donald trump stretto di hormuz

LO STRETTO NECESSARIO – LA PARALISI DELLO STRETTO DI HORMUZ È LA CONSEGUENZA PIÙ DEVASTANTE DELLA GUERRA IN IRAN: DA LÌ PASSA IL 20% DEL PETROLIO DI TUTTO IL MONDO. IL RISCHIO DI INCIDENTI PER I LANCI DI RAZZI DA TEHERAN È COSÌ ALTO CHE L’AFFITTO E L’ASSICURAZIONE DELLE PETROLIERE SONO DIVENTATI PROIBITIVI. RISULTATO? PER USA, RUSSIA E CINA NON CAMBIA NIENTE (HANNO ENERGIA E SCORTE PIENE), PER L'EUROPA SARÀ LA SOLITA FREGATURA, CON INFLAZIONE E BOLLETTE ALLE STELLE – TRUMP HA ANNUNCIATO CHE GLI USA SI FARANNO CARICO DELLE ASSICURAZIONI, E SCORTERANNO LE NAVI, MA TORNARE AI RITMI PRECEDENTI ALLA GUERRA (UNA SESSANTINA DI NAVI AL GIORNO) È IMPOSSIBILE – IL PRECEDENTE DEGLI HOUTHI IN YEMEN: I MILIZIANI HANNO IMPOSTO UN COLLASSO DI DUE TERZI DEL TRAFFICO VERSO SUEZ SEMPLICEMENTE SPARANDO O ASSALTANDO QUALCHE NAVE…

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

STRETTO DI HORMUZ

Lo Stretto di Hormuz non era mai rimasto chiuso prima: non così a lungo, né in misura tanto vicina a un blocco totale del traffico marittimo. […]

 

Ora sì. Lo Stretto è chiuso, per circa il 90% del suo traffico. Lo è da sei giorni dunque — se si guardano le medie dei passaggi recenti — mezzo migliaio di navi gasiere, petroliere, cargo o di trasporto auto sarebbero dovute passare. Dai satelliti si vedono centinaia di vascelli attorno ai porti dell’Oman, degli Emirati, dell’Arabia Saudita, del Kuwait, del Qatar e qualcuno attorno a Bandar Abbas, in Iran. Per quasi due terzi dovevano trasportare energia nel mondo: gas da Doha alla Cina, carburanti dalle raffinerie saudite a Rotterdam.

Il primato dello Stretto Invece nessuno osa passare.

 

il discorso di donald trump sullo stato dell'unione foto lapresse 17

Già questo in sé un evento sismico, per il braccio di mare da cui passano un quinto del petrolio e del metano liquefatto del pianeta. Lo Stretto è ottavo al mondo per numero di transiti — 34 mila nel 2025 secondo il Fondo monetario internazionale — ma il primo per capacità di propagare sul sistema internazionale l’impatto di ciò che accade nelle sue acque.

 

Hormuz prende il suo nome da un’isoletta davanti a Bandar Habbas. Nel punto più angusto, lo Stretto misura 33 chilometri fra la penisola araba a sud (territorio dell’Oman) e l’Asia meridionale a nord (territorio di Teheran).

 

STRETTO DI HORMUZ

Le zone navigabili tuttavia sono ancora più ridotte, perché i fondali sono bassi e la navigazione prevede regole rigidissime.

 

Nel tratto di mare che separa il Golfo Persico a oriente dall’Oceano Indiano a occidente, tutto in acque territoriali dell’Oman, si passa da due corsie ben precise: quella per chi entra nel Golfo è a nord (a destra arrivando da fuori) e larga 3,7 chilometri; per chi esce è appena più a sud, ha la stessa ampiezza ed è separata dalla prima da una corsia centrale tenuta vuota per prevenire gli scontri fra petroliere.

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

Più a est, in un tratto più largo dove il confine corre fra Emirati Arabi Uniti e Iran, torna la navigazione obbligatoria in corsie ma completamente in acque territoriali di Teheran.

 

[…]  Dà la misura della gravità di quanto sta accadendo […] la dinamica stessa con la quale si è giunti al blocco attuale. Perché esso non è stato innescato da Teheran. I Guardiani della rivoluzione hanno sì fatto sapere lunedì che più nessuno doveva passare in quelle acque, minacciando di dar fuoco alle navi. E hanno sì colpito con droni o missili una decina di imbarcazioni, incluse petroliere come la Skylight con bandiera di Palau (domenica) e la Athe Nova con bandiera dell’Honduras (lunedì). Ma a quel punto il passaggio era già chiuso, per ragioni strettamente commerciali.

 

importanza dello stretto di hormuz nei flussi mondiali di petrolio

Da quando sabato è partita l’operazione israelo-americana, il rischio di incidenti nello Stretto è così alto che l’affitto e l’assicurazione delle petroliere sono diventati proibitivi.

 

Impossibile navigare in quelle acque senza perdere soldi, anche se un’imbarcazione riuscisse […] a passare indenne. Il noleggio di un grosso tanker da 300 mila tonnellate di greggio è passato da circa 50 mila dollari al giorno per gran parte del 2025 a 480 mila dollari oggi, secondo Arctic Securities Research.

 

La polizza contro incidenti ai mezzi e alle squadre di addetti è esplosa da mille dollari al giorno a centomila solo per quella specifica tratta. In sostanza, il sistema finanziario e dei servizi marittimi ha portato il traffico di Hormuz esattamente dove i guardiani della rivoluzione di Teheran lo volevano: alla paralisi.

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

Scorte alle navi? È per questo che Donald Trump martedì sera ha fatto sapere che aveva allo studio scorte alle navi e un sistema di assicurazione pubblica a buon mercato. Resta da capire per chi, però. Scortare una sessantina di gasiere e petroliere al giorno — quelle che passerebbe in tempi normali - è impossibile.

 

[…]  A Bab el-Mandeb, lo stretto all’ingresso nel Mar Rosso dal Golfo di Aden, dall’inizio del 2024 gli Houthi dello Yemen hanno imposto un collasso di circa due terzi del traffico verso Suez semplicemente sparando su qualche nave. E non c’è più stata ripresa.

 

Le missioni militari e i bombardamenti di europei e americani non hanno risolto, benché gli Houthi siano molto più deboli degli iraniani. Nel Mar Rosso ormai il calcolo dei costi e dei rischi mercantili reca traumi permanenti, che si trasformano in costi. Lo stesso sarà probabilmente a Hormuz quando le armi taceranno. Un altro muro si sta alzando nell’economia mondiale. E forse non crollerà tanto presto.

STRETTO DI HORMUZnavi nello stretto di hormuz 2navi nello stretto di hormuz 3STRETTO DI HORMUZGOLFO DI ADEN E STRETTO DI BAB EL MANDEBnavi nello stretto di hormuz 1STRETTO DI HORMUZil gas liquefatto nello stretto di hormuz

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...