHE LÌ. UNA MOSSA CHE, SECONDO GLI ANALISTI DI "ALPHAVALUE", NON DISPIACEREBBE AL GOVERNO: "LO STOP A BPM POTREBBE ESSERE STATA UNA MANOVRA DI REINDIRIZZAMENTO. UNICREDIT DIVENTEREBBE IL NUOVO PADRINO DEL MERCATO"

NODO CREDIT AGRICOLE PER IL RINNOVO DEL CDA DI BANCO BPM

andrea orcel commissione banche foto lapresse

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “la Stampa”

 

Tra rinnovi dei consigli d'amministrazione e riassetti azionari, Piazza Affari riaccende il faro sul risiko bancario. Scommettendo che il consolidamento del mercato non sia finito. Da un lato ci sono gli eterni promessi sposi, Mps e Banco Bpm, alle prese con il rinnovo dei cda: nei piani, le due banche dovrebbero presentare una lista del consiglio, ma il passaggio non è privo di incognite. Nel frattempo, Mps ha guadagnato l'1,31% a 9,3 euro, con Unicredit che ha recuperato lo 0,41% e Banco Bpm che ha lasciato sul parterre lo 0,39 per cento.

 

A Siena l'amministratore delegato Luigi Lovaglio, autore del salvataggio del gruppo e della scalata che ha portato il Monte a controllare l'86% di Mediobanca, è tutt'altro che saldo al comando: all'interno del board, mentre si programma il futuro del gruppo, le diversità di vedute diventano più evidenti. E così tra chi sostiene la linea della continuità per mettere a terra il nuovo piano industriale e chi chiede un ricambio al vertice, la trattativa per arrivare a una lista condivisa del cda sta diventando sempre più complicata. Anche perché serve il voto favorevole di 10 consiglieri su 15.

GLI INTRECCI DELLA FINANZA ITALIANA

 

In questo scenario si inseriscono le speculazioni sul possibile riassetto azionario. Attraverso il Mef, il governo è ancora azionista al 4,8% e la premier Giorgia Meloni non ha escluso una vendita della quota (che ai valori attuale porterebbe nelle casse dello Stato circa 1,4 miliardi).

 

I fari, però, sono diretti su Delfin: secondo Reuters, la finanziaria degli eredi Del Vecchio avrebbe avuto delle interlocuzioni con Unicredit per valutare la cessione del proprio 17,5 per cento. Una ricostruzione non smentita dai diretti interessati e rilanciata anche da Deutsche Bank […].

 

FRANCESCO MILLERI

[…] Per Equita, l'operazione «posizionerebbe Unicredit come primo azionista di Mps e potrebbe rappresentare un primo step verso una potenziale acquisizione integrale della banca, oltre a costituire una leva per esplorare possibili spazi di collaborazione con Generali».

 

Tuttavia non sarebbe facile da perseguire. Un po' perché andrebbe spiegata agli azionisti la decisione di ridurre la quota in Generali per investire in Mps, un po' perché potrebbe scatenare una "guerra" con Intesa Sanpaolo.

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

A fine maggio, dal palco della Fabi, l'ad di Cà de Sass Carlo Messina aveva dichiarato: «Se Unicredit volesse scalare Generali, direi a Orcel di fermarsi». Mps, in questo senso, è proprio il sentiero che porta al Leone.

 

La revisione dello statuto di Banco Bpm sarà tra gli argomenti del cda del prossimo 20 gennaio, quando il consiglio di Piazza Meda farà anche il punto sulla definizione della lista che intende presentare in vista del rinnovo del board, ad aprile. E per capire se nella stessa lista vorrà entrare il Credit Agricole, autorizzato dalla Bce a salire sopra il 20% del Banco ma con alcune raccomandazioni in tema di governance, tra cui quella di farsi rappresentare da un numero di consiglieri (4-5) conforme al suo status di socio di minoranza.

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Per ora i francesi […] hanno detto che resteranno sotto la soglia dell'Opa: potrebbero quindi decidere di presentare una lista di minoranza.

 

 

UNICREDIT MUOVE SU MPS E GENERALI? ALPHAVALUE VALUTA LE MOSSE DI ORCEL. CHE SI CANDIDA AL VERTICE DELLA FINANZA ITALIANA

Estratto dell’articolo di Francesca Gerosa per www.milanofinanza.it

 

Prendere il controllo delle partecipazioni della holding Delfin in Mps e in Generali, pari rispettivamente al 17% e al 10,5%, permetterebbe a Unicredit di diventare «il nuovo padrino» nel mercato bancario italiano, soddisfacendo così le aspettative del governo Meloni.

 

unicredit 1

Così scrive David Grinsztajn, analista di Alphavalue, in un report raccolto da milanofinanza.it, sostenendo che con questa mossa Piazza Gae Aulenti consoliderebbe il proprio ancoraggio domestico senza necessariamente abbandonare le ambizioni su Commerzbank.

 

[…] A questo proposito si segnala che, secondo alcune fonti citate da Reuters, l’ad di Unicredit, Andrea Orcel, ha discusso della possibilità di acquisire la partecipazione in Mps detenuta dalla cassaforte della famiglia Del Vecchio, una mossa che potrebbe riportare la banca al centro del processo di consolidamento del settore bancario italiano, dopo il fallito tentativo dello scorso anno di acquisire Banco Bpm. Secondo le stesse fonti, il gruppo sarebbe anche interessato alla quota di Delfin in Generali.

 

FRANCESCO MILLERI

[…]   «Unicredit, storicamente riluttante a rilevare il Monte nel 2021 per le preoccupazioni sul bilancio e i rischi legali, sotto la guida dell’ad, Andrea Orcel, sembra aver compiuto un’inversione a 180 gradi»

 

Questo cambiamento si può spiegare con il nuovo contesto: Mps è tornata a essere una banca sana e redditizia, e attualmente Unicredit possiede un enorme surplus di capitale che deve impiegare.

 

[…] Lo stop alla fusione con Banco Bpm da parte del governo italiano può essere servito come «manovra di reindirizzamento», a detta dell’analista di AlphaValue. «Proibendo l’acquisizione del Banco, vista come un’operazione di «comodità», Roma ha costretto Unicredit a concentrarsi sul «caso nazionale prioritario»: l’uscita definitiva dello Stato dal capitale di Rocca Salimbeni. […]

 

GLI EREDI DI LEONARDO DEL VECCHIO

E l’avvicinamento con la holding Delfin rappresenterebbe il fulcro di questa strategia, permettendo a Unicredit di avanzare su due fronti contemporaneamente. Da un lato, potrebbe stabilizzare la struttura dell’azionariato di Mps e prevenire la creazione di un terzo polo concorrente (potenzialmente con il Banco coinvolto). Dall’altro, può ottenere una posizione nel leader delle assicurazioni e della gestione patrimoniale, Generali, consolidando i canali di distribuzione dei prodotti finanziari e assicurandosi una fonte stabile di commissioni.

 

[…] L’operazione immaginata assomiglia a un «compromesso storico». Il governo accetta la crescita di Unicredit in Italia a condizione che funzioni da «scudo italiano». Il «lupo» entra nel recinto Mps/Generali non per divorarne il contenuto, ma per diventare il suo nuovo custode, sotto l’occhio vigile delle famiglie storiche: Del Vecchio e Caltagirone.

ANDREA ORCEL UNICREDIT

LA GALASSIA DI PARTECIPAZIONI DELLA HOLDING DELFIN

 

[…]

leonardo maria del vecchioFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

 

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