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IL TERZO MONDO SIAMO NOI – QUASI UN BAMBINO ITALIANO SU QUATTRO VIVE AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTÀ, UNO DEI TASSI PIÙ ELEVATI IN EUROPA – LA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA INFLUISCE SU DIVERSI ASPETTI DELLA VITA DEI RAGAZZINI, COME L’EDUCAZIONE, L’ALIMENTAZIONE E LO STILE DI VITA: TRA I RAGAZZI DELLE FAMIGLIE PIÙ BENESTANTI, L’84% HA COMPETENZE BASE IN MATEMATICA E LETTURA, CONTRO MENO DEL 45% TRA QUELLI PIÙ POVERI E I BAMBINI DI FAMIGLIE A BASSO REDDITO HANNO UNA PROBABILITÀ 1,7 VOLTE MAGGIORE DI ESSERE IN SOVRAPPESO – IL RAPPORTO UNICEF…

Da www.ansa.it     

 

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Quasi un bambino italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà: il 23% dei bambini italiani vive in famiglie con un reddito inferiore al 60% della media nazionale - uno dei tassi più elevati in Europa. E' quanto emerge dal report: "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica, di Unicef office of strategy and evidence - Innocenti.

 

L'Italia occupa il 12mo posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il benessere mentale (10mo posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto riguarda la salute fisica (17mo posto) e le competenze (25mo posto).

 

Tra I paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto, l'Italia si colloca al 22mo posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero. Si colloca al 30mo posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%.

 

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Tra i paesi per cui il rapporto fornisce dati comparabili, l'Italia si colloca al 15mo posto su 41 per quanto riguarda l'entità del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere: l'84% dei bambini appartenenti al quintile delle famiglie più ricche ha competenze di base in matematica e lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più povero.

 

«La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita» ha dichiarato Bo Viktor Nylund, direttore dell'Unicef Innocenti.

«Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell'istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili».   

 

Secondo il rapporto, esiste una chiara correlazione tra livelli più elevati di disuguaglianza economica e la salute dei bambini. Nel mondo, i bambini che crescono nei paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a un'alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti.

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Mettendo in evidenza i dati relativi ai paesi dell'Unione Europea, il rapporto sottolinea inoltre che solo il 58% dei bambini appartenenti a famiglie che rientrano nel quintile più povero della popolazione gode di ottima salute, rispetto al 73% di quelli appartenenti al quintile più ricco.

Il rapporto evidenzia poi una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento scolastico.

 

Osserva che i paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. Nei paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di disuguaglianza.

 

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Queste disparità tra i vari paesi si riscontrano anche all'interno dei singoli paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle famiglie più povere. In media, l'83% dei quindicenni appartenenti al quintile più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura, rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero.

 

Il rapporto esorta i governi ad adottare misure in diversi ambiti politici per ridurre al minimo l'impatto delle disuguaglianze sul benessere dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà infantile. 

 

IL 27% DEI BAMBINI E ADOLESCENTI ITALIANI È IN SOVRAPPESO

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 Il 27% dei bambini e degli adolescenti italiani di età compresa tra i 5 e i 19 anni è in sovrappeso, in linea con il trend di lunga data che vede un'elevata prevalenza di sovrappeso nei paesi dell'Europa meridionale. Se a ciò si aggiunge il divario alimentare legato al tenore di vita, ne emerge che l'alimentazione nei primi anni di vita costituisce una chiara leva politica sia per l'equità sociale che per i risultati in materia di salute infantile. E' quanto emerge dal rapporto - "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica" Unicef Innocenti.

 

Dal report emerge anche che le abitudini alimentari dei bambini variano notevolmente a seconda del reddito familiare.

 

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Tra gli italiani di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, il 22% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito consuma verdura ogni giorno, contro il 39% di quelli provenienti da famiglie ad alto reddito: un divario di 17 punti percentuali. Il consumo giornaliero di frutta si attesta al 32% (basso reddito) contro il 40% (alto reddito).

 

Il consumo giornaliero di bevande zuccherate mostra un andamento inverso: il 18% nelle famiglie a basso reddito e il 12% in quelle a reddito elevato. Questi divari - osservano gli estensori del report - suggeriscono che le politiche alimentari rivolte alle famiglie a basso reddito (pasti scolastici, programmi di distribuzione di frutta e verdura, regolamentazione dello zucchero) affrontano una disuguaglianza reale e misurabile. 

 

IN ITALIA MORTALITÀ PER SUICIDIO TRA GIOVANISSIMI TRA LE PIÙ BASSE IN UE

adolescenti suicidio

  La mortalità per suicidio tra i 15-19enni è di 2,82 per 100.000, uno dei tassi più bassi in Europa: è quanto emerge dal rapporto "Opportunità disuguali - bambini e disuguaglianza economica" di Unicef Innocenti.

 

Gli adolescenti italiani - si legge nel rapporto - dichiarano un livello di soddisfazione di vita relativamente elevato, ma il divario è marcato. Il 73% dei quindicenni italiani dichiara un alto livello di soddisfazione di vita. Tra gli adolescenti appartenenti al 20% con il contesto socioeconomico più svantaggiato, la percentuale è del 66%. Nel 20% con il contesto socioeconomico più favorevole, sale al 79%, con un divario di 13 punti percentuali.

 

depressione tra gli adolescenti

Inoltre, gli adolescenti italiani dedicano più tempo ai compiti rispetto ai coetanei di quasi tutti gli altri paesi inclusi nel report: più della metà dei quindicenni raggiunge un livello di competenza di base in matematica e lettura, ma con marcate differenze socio-economiche. Il 57% dei quindicenni italiani raggiunge un livello di competenza di base sia in matematica che in lettura.

 

Tra gli adolescenti del quintile socioeconomico più basso questa percentuale scende al 45%; nel quintile più alto sale all'84%. Il divario di 39 punti percentuali tra i due estremi del gradiente sociale è una delle più grandi disuguaglianze nell'apprendimento riscontrabili nei dati italiani. La 'segregazione scolastica' è moderata, il che suggerisce che il divario nell'apprendimento non sia determinato principalmente dalla scuola frequentata dagli studenti.

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L'indice di 'segregazione scolastica' in Italia è pari a 0,23, il che indica che gli studenti provenienti da contesti socioeconomici diversi sono relativamente ben distribuiti tra le scuole. Il notevole divario nei risultati di apprendimento deriva quindi prevalentemente dall'interno del sistema scolastico o da fattori ad esso correlati. Ciò rimanda a fattori quali l'orientamento precoce verso i percorsi secondari accademici, tecnici e professionali a partire dai 14 anni, le risorse familiari e le condizioni al di fuori della scuola, nonché le differenze nella qualità dell'insegnamento e nelle risorse scolastiche tra le regioni. 

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