giorgia meloni kirk renzi salvini tajani

DAGOREPORT - LA STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE DI GIORGIA MELONI: PER LA DESTRA DE’ NOANTRI, IL DELITTO KIRK NON È UNA STORIA AMERICANA DEFLAGRATA ALL’INTERNO DEL MONDO DEI “MAGA” TRUMPIANI. NO, È ROBA DA BRIGATE ROSSE IN VIAGGIO PREMIO NEGLI USA - ECCO: IL CADAVERE DI UN ATTIVISTA DI UN PAESE DOVE LE ARMI LE COMPRI DAL TABACCAIO È GIUNTO AL MOMENTO GIUSTO PER ESSERE SFACCIATAMENTE STRUMENTALIZZATO AD ARTE DALLA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI, COPRENDO CON DICHIARAZIONI FUORI DI SENNO LE PROPRIE DIFFICOLTÀ - CHE LA DESTRA DI GOVERNO SIA IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE, INQUIETA (EUFEMISMO) PER L’ESITO DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, IL CUI VOTO SARÀ DIRIMENTE IN VISTA DELLE POLITICHE 2027, ALLE PRESE CON UN PAESE CHE SENZA LA FORTUNA DEI 200 MILIARDI DEL PNRR SAREBBE IN RECESSIONE COME LA FRANCIA E LA GERMANIA, NE È CONSAPEVOLE LO STESSO ESECUTIVO, IN PIENO AFFANNO PER TROVARE LE RISORSE NECESSARIE ALLA FINANZIARIA DI FINE D’ANNO - RENZI: “LA PREMIER SEMINA ZIZZANIA E CREA TENSIONE PER EVITARE DI PARLARE DI STIPENDI E SICUREZZA. MA SOPRATTUTTO PER EVITARE CHE NASCA UN VERO MOVIMENTO A DESTRA. OCCHIO: SE VANNACCI FA COME FARAGE, LA MELONI VA A CASA. LA POLITICA È PIÙ SEMPLICE DI QUELLO CHE SI CREDA. GIORGIA MELONI ALIMENTA LA PAURA PERCHÉ LEI HA PAURA…” - VIDEO

 

 

Dal profilo “X” di Matteo Renzi  

charlie kirk

La strategia di Meloni sul caso Kirk è chiara. La Premier alimenta l’odio, semina zizzania e crea tensione per evitare di parlare di stipendi e sicurezza. Ma soprattutto per evitare che nasca un vero movimento a destra, che le faccia concorrenza. Occhio: se Vannacci fa come Farage, la Meloni va a casa. Come il suo amico Sunak in UK. La politica è più semplice di quello che si creda… Meloni alimenta la paura perché lei ha paura. 

 

DAGOREPORT  

charlie kirk

Viviamo in un’Italia da “anni di piombo”, tra bandiere rosse e P38, attentati di Brigate Rosse e stragi di Stato, cariche di poliziotti e guerriglia giovanile a colpi di molotov, Moro tra errore e terrore?  

 

Acqua passata da ormai mezzo secolo. Viviamo nell'epoca di Internet e Silicon Valley, di Putin e di Trump, in cui, come scriveva Baudelaire, le cose non deformate non hanno volto. E l’attuale disordine mondiale è lo specchio deformante di questa realtà.  

 

giorgia meloni alla convention di vox

Uno spazio di sovrabbondante, di falsificazione e simulazione, cui basta strumentalizzare l’assassinio di Charlie Kirk per approfittare dei soliti idioti digitali armati di meme (la foto dell’attivista trumpiano a testa in giù, con la scritta "- 1"), e mettere su una campagna di propaganda contro l’avversario politico. Oppure attaccarsi ai post quanto meno incauti di Piergiorgio Odifreddi e di Roberto Saviano. 

 

Del resto, sfruttate l’emozione, al fine di provocare un corto circuito su un’analisi razionale e manipolare il senso critico del cittadino, introducendo paure e timori, è una tecnica antica quanto la politica. Già Silvio Berlusconi, al cospetto di un democristiano laureato come Romano Prodi, allarmava gli italiani annunciando che erano ritornati i “comunisti che mangiano bambini”, come ai tempi di Baffone Stalin. 

 

elly schlein cernobbio forum ambrosetti

Con il secondo mandato di Trump, la mistificazione via social ha toccato il climax. ‘’L’elemento primordiale del controllo sociale”, scrive Noam Chomsky, “è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti”. 

 

La "strategia della distrazione" è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi ai veri problemi reali ed essenziali, deviandola su temi e fatti senza vera importanza, oppure, come il caso dell’omicidio Kirk, che appartiene a un universo di violenza dove l’omicidio politico ha lunga storia e sanguinosa tradizione, da Abramo Lincoln a John e Robert Kennedy, fino a Martin Luther King (gli americani, nel corso della loro storia, di presidente ne hanno ammazzati quattro). 

giorgia meloni alla convention di vox

 

La sinistra italiana avrà tante egolatriche deficienze e falle mentali ma dalla fine degli anni Settanta in poi è del tutto estranea all’equazione “sinistra uguale odio e violenza”.

