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DAGOREPORT - IL CONTESTO IN CUI È ESPLOSO LO SCONTRO-CON-SCAZZO TRA CARLO CALENDA, E L’AD DI ENEL, FLAVIO CATTANEO, HA COLPITO GLI HABITUÉ DEI PALAZZI ROMANI - IL DURO SCAMBIO NON È AVVENUTO IN UN TALK DE LA7, BENSÌ A UN GALLONATISSIMO CONVEGNO DI COLDIRETTI, LA FILO-GOVERNATIVA ASSOCIAZIONE CHE RAGGRUPPA 1,6 MILIONI DI IMPRENDITORI AGRICOLI (LA PRIMA USCITA PUBBLICA DI MELONI PREMIER FU A UN CONVEGNO COLDIRETTI) - L’INVITO AL CALENDA FURIOSO, DA MESI SMANIOSO DI ROMPERE LE OSSA A CATTANEO, È STATO “LETTO” NEI PALAZZI ROMANI COME UN SEGNO DI “DISTACCO” TRA LA STATISTA DELLA SGARBATELLA E L’AD DI ENEL, IL CUI MANDATO SCADE LA PROSSIMA PRIMAVERA DEL 2026 – E QUANDO IN UN SUCCESSIVO TWEET CALENDA COINVOLGE I GRAN MENTORI DELL'INARRESTABILE CARRIERA DI CATTANEO, LA RUSSA E SALVINI, SI ENTRA IN QUEL LUNGO E SOTTERRANEO CONFLITTO DI POTERE CHE FECE SBOTTARE ‘GNAZIO: “GIORGIA VUOLE CONTROLLARE TUTTO: PALAZZO CHIGI, IL SUO PARTITO, QUELLI DEGLI ALTRI, MA È IMPOSSIBILE’’ -  ORA IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE SUL CAPOCCIONE DI CATTANEO, OLTRE ALLA MANGANELLATA DI CALENDA, SIA ARRIVATO UNO SGRADITO OSPITE, UN NON IDENTIFICATO SPYWARE CHE L’HA SPIATO NOTTE E DÌ... - VIDEO - LA VIGNETTA ANTI-CALENDA DI "OSHO": "A PROPOSITO DE UTILI, VOLEMO PARLA' DELL'UTILITÀ DI AZIONE?"

 

DAGOREPORT

FLAVIO CATTANEO - FOTO LAPRESSE

Il contesto in cui è esploso lo scontro con scazzo tra il leader di Azione, Carlo Calenda, e l’Ad di Enel, Flavio Cattaneo, ha colpito l’attenzione di alcuni frequentatori di lunga data dei Palazzi del potere.

 

Infatti, il palcoscenico in cui è avvenuto lo scambio di colpi bassi (“Cattaneo lo pungi sul vivo facilmente. Con Enel distribuzione, pagata con le nostre bollette, non solo fa il 42% di utile come Hermès ma si prende pure il bonus”. La replica, secca: “Io ho da lavorare, ognuno ha da fare il suo. Vai a lavorare, lazzarone!”) non è il solito talk politico de La7.

 

ignazio la russa giorgia meloni

Tutto è avvenuto in quel gioiello dell’arte rinascimentale che è il Casino dell’Aurora Pallavicini, Palazzo Rospigliosi, a pochi passi dal Quirinale, dove martedì 14 e mercoledì 15 ottobre si è svolta la XXIII edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti.

 

CARLO CALENDA - FORUM COLDIRETTI

La più grande organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo (1,6 milioni di associati), guidata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha visto la presenza, tra gli altri, dei ministri Giorgetti, Crosetto, Foti, Lollobrigida, Schillaci, Fitto, Bernini; leader politici come Renzi e Calenda; gli imperituri ruderi di D’Alema, Tremonti, Violante, Minniti, Pecoraro Scanio; manager di aziende partecipate di Stato come Scannapieco, Descalzi, Cattaneo; l’astro non più nascente ma ben consolidato di Federico Vecchioni, presidente di Bonifiche Ferraresi.

 

Un parterre di ospiti che la dice lunga sul richiamo che rappresenta oggi il potere della Coldiretti in Italia. Non a caso la prima uscita pubblica di Giorgia Meloni incoronata premier fu appunto al convegno milanese dell’organizzazione di Prandini-Gesmundo. Come è altresì ben noto il rapporto che lega il ministro della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, alla Coldiretti.

flavio cattaneo salvini

 

 

Ciò che ha colpito i soliti “addetti ai livori” è stato l’inserimento nel panel di un convegno di una associazione filo-governativa come Coldiretti, e nello stesso giorno, di due tipini fumantini, come Cattaneo e Calenda.

 

Prandini e Gesmundo non possono non sapere che da mesi il leader di Azione ha messo nel suo mirino l’ad di Enel sulla questione, oggi diventata dirimente a causa dei dazi trumpiani, del costo dell’energia che non solo grava su ogni cittadino che non vuol tornare alle candele ma sta mettendo in pericolo i bilanci e l’occupazione di molte aziende italiane che stanno perdendo competitività sul mercato internazionale (in Germania l’energia costa la metà, in Spagna è un terzo delle bollette tricolori, in Francia hanno il nucleare).

 

Prandini, Meloni, Gesmundo e Lollobrigida

Non è qui il momento per sviscerare il perché e percome, a partire dalle accise di Stato che gravano sulle bollette (ricorderete la Meloni d’opposizione che prometteva ululando di togliere di mezzo le accise sulla benzina; sono tre anni che occupa Palazzo Chigi, e quelle accise non sono mai state cassate).

