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DAGOREPORT – OCCHIO ELLY: TIRA UNA BRUTTA CORRENTE! A MILANO, LA FRONDA RIFORMISTA AFFILA LE LAME: SCARICA QUEL BUONO A NIENTE DI BONACCINI, FINITO APPESO AL NASO AD APRISCATOLE DELLA DUCETTA DEL NAZARENO – LA NUOVA CORRENTE RISPETTA IL TAFAZZISMO ETERNO DEL PD: LA SCELTA DI LORENZO GUERINI A CAPO DEL NUOVO CONTENITORE NON È STATA UNANIME (TRA I CONTRARI, PINA PICIERNO). MENTRE SALE DI TONO GIORGIO GORI, SOSTENUTO ANCHE DA BEPPE SALA – LA RESA DEI CONTI CON LA SINISTRATA ELLY UN ARRIVERÀ DOPO IL VOTO DELLE ULTIME TRE REGIONI, CHE IN CAMPANIA SI ANNUNCIA CRUCIALE DOPO CHE LA SCHLEIN HA CEDUTO A CONTE LA CANDIDATURA DI QUEL SENZAVOTI DI ROBERTO FICO - AD ALLARMARE SCHLEIN SI AGGIUNGE ANCHE UN SONDAGGIO INTERNO SECONDO CUI, IN CASO DI PRIMARIE PER IL CANDIDATO PREMIER, CONTE AVREBBE LA MEGLIO…

DAGOREPORT

ELLY SCHLEIN E STEFANO BONACCINI

 

Chi è il più riformista del reame in quel gran covo di vipere chiamato Pd? Stefano Bonaccini, presidente del partito e a capo della corrente “Energia popolare”, è stato processato e condannato senza appello dai partecipanti di una nuova corrente riformista riunitosi ieri a Milano, che ha visto in prima fila Lorenzo Guerini, Giorgio Gori e Graziano Delrio. 

 

L’ex governatore dell’Emilia Romagna, accusato di essersi aggrappato all’eskimo di Elly Schlein, ha reagito con un’alzata di spalle e un post social tra l’ironico e lo sprezzante: «Giuro che nessuno delle tante persone che ho incontrato nei bar e al mercato di Piove di Sacco mi ha chiesto quanto io sia riformista». Tradotto: Bonaccini resta con il suo ruolo di presidente di Energia popolare, ma deve lasciare spazio al coordinatore della corrente, il senatore Alessandro Alfieri, fedele luogotenente di lorenzo Guerini.

 

LORENZO GUERINI

Nel frattempo la fronda degli “scissionisti” riformisti affila le lame (si fa per dire), affidandosi sempre al solito Guerini, che già aveva dato prova di inettitudine alla guida della fu “Base Riformista” e ora gli affidano ancora il compito di arginare la deriva di un partito che   La signorina con tre passaporto e una fidanzata ha trasformato in un incrocio tra un centro sociale e un meetup grillino (spazi già ben occupati da M5S e Avs), anziché rivendicare il Pd, come partito riformista.

 

Ma anche sul nome di Guerini come “capobanda” non c’è stata l’unanimità all’interno della nuova corrente. E tra chi non ha appoggiato la sua scelta c’è la vispa Pina Picierno.  Tra i promotori della nuova corrente, si registra l’ascesa della silhouette di Giorgio Gori, che è molto netto sulla strada da prendere: “Il Pd è troppo sbilanciato a sinistra . Mi pare un posizionamento cercato, perfino teorizzato nel suo radicalismo.

 

carlo calenda paolo gentiloni pina picierno

Ma che ha l’effetto di allontanare il Pd dal centro della società, da mondi che di per sé non sono di sinistra o di destra, fatti di persone che desiderano un minimo di sicurezza economica e un futuro per i figli. Dobbiamo rivolgerci anche a loro, contendendoli al centrodestra e all’astensione. Non possiamo accontentarci del 21 o 22 per cento”.

 

Ad appoggiare Gori c’è anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha fatto capolino alla riunione meneghina anti-Elly per un saluto ed è rimasto per due ore ad ascoltare gli interventi. A benedire la mossa dei “dissidenti” è arrivato anche un messaggio di Romano Prodi, che ha subito messo in guardia: “La nuova formazione non può e non deve essere la riedizione della Margherita all’interno del Pd”.

 

giorgio gori elly schlein

Ma tutte queste sono solo mosse preparatorie in vista della resa dei conti che avverrà dopo l’ultima tornata di elezioni Regionali del 23 e del 24 novembre. Appuntamento che sarà più che mai cruciale, visto che in Campania la situazione si è complicata non poco grazie al nome del candidato del campolargo, il grillino disoccupato roberto Fico. Che rappresenta quanto sia di cartapesta la leadership della segretaria del Pd: per fregarla basta un abile avvocato di provincia come Conte. 

