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UN’ALTRA STORIA TORBIDA INTORNO AI SERVIZI SEGRETI – DOPO L’INDAGINE SULL’EX NUMERO DUE DI AISI E DIS, GIUSEPPE DEL DEO, “DOMANI” SCOPRE UN NUOVO CASO DI GESTIONE OPACA DI APPALTI E FONDI PUBBLICI: NEL 2019 UN MISTERIOSO MATTEO TORI, FORSE EX DEL SISMI, SPACCIANDOSI PER “UFFICIALE DI COLLEGAMENTO” DEL MINISTERO DELLA DIFESA, HA STIPULATO UNA FINTA COMMESSA DA 5 MILIONI DI EURO CON L’AZIENDA “BASE LEGNO”, PER REALIZZARE ALCUNI PANNELLI PER IL MINISTERO. A LAVORI CONCLUSI, IL DICASTERO NON HA PAGATO PERCHÉ NON SAPEVA NULLA DELL’APPALTO – LA PROCURA DI MONZA HA INDAGATO TORI PER TENTATA TRUFFA, USURPAZIONE DI PUBBLICHE FUNZIONI E SOSTITUZIONE DI PERSONA – LE AZIENDE TRUFFATE CON QUESTO SISTEMA SAREBBERO DIVERSE – “DOMANI”: “CHI È MATTEO TORI? C’È QUALCUNO CHE HA BENEFICIATO DELLE FATTURE EMESSE E MAI PAGATE MA VALIDE PER GIUSTIFICARE EVENTUALI USCITE DEI FONDI RISERVATI? C’È DAVVERO UN LEGAME CON I SERVIZI SEGRETI?”

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

ministero della difesa

La recente bufera giudiziaria che ha travolto i servizi segreti italiani con l’indagine sull’ex numero due dell’Aisi, Giuseppe Del Deo, si fonda soprattutto sul sospetto di appalti gonfiati, e dunque fatture false, per drenare risorse interne destinate ad aziende amiche. […]

 

Con la scusa della segretezza però la trasparenza è spesso scarsa. E potrebbe non essere l’unico caso di gestione opaca di fondi, o addirittura di vere e proprie truffe spendendo il buon nome della nostra intelligence.

 

giuseppe del deo

Questa storia ci porta dentro un nuovo intrigo scoperto da Domani: anche qui il filo conduttore sono fatture e aziende che avrebbero dovuto lavorare per i servizi segreti militari, cioè il gruppo Rud.

 

[…] «Non risulta esistente alcun rapporto negoziale tra questo Ufficio e la società Base Legno srl». È l’inverno del 2022 quando il ministero della Difesa, insieme a diversi suoi reparti, risponde ai legali di un’azienda di Monza, la Base Legno, specializzata nella fornitura di pavimenti, facciate e pannelli. […]

 

Il dubbio dei titolari è duplice: vittime di una truffa da parte di figure che si spacciavano per uomini dei servizi segreti o pedine necessarie a emettere fatture per giustificare uscite di denaro pubblico?

 

La storia inizia nel 2019 quando Base Legno aveva ricevuto una commessa dal valore di circa 5 milioni di euro per la produzione di forniture per conto del ministero, e in particolare del Raggruppamento unità Difesa (Rud), che però non aveva corrisposto il credito.

 

SERVIZI SEGRETI ITALIANI

Tradotto: a lavori conclusi, la Difesa, intestataria delle fatture, non aveva pagato, sostenendo l’assenza di qualunque tipo di contratto con l’azienda.

 

La storia di questa società attiva nel settore dei rivestimenti in legno, che nell’arco di pochissimo tempo crolla, è finita in tribunale e poi in diverse procure d’Italia. Perché l’azienda a causa di quelle commesse finte fallisce.

 

Indebitata per gli ammanchi dovuti ai mancati pagamenti. La domanda ancora senza risposta è: chi ha truffato l’impresa, tirando in ballo il dicastero di via XX settembre, all’epoca non ancora guidato da Guido Crosetto?