 

Bene, arriviamo al punto della questione: l’invito dei fratellini della Coldiretti di ospitare sul palco il Calenda furioso, smanioso di rompere le ossa a Cattaneo, è stato “letto” nei Palazzi romani come un segno di “distacco” tra la Statista della Sgarbatella e l’Ad dell’Enel, il cui mandato scade la prossima primavera del 2026.

MATTEO SALVINI IGNAZIO LA RUSSA

 

 

Altro inquietante tassello si aggiunge il giorno dopo il fattaccio. All’annuncio della querela ‘’per svariati milioni di euro" di Cattaneo, il “Churchill dei Parioli” è tornato all’attacco più furioso che pria: “Pensa di poter insultare un senatore perché chiede conto del perché i cittadini debbano pagare 3 miliardi in più di quanto pagano i francesi per i servizi di distribuzione”.

 

Ma sono le ultime righe del tweet di Carletto a colpire: “Ciò dimostra l’arroganza di molti manager pubblici che per ragioni varie considerano la politica al loro servizio. Forse anni di amicizia e frequentazione con La Russa e Salvini hanno prodotto in Cattaneo questa idea. Gliela faremo passare...". Bum!

 

FLAVIO CATTANEO

Calenda ha squadernato non a caso due nomi: il leader della Lega e il presidente del Senato, co-fondatore di Fratelli d’Italia con Meloni e Crosetto. Se Salvini, nella spartizione del potere, ha portato il nome di Cattaneo in quota Lega come Ceo di Enel (il “Capitone” aveva messo in campo Cattaneo persino come sindaco di Roma nel 2020, ma le sorelle Meloni avevano scelto l’insostenibile Enrico Michetti), La Russa è stato il gran mentore della sua fulminante carriera di manager.

 

ETTORE PRANDINI E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Nato a Rho in provincia di Milano nel 1963, grazie alla sua vicinanza a La Russa, Cattaneo ha traghettato in Borsa l'ente Fiera di Milano da sempre nell'orbita di Luigi Roth e di Cl (Comunione e Liberazione). Trafitto dalla sua abilità di manager, La Russa se lo porta a Roma, spingendo Berlusconi a nominarlo alla direzione generale della Rai nel 2003.

 

Da novembre 2005 fino a maggio 2014 viene collocato per 9 anni al vertice di Terna. Notato da Caltagirone, da dicembre 2014 è consigliere indipendente di Generali Assicurazioni. A febbraio 2015 viene nominato ad di Ntv, a capo dei treni alta velocità Italo. Basta appena un anno a Cattaneo per arrivare nel 2016 alla guida di Telecom.

luca cordero di montezemolo carlo calenda flavio cattaneo

 

 

Quando sollevò il suo ultimo trofeo, l’Enel, Stefano Cingolani sul “Foglio” si chiese: “Come si fa a mettere d’accordo Ignazio La Russa e Matteo Salvini, Mediobanca e Caltagirone, Montezemolo e Berlusconi, Milano e Roma, le relazioni amicali e il taglio delle teste, i salotti che contano e il duro lavoro?”.

 

Bella domanda! Il suo sbarco al vertice dell’Enel, in coppia con Scaroni, segnò infatti un sorprendente passo indietro della trionfante Giorgia Meloni, che avrebbe voluto Stefano Donnarumma, ma cedette alla fronda Salvini-Berlusconi-La Russa.

 

ignazio la russa daniela santanche

Un passo indietro, si narra, a cui Meloni fu costretta per difendere la scelta di Cingolani a Leonardo e la riconferma di Descalzi all’Eni e Del Fante a Poste. Come arrivò in buca la nomina di Cattaneo non deve essere mai stata del tutto digerita dalla suscettibilissima, e diffidente di tutto e di tutti, premier de’ noantri.

 

Infatti, da quando impose a una riluttante Meloni il seggio più alto di Palazzo Madama (che portò al penoso scazzo “Non sono ricattabile!” tra la sora Giorgia e Berlusconi, preannuncio dei fuorionda di Giambruno), ‘Gnazio si è trovato in più di un conflitto con l’ex “ragazzetta” di Colle Oppio da lui issata alla segreteria di Fratelli d’Italia.

 

flavio cattaneo tim

Ad esempio, non è un mistero che l’Underdog sarebbe stata ben felice di non avere più tra i piedi l’ingombro ministeriale di Daniela Santanché, difesa strenuamente dal sodale La Russa. Era il marzo del 2023, quando l’ex avvocato di Ligresti ghignò: “Giorgia vuole controllare tutto: Palazzo Chigi, il suo partito, quelli degli altri, ma è impossibile”.

 

Ora il destino cinico e baro vuole che sul palco filo-meloniano di Coldiretti, sia arrivata una manganellata sul capoccione di Cattaneo, che - ancora il destino cinico e baro – ha recentemente denunciato alla Polizia Postale di avere il suo cellulare con uno sgradito ospite, un non ancora identificato spyware che l’ha spiato notte e dì.

giorgia meloni guido crosetto ignazio la russa primo simbolo senza fiamma di fratelli d italia

 

Dove sta la verità su tale fattaccio, non lo sappiamo. Ciò che abbiamo sopra raccontato ed elencato sono mere “sensazioni” riguardo a un ipotetico scontro di potere all’interno del governo. Del resto, se Andreotti sibilava: ”A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”, Agatha Christie aggiungeva: "Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova…".

 

 

 

 

 

CATTANEO MONTEZEMOLOguido crosetto federico mollicone giorgia meloni ignazio la russa presentazione primo simbolo di fratelli d italia meloni la russameloni la russaFLAVIO CATTANEO LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO

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