 

Il centrodestra, con il viceministro meloniano Cirielli in campo, crede nella rimonta e il forzista Martusciello sventola sondaggi che danno i due candidati divisi da soli tre punti. Numeri a parte, resta il dato che la premiata ditta Schlein & Conte ha scelto il cavallo sbagliato e ora deve sperare che il tanto vituperato “cacicco” Vincenzo De Luca dia una mano decisiva per portare a casa il risultato.

 

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

E non a caso Fico, dopo aver annunciato la linea durissima sulle “liste pulite”, facendo imbufalire il governatore uscente e causando un esodo di una manciata di amministratori deluchiani verso il centrodestra, ha abbassato di molti i suoi “standard” per la scrematura etica dei candidati. 

 

Ad allarmare la segretaria con tre passaporti e una fidanzata non è sono la partita in Campania e i “sommovimenti” riformisti nel suo partito. All’interno del Pd circolano rilevazioni interne secondo cui, in caso di primarie di coalizione per scegliere il candidato premier, Peppiniello Appulo avrebbe la meglio su Elly…

 

GORI: “PD TROPPO A SINISTRA, ORA SI ALLARGHI IL CONSENSO”

Estratto dell’articolo di Francesca Schianchi per “La Stampa”

 

giorgio gori al parlamento europeo

All’indomani dell’iniziativa organizzata a Milano dai riformisti del Pd, Giorgio Gori, uno dei promotori, fa un bilancio positivo: «Abbiamo voluto dare voce a un’area di pensiero che è stata troppo silenziosa in questi anni. Per dare un contributo al partito e allargarne il consenso, a partire da una connessione più stretta con le forze produttive».

 

La segretaria Schlein non è abbastanza connessa con quei mondi?

«Credo conti la visione, oltre ai rapporti, e quella che abbiamo voluto proporre a Milano pone in primo piano la questione della crescita. Perché senza crescita non solo non c’è prosperità, ma non c’è possibilità di redistribuzione e sostenibilità del welfare».

 

[…]

 

ELLY SCHLEIN SBIRCIA NEL TELEFONO DI GIUSEPPE CONTE

Per andare al cuore della vostra critica: trova il Pd troppo sbilanciato a sinistra?

«Sinceramente, sì. Mi pare un posizionamento cercato, perfino teorizzato nel suo radicalismo. Ma che ha l’effetto di allontanare il Pd dal centro della società, da mondi che di per sé non sono di sinistra o di destra, fatti di persone che desiderano un minimo di sicurezza economica e un futuro per i figli. Dobbiamo rivolgerci anche a loro, contendendoli al centrodestra e all’astensione. Non possiamo accontentarci del 21 o 22 per cento».

 

Quando è stata eletta la segretaria però i sondaggi vi davano al 14.

«Quando è stata eletta, il Pd era allo sbando. Le riconosco d’essere riuscita a portare freschezza nel partito e ad avvicinare nuovi elettori, soprattutto tra i giovani. In compenso, mi pare che rischiamo di perdere altri pezzi».

 

alessandro onorato progetto civico italia

È d’accordo con Arturo Parisi quando parla di «deriva estremista» del Pd?

«Arturo ha il privilegio di poter parlare con grande libertà. Devo però dire che mi sono ritrovato in alcune sue osservazioni».

 

C’è chi vede un bilanciamento al centro in iniziative come quella degli amministratori di Alessandro Onorato.

«Guardo con rispetto a tutte le iniziative. Sono però convinto che il riformismo non debba essere esternalizzato. Se qualcuno pensa al Pd come a un partito di sinistra-sinistra, mentre il lavoro verso il centro lo fanno altri, io non sono affatto d’accordo».

 

Con questa iniziativa avete preso una strada diversa rispetto a Stefano Bonaccini, fino a qui riferimento della minoranza interna. Chi sarà la guida della vostra area?

GIORGIO GORI

«Stefano sta facendo un ottimo lavoro come presidente del partito, con grande generosità. Qui però si tratta di far vivere la minoranza, il cui ruolo non è convenire su tutto, ma arricchire il profilo del partito con idee e proposte. Il confronto ci rafforza. Come ci rafforza il fatto di essere un gruppo, e non l’iniziativa di un singolo».

 

[…]

 

Chiedete un congresso?

«Il congresso si farà quando è previsto che si faccia. Ma ci sono altre sedi dove si può discutere. L’obiettivo, per il Pd in prima battuta e poi con le altre forze di opposizione, dev’essere quello di costruire una credibile alternativa di governo a Meloni. Oggi non mi sembra che sia ancora così».

 

Sostiene il progetto del campo largo?

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE A FIRENZE

«Elly Schlein ha fatto un grande lavoro per unire le opposizioni. Questo è importante ma non sufficiente. Serve un progetto comune, e ci sono alcuni importanti nodi da sciogliere. Se a Bruxelles i colleghi Cinque stelle votano sistematicamente in modo diverso da noi - dall’Ucraina alla difesa europea - c’è un problema».

 

E qual è la soluzione?

