pandemia depressione 5

LA PANDEMIA CI HA FATTO USCIRE PAZZI - UN MILIONE DI DEPRESSI DOPO IL COVID. LA METÀ DEI CONTAGIATI HA ACCUSATO PROBLEMI PSICHIATRICI, TRA I PIÙ COLPITI RAGAZZI E ADOLESCENTI. FA GELARE IL SANGUE QUEL PIÙ 20% DI SUICIDI GIOVANILI DURANTE LA PANDEMIA. LE CAUSE PRINCIPALI DI TUTTO QUESTO MALESSERE SONO DA RICERCARE NEI…

Da la Stampa

 

pandemia depressione 9

Metà dei contagiati, ossia due milioni di italiani, hanno accusato disturbi psichiatrici. Un milione i colpiti da depressione e tanti ragazzi che hanno chiesto aiuto ai servizi di salute mentale. La punta di un iceberg rispetto ai giovani e giovanissimi colpiti al petto da dad e lockdown. È la pandemia nascosta del disturbo psichico generato dal Covid. Anzi, la «sindemia», ossia quella tempesta perfetta costituita dall' intrecciarsi dei problemi di salute con quelli di natura sociale, ambientale ed economica.

 

Di fronte a questo quadro fornito dalla Società italiana di Neuropsicofarmacologia non ci si deve stupire che il ministro Speranza proprio ieri abbia convocato dopo 20 anni la seconda Conferenza nazionale sulla salute mentale. Anche perché, come lui stesso ha ricordato, «in questi anni coloro che hanno sperimentato periodi di sofferenza mentale non sempre hanno trovato servizi adeguati ai loro bisogni». Questo, andrebbe aggiunto, perché la psichiatria era ed è la cenerentola della sanità, con un finanziamento che ammonta appena al 3,5% del fondo sanitario, rispetto all' obiettivo nemmeno troppo ambizioso del 5% fissato in passato.

pandemia depressione 5

 

Così l' Italia vive il controsenso di avere una legge sull' assistenza psichiatrica, la famosa «Basaglia» del '78, giudicata tra le più avanzate al mondo, ma poi rimasta spesso sulla carta per la carenza di strutture sul territorio in grado di sostituire l' inferno degli ospedali psichiatrici.

 

Chiusi i quali «è toccato alle famiglie supplire ai limiti strutturali di un sistema che anche la pandemia ha contribuito a mettere alla prova», ha ricordato il Presidente della Repubblica Mattarella rivolgendosi ieri alla Conferenza. E quanto sia stata dura la prova del Covid lo dicono i numeri. Chi è entrato in contatto con il virus ha visto aumentare fino a 5 volte la probabilità di accusare sintomi depressivi, che si stima abbiano colpito 800 mila persone con Covid, più altre 150 mila che non si sono contagiate, ma che il colpo lo hanno accusato per via della crisi economica e della disoccupazione.

 

pandemia depressione

Metà dei contagiati ha denunciato un qualche disturbo psichico, con un' incidenza del 42% dei casi di insonnia, del 28% di disturbo traumatico da stress e il 20% di disturbo ossessivo-compulsivo.

 

Ma tra i più colpiti sono stati i ragazzi e gli adolescenti. «Quelli che si sono rivolti ai servizi di salute mentale sono aumentati del 30%», rivela Massimo Cozza, che dirige quello forse più grande d' Italia della Asl Roma 2 e autore del bel libro «Positivi, ritrovarsi dopo il disagio emotivo da pandemia» scritto insieme a Maria Emilia Bonaccorso. «Molti di loro avevano problematiche legate a disturbi depressivi o del comportamento alimentare e non sono pochi i casi di autolesionismo». Mentre fa gelare il sangue quel più 20% di suicidi giovanili durante la pandemia.

 

«Le cause principali di tutto questo malessere - spiega ancora Cozza - sono da un lato la chiusura delle scuole, che rappresentano un luogo di apprendimento ma anche di socializzazione fondamentale, soprattutto per chi vive situazioni di disagio familiare anche grave. Il secondo fattore scatenante sono stati lockdown e coprifuoco che hanno costretto in casa tanti giovani e giovanissimi. E questo ha accentuato le diseguaglianze, tra chi il tempo lo ha trascorso in ambienti confortevoli e chi invece vive il disagio abitativo abbinato magari a situazioni familiari difficili, rese ancora più tese dai problemi legati al lavoro».

depressione adolescenti 1

 

Per uscire dal tunnel il primo passo, spiega ancora Cozza, «sarebbe creare nel territorio luoghi accoglienti dove i ragazzi possano venire liberamente e incontrare operatori qualificati capaci di dare loro ascolto». Che è poi quello a cui pensa anche Speranza, che sta mettendo a punto un piano per il rafforzamento dei servizi sul territorio e intanto ha finanziato l' assunzione di duemila psicologi per affrontare il disagio giovanile.

 

Un progetto dal quale il ministro vuole escludere una volta per tutte i letti di contenzione dei quali ancora si fa uso per i casi più gravi nei centri di igiene mentale, nelle rsa e nei pronto soccorso. Retaggi di un passato duro a morire. Che la legge Basaglia avrebbe cancellato da tempo se qualcuno avesse pensato di investire nella salute mentale. pa. ru.

depressione adolescenti 2

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…