 

Raggruppamento unità Difesa Rud - SERVIZI SEGRETI MILITARI

Sei anni fa a presentarsi alla Base Legno srl, in base a quanto emerge nelle carte lette da Domani, è Matteo Tori. L’uomo dice agli amministratori dell’azienda di agire per conto del ministero della Difesa, quale «ufficiale di collegamento», e, secondo fonti accreditate sentite da questo giornale, di appartenere al Raggruppamento unità Difesa, il Rud appunto, l’ente militare interforze italiano, inquadrato nello Stato maggiore della Difesa.

 

Il Rud ha ufficialmente il compito di gestire la logistica delle installazioni militari appartenenti al servizio di intelligence militare. È ospitato nella Caserma Casal Forte Braschi-Nicola Calipari a Roma, ex sede del Sismi, e si occupa dei contratti che garantiscono la protezione e la sicurezza delle infrastrutture che ospitano le attività degli 007, gestendo anche i fondi riservati della Difesa.

 

Quando Tori, che vecchie cronache riconducono a un «ufficio affari riservati» dell’ex Sismi, arriva a Monza, sembra tutto regolare. La Base Legno dovrà occuparsi di produrre forniture e arredi per una sala dell’intelligence.

 

Caserma Casal Forte Braschi a Roma

Domani ha visto il progetto: le immagini che Tori presenta riguardano uno spazio sulle cui pareti sono affissi i loghi dell’intelligence italiana, il gabbiano rosso su sfondo blu. Dunque tutto procede per il meglio: la Base Legno, però, non si aspetta quello che sarebbe accaduto.

 

E cioè: la preparazione delle forniture si conclude, i costi di produzione lievitano (si parla di oltre un milione di euro di merce pronta all’uso) ma il pagamento delle fatture non arriva.

 

Da qui le interlocuzioni tra la srl lombarda e il ministero della Difesa, che a marzo del 2022 e nei mesi subito successivi risponde alla lettera degli avvocati della Base Legno: «Si rappresenta che non risulta esistente alcun rapporto negoziale tra questo Ufficio e la società Base Legno srl».

 

giuseppe del deo

Una risposta che arriva dal Segretariato generale della Difesa e Direzione nazionale degli armamenti – Ufficio amministrazioni speciali, dopo verifiche compiute tra i diversi reparti del ministero: dalla Direzione di commissariato e servizi generali, passando per la Direzione armamenti terrestri, fino all’Agenzia industrie Difesa.

 

Anche il Rud risponde negativamente, aggiungendo: «Contestualmente si diffida il legale della società Base Legno dall’invio di ulteriori comunicazioni riferibili a presunti contratti di fornitura di materiali stipulati con questo Comando».

 

Dei fatti, inoltre, vengono subito informati anche il Gabinetto del ministro e lo Stato maggiore della Difesa. Nessuno sa nulla. Motivo per cui a febbraio del 2022 l’amministrazione della Difesa denuncia i fatti ai pm di Monza, che aprono un fascicolo d’indagine. Nel procedimento che ne deriva, scrive il ministero in una memoria, Tori «risultava imputato per i reati di tentata truffa, usurpazione di pubbliche funzioni e sostituzione di persona». Non è noto se il procedimento si sia concluso.

 

SEDE DEL MINISTERO DELLA DIFESA

Noto è invece il destino della Base Legno, che decide di portare in tribunale il ministero della Difesa per «il risarcimento del danno da inadempimento contrattuale».

 

Ad aprile 2024, tuttavia, il giudice Stefano Iannaccone della sedicesima sezione civile del tribunale di Roma «dichiara l’interruzione del processo» causa «sopravvenuta dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale della società ricorrente».

 

Domani ha però scoperto che la Base Legno non è stata l’unica impresa ad aver avuto rapporti con Tori. Un’altra azienda, la Mareco Luce, leader nel settore dell’illuminazione, con sede in provincia di Forlì-Cesena, ha portato in tribunale il ministero della Difesa per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

 

Anche l’impresa emiliana, al pari di quella di Monza, aveva sottoscritto dei contratti dopo l’intervento di Tori, presentatosi ancora una volta come «ufficiale di collegamento» del Rud, dichiarando di «agire in nome e per conto del ministero».