«Sono per un’alleanza la più larga possibile, nella chiarezza. Su alcune cose la si può pensare in modo diverso, non su altre, tra cui la politica estera. E gioverebbe un Pd trainante, più forte di oggi. Anche nel centrodestra ci sono divergenze molto marcate, ma la forza elettorale di FdI lo stabilizza: tutti sanno che capotavola è dove siede Meloni» […]

 

I "FERROVIERI" DEL PD. NASCE LA CORRENTE RIFORMISTA DI GUERINI, GORI, DELRIO

Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso  per “Il Foglio”

    

guerini schlein conte

Il riformismo ha fischiato. Finalmente sanno chi sono e dove vogliono andare. Sono la minoranza di Elly Schlein. E’ nata la corrente dei Ferrovieri dem e il biglietto lo oblitera Romano Prodi che gli augura “buon viaggio”.

 

I riformisti del Pd sono saliti sulla locomotiva e hanno trovato la loro capotreno. E’ Pina Picierno, […] che infiamma Milano perché “ci vuole tigna”; “se un alleato si astiene di fronte alle dittature non è un alleato”; “il pacifismo non può essere imbelle altrimenti è solo colluso con i violenti”.

 

Dice Lorenzo Guerini: “Siamo pronti al Congresso Pd. Non si può solo parlare alle curve e dimenticare lo stadio, il resto del paese”. […]

 

pina picierno (2)

Sandra Zampa, la voce di Prodi, abbocca il risotto, Guerini, il Cautissimo, si ripassa l’intervento e Giorgio Gori dirige lo spettacolo sulle note di Revolution dei Beatles. Che ci voleva! Diranno è la scissione di Energia Popolare, la corrente di Bonaccini, chiamato “Il Bona” (ma è ancora presidente Pd?) ed è vero.

 

Ma ben venga se la scissione ha il tono di Lia Quartapelle che ai Bagni Misteriosi, del Teatro Franco Parenti, saluta, introduce, sempre vicino al suo Claudio Martelli, l’uomo tutto di Bettino Craxi, il socialista di lettura e di esteri dicendo: “Siamo preoccupati per questo Pd”.

 

romano prodi a piazzapulita 6

Si sono tolti la puzza sotto il naso e Filippo Sensi si fa toccare come un vecchio amico, il compagno di liceo, l’intelligente che studiava al posto nostro e ci passava i compiti per non lasciarci indietro. Lo fermiamo e ci promette che il riformismo oggi passa da Milano ma domani arriva pure a Enna e “lo portiamo anche a casa di Peppe Provenzano”.

 

Li troviamo seduti al tavolo di questa trattoria, l’Osteria del Treno, olio e pane. Sono Delrio, Guerini, Simona Malpezzi, Gori, Zampa (la voce di Prodi) Walter Verini, il pugno e la carezza del Pd. C’è anche Marianna Madia che finalmente può dire, senza doversi nascondere, “bisogna convocare le segreterie del Pd”.

 

STEFANO BONACCINI - ELLY SCHLEIN - EUGENIO GIANI

Guerini che è sempre misurato, “non fatemi parlare”,  su un palchetto  scandisce: “Non mi preoccupa la radicalizzazione, mi interessa soltanto sapere se la direzione è giusta”. Peccato che non ci sia Elly Schlein, ma la evocano tutti e, sia chiaro, con rispetto. […]

 

L’evento ha come titolo “Crescere” ed è uno slogan formidabile. Il giovane Ernic Pellegrinotti racconta che “sono qui per crescere” e ci spedisce sul telefono il suo appello al Pd: “Voglio un partito che faccia meno voli pindarici”.

 

Arriva Beppe Sala che l’indagine ormai ha trasfigurato, senza sorriso, e ascolta le parole di Tito Boeri, di Malpezzi che vorrebbe tanto parlare di “felicità” e “abbandono scolastico”. Il mezzo miracolo lo compie Luca Stanzione, segretario della Cgil Milano, che conversa con la segretaria Cisl, Fumarola. Ragionano di lavoro, di legge sulla partecipazione e riescono a trovare intese.

 

[…]

LA GALASSIA DELLE CORRENTI DEL PD

 

Chiediamo scherzando “ma siete riformisti da salotto?” e ci rispondono alla Jannacci “al salotto e al cine vacci tu”. Guerini riesce perfino a riconoscere a Schlein che “unire è necessario” ma non “è sufficiente”. Sono diversi da Giuseppe Conte. Perché nascondersi? Pensa l’ex ministro della Difesa che “non siamo il partito dei leader” e non ci può “essere ambiguità sull’Ucraina”, “si deve arrivare alla pace ma non può essere la resa dell’Ucraina”. […]

 

 Guerini mette il carbone ma è Picierno l’anti Schlein. Perdente? Probabile, ma Meloni ha costruito una fortuna sul perdere. E’ Picierno a replicare all’accusa di Bonaccini, “riformisti da salotto”, è Picierno a rispondere: “Qui ci sono donne che si sono sporcate le scarpe, si sono fatte le ossa nella provincia più sperduta d’Italia” e “l’unità del Pd non può essere usata come clava”.  […]

 

 

 

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