olindo romano erba iene

ERBA IN CASSAZIONE! - SVOLTA INASPETTATA DELLA CORTE: DOPO 12 ANNI E TRE GIUDIZI LA DIFESA DI ROSA BAZZI E OLINDO ROMANO POTRÀ PROSEGUIRE LE INDAGINI SULLE PROVE MAI ANALIZZATE. IL CASO LO HANNO DA POCO RIAPERTO LE ''IENE'', CHE HANNO MESSO IN DISCUSSIONE LA CONDANNA ALL’ERGASTOLO PER I 4 OMICIDI DELL’11 DICEMBRE 2006 - L'INTERVISTA A OLINDO, LA PRIMA VOLTA IN TV DAI TEMPI DEL PROCESSO. ''NON SONO IO IL MOSTRO''

Da www.iene.mediaset.it

 

Dopo 3 gradi giudizio, 26 giudici e a 12 anni dai delitti, la Cassazione apre con una svolta inaspettata alla possibilità di nuove indagini difensive per Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati all’ergastolo per la stage di Erba. Dal 30 settembre, con l’inchiesta di Marco Occhipinti e Antonino Monteleone, noi de Le Iene ci siamo occupati del caso con sei servizi, che vi riproponiamo, sollevando molti dubbi che potrebbero far pensare all’innocenza della coppia. L’ultimo servizio era l’intervista esclusiva, la prima rilasciata in tv in 12 anni, in carcere a Olindo Romano che vedete qui sopra, in cui proclamava l’innocenza di lui e della moglie.

olindo romano

 

“L'analisi delle prove mai analizzate della strage di Erba si può fare”, sostiene la Cassazione che il 12 luglio scorso aveva respinto il ricorso per un incidente probatorio proprio su questi reperti. Niente incidente probatorio (un’udienza speciale ad hoc), dunque, ma la difesa può effettuare le proprie indagini comunicandolo all'accusa.

antonino monteleone olindo romano

 

Secondo i legali di Rosa e Olindo, condannati per l’omicidio l’11 dicembre 2006 di Raffaella Castagna, del figlio Youssef Marzouk, della madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini (movente le continue liti condominiali), resta più di uno spiraglio per poter arrivare a una revisione del processo. Tra le prove da analizzare ci sono un accendino, un mazzo di chiavi e alcuni reperti biologici. Per l'accertamento irripetibile sarà necessario avvisare il pubblico ministero affinché possa nominare suoi consulenti. “Cosa che faremo”, dichiara uno di legali dei coniugi Romano, Fabio Schembri. “Anche se, prima della decisione della Cassazione, alcuni reperti sono stati distrutti dalla cancelleria della Corte d'assise di Como, ne rimangono altri presso il Ris e l'Università di Pavia”.

antonino monteleone

 

Proprio su questi e su altri elementi ci siamo soffermati nella nostra inchiesta. Siamo partiti, nel primo servizio del 30 settembre, dai dubbi di Azouz Marzouk, che nella strage ha perso la moglie Raffaella e il figlio Youssef, e di molti esperti e giornalisti (oltre all’intervista a Olindo che vedete sopra, in fondo all’articolo vi riproponiamo tutti e cinque i precedenti servizi). Abbiamo analizzato poi la testimonianza dell’unico superstite, Mario Frigerio, marito di Valeria Cherubini, che ha riconosciuto Olindo come colpevole. In realtà, nelle sue prime parole al risveglio avrebbe parlato di un’altra persona, di carnagione olivastra, che non aveva mai visto prima e non del posto.

 

valeria cherubini

Ci siamo soffermati successivamente su un’altra prova: la macchia di sangue trovata sull’auto dei due. I dubbi aumentano, sia sul modo del reperimento della prova sia sul suo possibile inquinamento.

