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DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

DAGOREPORT

MARCELLO SALA

Lo scoop di Luigi Ferrarella di ieri sul “Corriere della Sera", ha mandato in bambola l’Armata Branca-Meloni, sull’asse Ministero dell'Economia-Palazzo Chigi. 

 

Davanti a un’ipotesi di reato sarà difficile per la Camera e il Senato negare l’autorizzazione alla Procura di Milano, che indaga sulla scalata di Mps a Mediobanca, ad acquisire la messaggistica telefonica dell’ex direttore generale del Tesoro, Marcello Sala (non indagato), con ministri e parlamentari. 

 

giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 8

Ma anche nel disgraziato caso che il Parlamento neghi l’autorizzazione, non basterà ad affondare l’inchiesta del magistrato Roberto Pellicano.

 

Se, putacaso, sbucasse una conversazione di Sala con l’influente capo di gabinetto della Presidenza del Consiglio, Gaetano Caputi, oppure uno scambio di messaggi con il capo di gabinetto del ministro Giorgetti, Stefano Varone, non essendo entrambi parlamentari, verrebbe meno il rischio di violare le prerogative di tutela per deputati e senatori.

 

gaetano caputi

Le tensioni tra Palazzo Chigi e Via XX Settembre è altamente elettrica anche perché si sta allontanando la nomina, caldeggiata da ‘’Pa-Fazzo’’ Chigi, di un titubante Marcello Sala alla guida di Borsa Spa

 

Telefoni blindati se parli coi politici

Davide Milosa e Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”

 

Basterà un no del Parlamento a mutilare l’inchiesta Mps. Anche se ieri in Procura a Milano si respirava ottimismo, nella consapevolezza di aver rispettato ogni regola e usato ogni scrupolo chiedendo l’autorizzazione preventiva a Camera e Senato, che ora serve per acquisire le conversazioni che anche solo potenzialmente riguardano i politici.

 

luigi lovaglio

Proprio l’inchiesta Mps visto che vi sarebbero conversazioni che coinvolgono 9 tra ministri e parlamentari. 

 

L’indagine è quella per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza sulla scalata Mps-Mediobanca (2024-2025) e il cosiddetto risiko bancario che vede indagati il banchiere di Mps Luigi Lovaglio, il presidente di Delfin Francesco Milleri e il costruttore Gaetano Caltagirone.

 

Le comunicazioni con ministri e parlamentari sono riferibili all’analisi forense del cellulare di Marcello Sala (non indagato), ex direttore generale del Mef. 

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

La Procura si è misurata con i paletti fissati nel ’23 dalla sentenza della Consulta pronunciata sul caso di Matteo Renzi e l’inchiesta su Fondazione Open, che ha equiparato chat e mail alla corrispondenza, con una extratutela se coinvolge un parlamentare: per poter anche solo estrarre le comunicazioni da telefonini o altri dispositivi di terzi non parlamentari è necessario chiedere una autorizzazione preventiva al Parlamento. 

 

E così hanno fatto i magistrati di Milano (come anticipato dal Corriere), che sono ottimisti sul via libera richiesto, convinti di aver rispettato alla lettera la sentenza del 2023. Ottimismo che dovrà reggere alla prova del centrodestra, sempre di manica larga quando si tratta delle prerogative che servono a scudare o tenere a riparo parlamentari e ministri da inchieste che li riguardano anche solo indirettamente. 

 

ROBERTO PELLICANO

Nel novembre ’25 viene sequestrato il cellulare di Sala per l’analisi attraverso decine di parole chiave inerenti l’inchiesta sul risiko bancario. Successivamente vengono estratti tutti i contenuti. Sala però consegna ai pm una lista di 8 o 9 tra ministri, senatori e deputati.

 

Accanto ad alcuni di questi nomi associa dei numeri di telefono. L’avvertimento è chiaro: c’è il rischio di violare le prerogative parlamentari andando incontro all’annullamento degli atti fin qui disposti. 

 

Tra i nomi evocati da Sala, quello del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il suo sottosegretario (sempre Lega) Federico Freni, il viceministro meloniano Maurizio Leo, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il suo vice Edoardo Rixi.

 

marcello sala

A questo punto partono le verifiche dei pm e il listone Sala viene confrontato con la copia forense. Emergono corrispondenze, subito stralciate nella consapevolezza che si possa trattare delle comunicazioni con i politici a cui fa riferimento Sala. 

 

Da qui la richiesta di autorizzazione preventiva arrivata sul tavolo dei presidenti di Camera e Senato il 30 aprile. Da ieri è a disposizione dei parlamentari membri della giunta per le autorizzazioni a procedere dove il centrodestra prevale nei numeri: oggi il primo passaggio sugli aspetti procedurali, a partire dal coordinamento dei due organismi di Camera e Senato.

 

Se l’autorizzazione venisse negata, le chat non saranno acquisite né lette dai pm. Se l’autorizzazione viene negata quelle chat non saranno mai acquisite né lette dai pm. In questo caso però la politica dovrà motivare il no. 

 

MPS MEDIOBANCA

Lo scenario più gettonato, secondo le aspettative della Procura, è che la giunta possa dichiararsi incompetente consentendo l’analisi delle comunicazioni e l’acquisizione di quelle in cui i parlamentari sono nominati da terzi. Servirà un’ulteriore autorizzazione nel caso di utilizzo contro gli eletti.

 

Se dovessero emergere reati ministeriali si procederà all’iscrizione nel registro degli indagati. Resta da capire, considerato che si tratta di una procedura senza grandi precedenti, con quale modalità il Parlamento dovrà rispondere ai magistrati e, prima ancora, di chi sia la competenza a decidere, se della giunta o anche dell’aula.

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