“SE NON SARÀ ARTE MA PROPAGANDA PER L’INVASIONE RUSSA, ALLORA NON SOLO SI POTRÀ CRITICARE BUTTAFUOCO, MA ANCHE CHIEDERNE LE DIMISSIONI” - MASSIMO CACCIARI INTERVIENE SUL CASO BUTTAFUOCO CHE HA APERTO LE PORTE DELLA BIENNALE AD ARTISTI RUSSI NONOSTANTE LA CONTRARIETA’ DI MELONI E FAZZOLARI: "NELL’ARTE NON PUÒ ESSERCI CENSURA. SE IL GOVERNO NON E’ D’ACCORDO, AFFARI SUOI. CI MANCHEREBBE ALTRO CHE INTERVENGA IN MATERIE DEL GENERE. QUAL È IL MODELLO CHE HANNO IN TESTA I NOSTRI GOVERNANTI? QUELLO PER CUI ADESSO, SICCOME C’È LA GUERRA RUSSO-UCRAINA, DIVENTA DIFFICILE ORGANIZZARE UN CONVEGNO SU DOSTOEVSKIJ? QUESTA È UNA FOLLIA"
Dario Olivero per www.repubblica.it - Estratti
massimo cacciari a otto e mezzo 4
Prima la sintesi: «Se il governo non è d’accordo, affari suoi». Anche se non è proprio “affari” la parola che usa Massimo Cacciari, il senso è chiaro: «La Biennale di Venezia è una fondazione autonoma e decide la propria linea culturale. Ci mancherebbe altro che il governo intervenisse in materie del genere».
Quindi ha ragione il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ad aprire al ritorno degli artisti russi?
«Assolutamente sì, ha la mia piena solidarietà. Tuttavia…».
pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu
C’è un tuttavia?
«Quando gli artisti mostreranno i loro lavori, il governo, la presidente del Consiglio, tu, io, chiunque potrà giudicare le scelte che la Biennale ha fatto. Se non sarà arte ma propaganda per l’invasione russa, allora non solo si potrà criticare Buttafuoco, ma anche chiederne le dimissioni attraverso le regole previste dallo statuto della Biennale. Ma fino a quel momento le persone serie non giudicano sulla base di parametri ideologici o politici».
Perché il ministro della Cultura ha sentito il bisogno di sottolineare la contrarietà del governo se la Biennale è autonoma?
massimo cacciari in dolce compagnia
«Le chiedo: qual è il modello che hanno in testa i nostri governanti? Quello per cui era proibito suonare Beethoven durante la Prima guerra mondiale? Oppure quello per cui adesso, siccome c’è la guerra russo-ucraina, diventa difficile organizzare un convegno su Dostoevskij? Questa è una follia. E quindi, se Buttafuoco reagisce a questo andazzo demenziale, ha tutta la mia solidarietà.
Fa benissimo a invitare artisti russi, ucraini, iraniani, esattamente come inglesi, francesi o tedeschi. Perché la Biennale è questo. La missione delle istituzioni culturali, in momenti tragici come questi, è continuare a mantenere rapporti di dialogo e di confronto. Soprattutto tra le parti che oggi sono drammaticamente in guerra». (…)
La storia della Biennale è una storia di incontri tra Paesi in momenti storici complicati: fu un vero e proprio porto franco durante la Guerra fredda.
«Mi ricordo la Biennale del dissenso nel ’77. Nonostante le posizioni assurde del Pci, in cui io militavo, la rassegna portò a Venezia gli artisti che il regime sovietico perseguitava. La Biennale è sempre stata, anche durante l’epoca fascista, caratterizzata da un forte spirito critico. Tutte le manifestazioni di avanguardia sono passate da Venezia e la Biennale deve mantenere questa funzione».
È un modo di fare diplomazia?
«Non deve essere un lavoro sotterraneo: deve essere alla luce del sole. La Biennale è un’istituzione che deve documentare lo stato delle arti contemporanee in tutto il mondo». (…)
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
Giovanbattista fazzolari
massimo cacciari a otto e mezzo 2
