VANNACCI, MA LI MORTACCI! I SONDAGGI CHE DANNO IL GENERALE AL 3,5-4% AGITANO IL CENTRODESTRA. I VOTI DELL’EX PARA’ DELLA FOLGORE SONO DECISIVI PER DETERMINARE L’ESITO DELLE ELEZIONI MA CI SONO DUE INSIDIE PER LA MELONI: LA PRIMA E’ LO SPOSTAMENTO A DESTRA DELL'ASSE DELLA COALIZIONE DI GOVERNO (COME CONCILIARE IN POLITICA ESTERA LE POSIZIONI DELL’UCRAINO FAZZOLARI CON IL FILO-PUTIN VANNACCI?) - LA SECONDA INSIDIA RIGUARDA IL SISTEMA DI PESI E CONTRAPPESI NEL CENTRODESTRA. PER SALVINI ACCETTARE IL RITORNO DI VANNACCI EQUIVALE A SUBIRE UNA FORMA DI ISTIGAZIONE AL SUICIDIO. SENZA TRASCURARE ANCHE FORZA ITALIA: IL NUOVO CORSO LIBERAL DI MARINA BERLUSCONI COME SI CONCILIA CON L’ULTRADESTRA VANNACCIANA?
Stefano Folli per "la Repubblica" - Estratti
Era prevedibile che il generale Vannacci facesse pesare il suo 3,5-4 per cento che i sondaggi gli attribuiscono. Senza aspettare di vedere affievolirsi l'onda favorevole che in questo momento sembra incoraggiarlo. Dunque il suo proporsi a Giorgia Meloni era da mettere in conto, benché sia singolare che lo scissionista di ieri diventi l'aspirante socio di oggi. Beninteso, il suo approccio contiene due insidie, per non dire due trappole.
La prima insidia è lo spostamento a destra dell'asse della coalizione di governo. La premier Meloni si è sforzata in questi anni, sia pure fra qualche contraddizione, di costruire il profilo di Fratelli d'Italia come partito conservatore inserito nella cornice europea: più vicino ai Popolari di quanto si ammetta sul piano ufficiale, ma ortodosso nella sua fedeltà alla tradizione euro-atlantica.
Nonostante Trump o forse proprio pensando al dopo-Trump. Tendere la mano a Vannacci e alle sue conclamate ambizioni vuol dire spostarsi ancora più a destra, fino ad ammiccare inevitabilmente ai tedeschi di Alternative o ai francesi lepenisti. E ancora, elemento da non sottovalutare, agli inglesi di Farage. Vuol dire imboccare la strada di un populismo di destra che rappresenta l'opposto della strada percorsa fin qui dalla presidente del Consiglio.
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
Senza contare l'aspetto forse più importante.
Vannacci è un fervente sostenitore delle tesi russe sull'Ucraina, per lui è opportuno che Zelensky ceda le armi. Il governo italiano, nonostante una Lega recalcitrante, ha invece sostenuto una linea coerente di sostegno a Kiev, al pari dell'Unione Europea.
Difficile immaginare che tutto venga buttato all'aria sotto la spinta di un partito del 4 per cento desideroso d'imprimere una svolta in senso filo-Putin alla nostra politica estera: oltretutto alla vigilia delle elezioni.
Una simile operazione, fosse pure solo adombrata, sarebbe un grave danno d'immagine e di sostanza per l'Italia. Non è strano che Vannacci la proponga, sarebbe sorprendente se qualcuno immaginasse di prenderla in considerazione. Ma per ora non risulta.
roberto vannacci a montecatini terme 2
La seconda insidia riguarda il sistema di pesi e contrappesi nel centrodestra. Il neo-partito, Futuro Nazionale, è nato da una costola della Lega salviniana, una forza che s'illudeva di occupare uno spazio "sovranista" alla destra di Fratelli d'Italia. Il piano è fallito, come è noto, e oggi i voti virtuali di Vannacci sono sottratti in larga misura proprio al Carroccio.
Il che pone Salvini in una posizione che dire scomoda è poco. Per l'antico "capitano" un po' in disarmo, accettare il ritorno di Vannacci equivale a subire una forma di istigazione al suicidio. Senza trascurare che anche Forza Italia, ossia il segmento "centrista" dell'alleanza di governo, non potrebbe far finta di nulla — da Taiani a Marina Berlusconi — di fronte al protagonismo vannacciano.
matteo salvini al padiglione russo alla biennale di venezia
Ora, è vero che le previsioni assegnano un ruolo decisivo a Futuro Nazionale per determinare l'esito delle elezioni. Come dire che senza il generale il centrodestra sarebbe a rischio di sconfitta. Ma la situazione è più complicata.
roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
marina berlusconi tajani
lo spettacolo di roberto vannacci a montecatini terme
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