 

GIUSEPPE DEL DEO

Sembra il medesimo schema usato per la Base Legno. Una sorta di sistema. In particolare, si legge nella sentenza della giudice capitolina Assunta Canonaco, la Mareco ha denunciato di aver «adempiuto ai propri obblighi contrattuali, di aver realizzato le opere richieste, prendendo in locazione un capannone per la loro custodia nelle more della consegna».

 

Sette in totale i contratti di fornitura sottoscritti da tale «Carlo Garagnani» presentatosi come «Comandante di Divisione», «grazie all’intervento – si legge ancora nella sentenza – di un tale “ufficiale di collegamento”, identificato nella figura del dottor Matteo Tori, il quale avrebbe fatto uso di carta riportante intestazioni del ministero della Difesa e avrebbe commissionato la fornitura e la conseguente messa in posa di apparecchiature da illuminazione».

 

cybersicurezza 4

Il valore complessivo? Oltre un milione di euro. Tutto questo non basterà. La domanda dell’impresa viene rigettata dalla giudice, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali.

 

Chi ha commissionato i lavori alla Mareco Luce era «sconosciuto a tale dicastero – scrive la giudice – e il dicastero, per tali ragioni, aveva proceduto a denunciare la vicenda alle competenti autorità penali (oltre che ai pm di Monza anche a quelli di Forlì, ndr).

 

Ciò posto, l’amministrazione convenuta (il ministero, ndr) ha assunto che i contratti in parola erano stati conclusi da un falsus procurator e che detti contratti sarebbero comunque nulli, in quanto la stipula degli stessi non era stata preceduta dalla procedura di evidenza pubblica finalizzata alla loro aggiudicazione».

 

007 ESPERTI DI CYBERSICUREZZA

Nella sentenza si legge che il ministero «ha sin da subito escluso che si tratti di funzionari, muniti dei poteri di impegnare l’ente, affermando che si tratta di soggetti sconosciuti all’amministrazione».

[...] 

 

Resta tuttavia il giallo. Chi è Matteo Tori? Chi è il suo socio? C’è qualcuno che ha beneficiato di queste fatture emesse e mai pagate ma valide per giustificare eventuali uscite dei fondi riservati? C’è davvero un legame con i servizi segreti? Domande che restano senza risposte e gettano ombre sulla gestione dei fondi e sui contratti dei servizi, come detto già al centro dell’inchiesta della procura di Roma che sta indagando su alcuni rapporti tra l’intelligence, ai tempi di Del Deo, e società di cybersicurezza che avrebbero ottenuto affidamenti gonfiati per lavori poi non eseguiti.

 

la nuova sede dell'intelligence a piazza dante 7

Un mistero acuito dal fatto che probabilmente anche altre aziende sarebbero state vittime del gioco dell’«ufficiale di collegamento». In molte tuttavia temono ripercussioni e quindi preferiscono non denunciare.

 

Il Rud, in una lettera, indirizzata allo Stato maggiore della Difesa e per conoscenza anche al ministero e al Segretariato generale scrive: «Si comunica, per completezza di informazione, che anche l’azienda Italeri spa (azienda di mezzi militari con sede a Bologna, ndr), per il tramite del proprio rappresentante legale, aveva a suo tempo inoltrato via pec a questo comando una richiesta di informazioni relativa ad altrettante presunte forniture di modellini riconducibili a questo raggruppamento, alla quale è stato inviato analogo riscontro in data 20 gennaio 2022».

 

la nuova sede dell'intelligence a piazza dante 6

Contattati da Domani, i servizi ribadiscono che «Matteo Tori non ha mai lavorato per l'Intelligence, né alcun lavoro è stato effettuato o richiesto attraverso tale soggetto per sedi dell'Intelligence». Dal ministero invece nessuna risposta.

 

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