I DOSSIER, L’ARMA PIÙ POTENTE – SECONDO LA PROCURA DI ROMA, CHE INDAGA SULLA SQUADRA FIORE E SULLA GESTIONE OPACA DEI FONDI RISERVATI DEI SERVIZI SEGRETI, I RAPPORTI “RACCOLTI ABUSIVAMENTE SONO STATI DIFFUSI SOTTO FORMA DI NOTIZIE GIORNALISTICHE PER INFLUENZARE SETTORI DELLA POLITICA E DELL’IMPRENDITORIA” E VEICOLATI ATTRAVERSO SITI WEB E BLOG – I COSIDDETTI “NERI”, GUIDATI DALL’EX NUMERO DUE DELL’AISI E DEL DIS, GIUSEPPE DEL DEO, AGIVANO ALL’INTERNO DEI SERVIZI “UTILIZZANDO LE BANCHE DATI PER FINI NON ISTITUZIONALI” – LE INTERCETTAZIONI TRA L’EX FINANZIERE ROSARIO BONOMO, DELLA SQUADRA FIORE, E MONICA MACCHIONI, DIRETTRICE DEL BLOG “IL GRAFFIO”: “DOVE TE LI DEVO MANNÀ I SOLDI PER COMPRÀ 'STA ROBACCIA?”. “AL SOLITO POSTO, SULLA POSTEPAY” – SOTTO LA LENTE DEGLI INQUIRENTI ANCHE IL SITO “SASSATE” DI GUIDO PAGLIA (NON INDAGATO), EX FONDATORE DI AVANGUARDIA NAZIONALE…
Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”
Una grande mole di informazioni. Notizie segretissime. Utilizzate per colpire l’avversario, indebolire i nemici, condizionare settori cruciali della vita del paese.
Nell’inchiesta della procura di Roma sulla gestione opaca dei fondi riservati dei servizi segreti e sulla squadra Fiore, descritta come la centrale di dossieraggio rivale dell’Equalize di Milano, c’è anche questo.
L’ipotesi che report e rapporti, spesso estrapolati da banche dati protette, possano essere stati veicolati dagli infedeli delle agenzie di intelligence attraverso siti web e blog. L’informazione al servizio di secondi fini e rese dei conti.
[…]
Ora, i cosiddetti «neri» – scrivono gli inquirenti riferendosi all’entourage dell’ex numero due dell’Aisi e del Dis, l’indagato Giuseppe Del Deo – agivano all’interno dei servizi segreti «utilizzando le banche dati per fini non istituzionali».
E, in riferimento alla squadra Fiore, di cui Del Deo si sarebbe «avvalso», un comunicato dei carabinieri del Ros di Roma specifica che l’«interesse» della presunta centrale sarebbe stato anche quello di «influenzare settori della politica e dell’imprenditoria», facendo circolare «informazioni abusivamente raccolte, nascoste sotto forma di notizie giornalistiche».
Tradotto: se da un lato i pm di piazzale Clodio sono sulle tracce della «cricca» di Del Deo, pure accusato di accesso abusivo a sistema informatico, dall’altro si chiedono quali sono le testate sulle quali, in base all’ipotesi al vaglio, possano essere state veicolate “notizie” per colpire competitor e altri soggetti da parte del gruppo interno all’intelligence e, ancora, della squadra Fiore.
In base a quanto appreso da Domani, un faro da parte di chi investiga sarebbe stato acceso anche sui progetti editoriali di Monica Macchioni, la giornalista e pr, direttrice responsabile del sito Il Graffio, che nel 2023 era finita sulle cronache per i suoi debiti: come raccontato dal Fatto quotidiano, suoi ex collaboratori si erano rivolti al tribunale per ottenere stipendi mai pagati per 13mila euro.
Poi, più di recente, si è tornato a parlare della professionista, una volta che ha dato la notizia di essere stata spiata. «Monica Macchioni – scrive in terza persona in un suo editoriale – martedì 29 aprile alle 13.22 riceve da Apple Alert un messaggio che segnala l’intrusione sul suo storico cellulare».
giuseppe del deo piazzapulita 7
«C’è forse un disegno in Italia per spiare i giornalisti scomodi?», continua la cronista facendo riferimento alla vicenda Paragon e allo spionaggio tramite il software israeliano Graphite contro il direttore di Fanpage Francesco Cancellato.
Perché Macchioni, in base a quanto dice, sarebbe stata spiata? Un giallo. […] Macchioni – regina della comunicazione politica nel berlusconismo, ma anche comunicatrice per l’associazione Oltre il sistema dell’ex pm Luca Palamara – è citata nelle carte dei carabinieri del Ros, confluite nel fascicolo, coordinato dall’aggiunto Stefano Pesci, sulla Fiore e i servizi.
