SE AVETE A CUORE I GIOVANI, LASCIATEGLI SPAZIO – SUI GIORNALI E’ UN CONTINUO “GRIDO DI DOLORE” PER I GIOVANI ITALIANI CHE ESPATRIANO. TUTTI A DIRE, GIUSTAMENTE, CHE LE CAUSE DELLA "FUGA DEI CERVELLI" SONO LA MANCANZA DI LAVORO E GLI STIPENDI DA FAME – NESSUNO PERO’, NEI QUOTIDIANI, S’AZZARDA A EVOCARE UN’ALTRA SPINOSA QUESTIONE: L’ITALIA E’ IL PAESE DOVE I VECCHI AL POTERE NON SI LEVANO MAI DAL CAZZO – RESTANO AGGRAPPATI ALLA POLTRONA IN TUTTI I SETTORI: POLITICA, ECONOMIA, EDITORIA, SANITA’, AZIENDE – SOLO IN QUESTO DISGRAZIATO PAESE GLI 80ENNE E I 90ENNI PRETENDONO DI DARE ANCORA LE CARTE…
CHI NASCE CHI PARTE E CHI RESTA
Estratto dell’articolo di Concita De Gregorio per “la Repubblica”
[…] Tutti i dati dicono la stessa cosa, che del resto sappiamo già. L'Italia perde i suoi giovani più preparati: li cresce, li assiste e li forma con la sanità pubblica e la scuola pubblica, poi quando è il momento di inserirli al lavoro chiude le porte e li perde. Più di centomila giovani laureati se ne sono andati dal Paese fra il 2020 e il 2024. Le ragioni non ci sarebbe nemmeno bisogno di elencarle.
Qui non trovano lavoro, se lo trovano è sottopagato e precario, le loro competenze non sono riconosciute. Solo nel 2024, dice l'Istat, se ne sono andati in venticinquemila, altamente qualificati. Con loro se ne vanno i figli che nasceranno — nasceranno altrove — i legami con le famiglie di origine.
Una perdita di capitale umano che non è solo un dato statistico: è una mutazione antropologica della società destinata a mostrare i suoi frutti fra pochissimi anni. Questo mentre la presidente del Consiglio rammenta che bisogna dare figli alla Patria e la ministra della Famiglia parla di "sostegno al materno" per combattere la denatalità: i nuovi nati sono meno della metà dei neodiplomati, quest'anno. Fra diciott'anni alla Maturità ci saranno trecentomila persone in meno. […]