 

Nel quarto servizio abbiamo parlato della morte di Valeria Cherubini. Una ricostruzione alternativa a quella stabilita dalle sentenze sul suo decesso potrebbe scagionare Rosa e Olindo. Anche il generale Luciano Garofalo, ex comandante del Ris dei Carabinieri, proprio sulla base di questa e altre ricostruzioni, sostiene, parlando con noi, che “è lecito avere dei dubbi sulla strage di Erba”.

rosa bazzi

 

Nel quinto servizio ci chiediamo perché Olindo e Rosa hanno confessato? Dalle intercettazioni emerge come Olindo decide di confessare sperando di ottenere benefici di pena e non l’ergastolo e di lasciare la moglie in libertà. Rosa però non ci sta: confessa per prima. Olindo prova allora a scagionare lei, sostenendo di aver fatto lui tutto da solo. Hanno confessato potendo vedere le foto della strage e conoscendo man mano le dichiarazioni dell’altro.

raffaella castagna con il figlio youssef marzouk

 

In tutto, nelle confessioni, Olindo colleziona 243 errori nella sua ricostruzione, uno ogni 30 secondi, mentre gli errori di Rosa sono incalcolabili.

 

"Non siamo stati noi, forse ci hanno scambiati per quello che non eravamo, i fatti non coincidono con tutto quello che è successo, comprese quelle mezze confessioni, non sono stato io a uccidere quelle persone”, dice Olindo nel sesto e ultimo servizio andato in onda il 28 ottobre.

 

olindo romano

“Litigavamo per le solite liti condominiali. Il motivo della prima era su una festa. Avevo la camera da letto sotto il soggiorno, andavano avanti fino alle quattro del mattino. E io mi dovevo svegliare alle cinque”, continua Olindo. “Non ho mai visto spacciare, però il vai e vieni c'era. Ci arrivava di tutto. Si capiva che c'era qualcos'altro, oltre alle feste. Ammazzi uno perché non lo sopporti? Litigare sì”.

 

“Gli assassini erano dei professionisti, non hanno lasciato in giro niente”, dice Olindo, che entra in molti particolari dell’inchiesta. Una delle tante domande che viene spontanea a tutti: perché allora hanno confessato (e poi ritrattato) una strage mai commessa?

mario frigerio parla di olindo

 

“Ci siamo ritrovati in un contesto che ci portava a quello. Ci siamo trovati da casa nostra al carcere, nel giro di un'ora e mezza. In carcere non sapevamo neanche perché eravamo lì. Aspettavo qualcuno che venisse a dirmi qualcosa. Dopo due giorni sono arrivati due carabinieri. Ci hanno detto che eravamo messi male, e in poche parole ci hanno prospettato una via d'uscita. Era il minore dei mali confessare, una cosa così. Il mio primo pensiero era riuscire a vedere mia moglie, perché da quando eravamo entrati in carcere non l'avevo più vista. Noi abbiamo cercato di resistere. Però ti dicono: se non confessi non vedi più tua moglie... Anche quello ha influito. E quando sono arrivati i magistrati io mia moglie l'ho vista. Io il mio scopo l'avevo raggiunto, ma loro il loro no. Hanno fatto leva sui nostri sentimenti. All'inizio ai magistrati che volevano farci confessare l'avevamo detto che non c'entravamo niente. Ma loro hanno continuato a insistere. E non so neanch'io come sia successo, ma è saltata fuori tutta questa storia”.

la famiglia castagna

 

E i dettagli che solo chi era stato sul luogo della strage poteva sapere? “Ce li hanno fatti vedere loro! I magistrati, ci coinvolgevano loro! E alcuni dettagli li abbiamo visti su un mucchio di fotografie degli omicidi che ci hanno messo sul tavolo. Avevamo ammesso la premeditazione per avvalorare la strategia difensiva decisa con l'avvocato precedente. Se tornassi al 2006 sicuramente non rifarei la confessione”. 

l interrogatorio in ospedale di mario frigerio

 

“Siamo passati da 26 giudici: vorrei trovare un giudice onesto. Ma dopo tutto questo chi è che si prende la patata bollente? Penso che la vicenda giudiziaria non sia conclusa perché se non siamo stati noi, è stato qualcun altro. Male che vada, quando arriviamo a Strasburgo qualcosa cambia. Sul piano giudiziario ci daranno ragione per forza. Ci vorrà un po' di tempo ma arriverà”.

 

Molti dubbi, in molte direzioni, restano aperti. Speriamo che le nuove indagini difensive autorizzate dalla Cassazione aiutino a chiarire una volta per tutte qual è la verità.

il generale garofanoi morti della strage di erbaantonino monteleone. dopo la strage di erba

 

antonino monteleone

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