SASSATE.IT - IL BLOG DI GUIDO PAGLIA
È dicembre del 2024 e di prima mattina Rosario Bonomo, già finanziere con incarichi svolti per la presidenza del Consiglio tra il 2011 e il 2015, chiama al telefono Macchioni. La conversazione tra la giornalista e l’ex della Guardia di finanza, indagato nell’inchiesta dei pm romani, viene intercettata.
«Pronto», risponde la cronica. «Postepay», dice subito, senza preamboli, Bonomo. «Postepay va bene», replica Macchioni. Il dialogo stringato è seguito, qualche minuto dopo, da una seconda telefonata. Anche questa telegrafica e criptica.
«Dove te li devo mannà i soldi per comprà 'sta robaccia?», chiede Bonomo. E Macchioni risponde: «Al solito posto, sulla Postepay se passano, va benissimo, poi dopo li prendevo...». Bonomo: «Allora io te li mando subito, in giornata… rispondigli e fa… la Postepay, non gli dire la PayPal eh! La Postepay…».
Perché Bonomo, che gli inquirenti collocano nella squadra Fiore, dice, dunque, di dover mandare dei soldi a Macchioni? Perché si conoscono? Nel loro rapporto ha un peso il ruolo di giornalista della donna?
MONICA MACCHIONI LUCA PALAMARA
Circostanze e fatti finiti sotto l’attenzione di chi indaga. Mentre l’inchiesta procede spedita, sul Graffio, il magazine online diretto da Macchioni, proliferano notizie e informazioni che spaziano dai temi della Difesa, passando per la politica, fino ai servizi segreti.
Il sito si era fatto notare pure per aver rivelato che a fine giugno dello scorso anno una barca, con a bordo il capo della Polizia Vittorio Pisani, ondeggiava al largo dell’isola di Ponza. Una giornata di relax in compagnia di amici, tra cui civil servant e dirigenti d’azienda.
Su un’altra imbarcazione, c’era invece il ministro della Difesa Guido Crosetto che stava trascorrendo un weekend sull’isola pontina. Pisani e Crosetto si sarebbero casualmente incrociati, cogliendo l’occasione per uno scambio di battute.
Il momento conviviale era stato raccontato dal Graffio, ma la notizia immediatamente rimossa perché avrebbe infastidito qualche politico di peso del governo. Contattata da questo giornale, Macchioni non ha risposto.
Sotto gli occhi degli inquirenti, come già raccontato da Domani, sarebbe finito anche il blog Sassate.it di Guido Paglia (non indagato), ex fondatore di Avanguardia nazionale con Stefano Delle Chiaie, l’uomo dei misteri d’Italia durante la stagione sanguinosa della strategia della tensione e, secondo gli atti dei processi sulla strage di Bologna, la fonte “Parodi” dei servizi segreti del Sid.
Spesso interprete del Crosetto-pensiero sulla Difesa e sull’intelligence, Paglia ha fatto sapere a questo giornale di «non aver mai conosciuto Del Deo» né membri della squadra Fiore.
Gli articoli di Sassate compaiono nelle carte degli inquirenti perché commentati da alcuni degli spioni di Equalize. In alcuni dei pezzi pubblicati sono presenti attacchi al capo maggiore dell’Esercito italiano, Carmine Masiello, sentito come testimone dai pm di Roma sulla vicenda dell’azienda abruzzese Tekné in cui era rimasto coinvolto un collaboratore del ministro della Difesa.
E poi, solo per citare un altro degli attacchi, quello a Lorenzo Mariani, condirettore generale di Leonardo dal 2023. È datato 2 ottobre 2024 l’articolo “Leonardo, la vanità di Mariani e la curiosa metamorfosi di un supermanager”.
In un passaggio si legge: «A nessuno può essere sfuggito l’attivismo di Mariani per sostenere il solito Masiello, in totale contrasto con ciò che pensava il ministro della Difesa». Infine, il blog è ricco di informazioni riguardanti i servizi.
Mentre i fari della procura di Roma non si spengono sulla squadra Fiore e sui servizi all’epoca della gestione di Del Deo, agli atti resta quanto scritto dagli inquirenti. «Influenzare la politica, influenzare l’imprenditoria», con «informazioni abusivamente raccolte, nascoste sotto forma di notizie giornalistiche», sarebbe stato lo scopo di chi ordiva trame e muoveva fili avvalendosi della collaborazione – consapevole o no – di uno e più soggetti.
giuseppe del deo
monica macchioni e augusto minzolini