 

A protestare contro i salari bassissimi e un carrello della spesa sempre più ingrato, non ci sono nemmeno più i sindacati di una volta, quelli dei Lama e Trentin. Almeno loro, con le manifestazioni di massa, avrebbero dato fastidio al “manovratore” di Palazzo Chigi che gode della cecità e dell'opportunismo di gran parte dei media.  

 

Evidentemente non basta. Alla festa romana dell’Udc, sfoggiando incongruenti toni da “emergenza democratica” in Italia, il vittimismo chiagne e fotti di Giorgia Meloni è arrivata a superare le macchiette di Crozza: “È arrivato il momento di chiedere conto alla sinistra italiana di questo giustificazionismo? Dobbiamo immaginare pene inferiori per chi spara a un esponente di destra?”.  

meloni salvini tajani

 

Ieri, durante la convention dell'ultradestra spagnola di Vox, in corso a Madrid, dimenticando di essere la prima inquilina di Palazzo Chigi baciata dal 30% di consensi nazionali, la Statista di Colle Oppio è ritornata sul caso Kirk con accenti da martire della Fiamma, che vive ostaggio dell’odio e della violenza della sinistra:  

 

“Voglio rendere omaggio a un giovane coraggioso. Il suo sacrificio - è stata la premessa da Agnus Dei con gli occhioni rivolti al cielo - ci ha ricordato un'altra volta da che lato stanno la violenza e l'intolleranza”.  

 

Per poi aggiungere una tanica di benzina al suo più bieco opportunismo: “Voglio dire alto e chiaro a tutti quegli odiatori ed estremisti nascosti per strada, e a quei falsi maestri in giacca e cravatta nascosti nei salotti, che non cadremo nella loro trappola, di chi vuole trascinare le nostre nazioni in una spirale di violenza’’. 

 

la risata di giorgia meloni davanti a donald trump 3

Per la destra de’ noantri, il delitto Kirk non è una storia americana dai contorni ancora ambigui, deflagrata all’interno del discordante mondo dei “Maga” trumpiani.

 

No, è roba da Brigate Rosse in viaggio premio negli Stati Uniti. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha accusato le opposizioni di alimentare l'odio arrivando a paragonarle alle Brigate Rosse.  

 

“Ho pianto", ci fa sapere dalle colonne del “Corriere” un Salvini in pieno strazio: “Questo può essere un episodio che cambia la storia, come ha detto la vedova di Charlie Kirk”. 

 

A sconvolgere l’animo delicato e nobile di colui che s’inventò la “Bestia” di Morisi e chiedeva “i pieni poteri” spiaggiato al Papeete, è stato "il fiume di rabbia e cattiveria non più nascosta" emersa con l'orribile omicidio di un trentenne più trumpiano di Trump, legatissimo al figlio del presidente americano, Eric, e a Jd Vance, protagonista di un podcast ad altissimo ascolto, dove i politici si mettevano in fila per essere intervistati. 

 

"Non voglio dire che sia tutta la sinistra, ovunque ci possono essere persone poco equilibrate. Ma è la prima volta che si tocca con mano un odio e una soddisfazione per la morte di un giovane padre, da anni bui", ha aggiunto Salvini, posando l’ennesimo bicchiere di mojito. 

 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

Persino quel pesce bollito di Tajani s’infiamma, passando dalla strategia della distrazione di massa direttamente all’’’offesa di massa”: “Ci sono in Italia troppi cattivi maestri che usano un linguaggio violento nei confronti degli avversari politici. Basta con questo linguaggio violento si sta trasformando la politica in una caccia all’avversario. Non possiamo tacere perché la situazione sta peggiorando”. 

 

Che la destra di governo sia, pancia a terra, in piena campagna elettorale, inquieta (eufemismo) come non mai per l’esito delle Regionali d’autunno, il cui voto sarà dirimente in vista delle politiche del 2027, alle prese con un paese che senza la fortuna ricevuta dai 200 miliardi del Pnrr sarebbe in recessione come la Francia e la Germania, ne è consapevole lo stesso esecutivo, in pieno affanno per trovare le risorse necessarie alla finanziaria di fine d’anno. 

matteo renzi cernobbio forum ambrosetti

 

Ecco: il cadavere di un attivista di un paese dove le armi le compri dal tabaccaio è giunto al momento giusto per essere sfacciatamente strumentalizzato ad arte dalla propaganda di Palazzo Chigi, coprendo con dichiarazione fuori di senno le proprie difficoltà domestiche. 

giorgia meloni alla convention di voxpiergiorgio odifreddi joseph ratzingergiorgia meloni alla convention di voxGIORGIA MELONI ALLA FESTA DELL UDC

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...