MACHIAVELLI NON HA MAI DETTO CHE “IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI” - NEGLI SCRITTI DEL SEGRETARIO DELLA SECONDA CANCELLERIA DELLA REPUBBLICA FIORENTINA NON VI È TRACCIA DELLA CELEBRE FRASE. NEL “PRINCIPE” CE N’È UNA CHE SI AVVICINA AL CONCETTO: “NELLE AZIONI DI TUTTI LI UOMINI, E MASSIME DE PRINCIPI, DOVE NON È IUDIZIO A CHI RECLAMARE, SI GUARDA AL FINE” – STEFANO LORENZETTO: “PIÙ CHE DEL MACHIAVELLISMO, QUESTO PARREBBE IL CARDINE DEL GESUITISMO…"
Estratto da “Chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate”, di Stefano Lorenzetto (ed. Marsilio)
MACHIAVELLI, NICCOLÒ
(Firenze, 1469 – ivi, 1527)
Il fine giustifica i mezzi
Negli scritti del segretario della seconda cancelleria della repubblica fiorentina non vi è traccia di questa frase, benché nel capitolo 18 (paragrafo 6) del Principe ve ne sia una che si avvicina al concetto: «Nelle azioni di tutti li uomini, e massime de principi, dove non è iudizio a chi reclamare, si guarda al fine».
Più che del machiavellismo, questo parrebbe il cardine del gesuitismo. Nella settima delle Lettere a un provinciale, note anche come Le provinciali, scritte in difesa dell'amico giansenista Antoine Arnauld, cacciato dalla Sorbona, Blaise Pascal fa dire a un padre della Compagnia di Gesù: «Quando non possiamo impedire l'azione, purifichiamo almeno l'intenzione, e così correggiamo il vizio del mezzo con la purezza del fine».
chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate di Stefano Lorenzetto
