“È STATO TRADITO IL MERCATO, DANIELA SANTANCHÉ È RESPONSABILE” – AL PROCESSO IN CORSO A MILANO, IN CUI L’EX MINISTRA È IMPUTATA PER FALSO IN BILANCIO CON ALTRE 15 PERSONE PER IL CASO "VISIBILIA", HA TESTIMONIATO GIUSEPPE ZENO, ALLA GUIDA DI UNA CORDATA DI PICCOLI AZIONISTI DELL’AZIENDA EDITORIALE: “SONO STATI RAPPRESENTATI DEI VALORI DI BILANCIO CHE NON ERANO REALI. SANTANCHÉ È STATO L'AMMINISTRATORE DEL GRUPPO E, DA COME SI EVINCE DAI DOCUMENTI, ERA L'UNICA CHE SI OPPONEVA ALLA SVALUTAZIONE DELL'AVVIAMENTO E ALLA REVISIONE DELLE PARTITE CONTABILI…”
(ANSA) - MILANO, 12 MAG - "Sicuramente è stato tradito il mercato", cioè Piazza Affari, "perché sono stati rappresentati dei valori di bilancio che non erano reali".
Così Giuseppe Zeno, il "grande accusatore" di Daniela Santanchè, prima di cominciare la sua testimonianza al processo in corso a Milano in cui la senatrice di Fdi risponde di falso in bilancio con altre 15 persone, tra cui il compagno, Dimitri Kunz, per il caso Visibilia il gruppo fondato dalla ex ministra e di cui faceva parte Visibilia Editore, quotata in Borsa.
Zeno, alla guida di una cordata di piccoli azionisti e che ha promosso esposti e azioni legali denunciando la gestione del gruppo alla domanda se Santanchè avesse o meno responsabilità diretta in questa vicenda, ha risposto: "direi senza ombra di dubbio alcuno, perché è stato l'amministratore del gruppo e, da come si evince dai documenti, era l'unica che si opponeva alla svalutazione dell'avviamento e alla revisione delle partite" contabili "riferite ai crediti da esigere, quindi tutto quello che componeva l'attivo societario".
Zeno, che ha parlato pure di "induzione in errore" con l'aver "falsificato i bilanci già dal 2019, 2020", ha poi sottolineato, a riprova di ciò che sostiene, che si è trattato di "un fatto documentato dalla procura, dalla Guardia di Finanza, e successivamente, anche se un po' in ritardo, dalla Consob e dalla Banca d'Italia che (...) hanno poi comminato delle multe alla società. E questo è un dato oggettivo che non può essere contraddetto in nessun modo, né dai difensori né dai documenti".
Giuseppe Zeno, davanti ai giornalisti, a proposito dei presunti "valori di bilancio non reali" ha aggiunto che ciò è "stato avvalorato" anche "dalla Bdo, la società di revisione, e dal collegio sindacale e dall'amministratore indipendente che deve essere punto di riferimento per gli azionisti di minoranza e non certo per gli amministratori e tanto meno per gli azionisti di maggioranza".
Per l'imprenditore-finanziere, che in questa vicenda ha registrato una "perdita patrimoniale tra 450 e 500mila euro", "c'è stato un tradimento globale da parte di tutti quelli che dovevano vigilare e verificare la contabilità. Su questo non vi è nessun dubbio".
Riguardo agli organismi di vigilanza, ha sottolineato, che "dopo che è iniziato il processo, si sono ricordati che forse era il caso di intervenire. Questo vale per la Consob dal punto di vista dell'analisi della documentazione societaria" e per "la Banca d'Italia per quello che concerne le attività finanziarie".





