monica guerritore fiorella mannoia riformisti per il si

PER IL RUSH FINALE IL FRONTE DEL "NO" SCHIERA L’ESERCITO DEI “VOLTI NOTI” DELLO SCONFITTISMO DE’ SINISTRA, DALLE "PASIONARIE" ALLA CURCUMA MONICA GUERRITORE, FIORELLA MANNOIA E ANNA FOGLIETTA FINO A QUEL PREZZEMOLONE DI MAURIZIO DE GIOVANNI (MA LO SCRITTORE NON AVEVA ANNUNCIATO L'ADDIO AGLI IMPEGNI PUBBLICI IN POLEMICA CON CHI LO CHIAMAVA “TUTTOLOGO”?) – MA CI SONO ANCHE I RIFORMISTI ALLE VONGOLE CHE VOTERANNO SI’: DA PICIERNO A PISAPIA, DA GIACHETTI A ANDREA ROMANO, TUTTA GENTE CHE NON HA I VOTI NEANCHE DEI PARENTI…

Roberto Gressi per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

(...) il No schiera la cosiddetta società civile. Non è una gara con il fronte del Sì, il centrodestra si è sfilato, dicendo che affida la sua campagna elettorale solo al merito delle questioni in ballo. Giusto un accenno con Fausto Leali e il suo «A chi, sorriderò, se non a te». E Sal da Vinci ci ha tenuto a dire che Giorgia Meloni non gli ha chiesto di usare Per sempre sì , vincitrice a Sanremo, e che il voto è personale, o, come si diceva una volta, «segreto».

monica guerritore

 

 

(...)

E così oggi, a piazza del Popolo a Roma, a sostenere il fronte del No ci sarà un pacchetto di mischia mica male.

 

Abbandonata piazza San Giovanni, un po’ perché gigantesca, un po’ perché profanata anni fa da Beppe Grillo. Sul palco ci saranno Giovanni Bachelet, che guida il comitato, con Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Maurizio Acerbo di Rifondazione, tutta la Cgil di Maurizio Landini e l’immancabile Rosy Bindi.

 

Mica solo loro, però. Ci saranno le attrici Sonia Bergamasco e Monica Guerritore: «Dico no, vogliono sbarazzarsi dei contrappesi democratici»; l’ex magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, quello per capirci di Romanzo criminale , e la giornalista e blogger Paola Caridi. Tanto per iniziare canterà PiJi, al secolo Pierluigi Siciliani, e la sigla di chiusura sarà affidata alle note di Daniele Silvestri.

 

Ma poi, nel mezzo, ci saranno anche messaggi video di personaggi della cultura e dello spettacolo: Leo Gullotta, Lino Guanciale, Maurizio De Giovanni, Tommaso Montanari ed Elio Germano, che ha messo in rete una finta telefonata dove non fa che ripetere, no, no,no, noooo, rifacendosi un po’ a Gigi Proietti.

anna foglietta

 

Che poi uno dice: hai visto?

Stanno tutti insieme, altro che divisioni. Certo, ci sta pure la concorrenza, quella classica tra Schlein e Conte su chi si aggiudica l’eventuale vittoria del No, preludio indispensabile per decidere chi sarà a guidare lo schieramento alle elezioni politiche prossime venture. E allora Conte dà appuntamento per venerdì al palazzo dei Congressi, sempre a Roma.

 

E oltre Gustavo Zagrebelsky, Cafiero de Raho e Marco Travaglio avrà con lui ancora Elio Germano, Neri Marcorè, Francesco Paolantoni e Ficarra e Picone, che hanno pure fatto un video: «Votate no per una sana e robusta Costituzione, vogliono cambiare ben sette articoli, gli è scappata la mano». E c’è anche un appello di donne per il No: Fiorella Mannoia, Anna Foglietta, Francesca Archibugi, Dacia Maraini, Marisa Laurito, Francesca Comencini, Angela Finocchiaro e tante altre.

 

Una cartina di tornasole di cosa vuole davvero il Paese, è sicuro il centrosinistra. «Manca solo Pierino», sberleffa il centrodestra. Coraggio, ancora pochi giorni e poi è finita.

 

 

 

PISAPIA

Estratti da ilriformista.it

Succede, a poco a poco, che il Sì, compattato dalle forze di governo, tacita anche antiche riserve sul garantismo (dove era annidata una componente forcaiola).

 

MAURIZIO DE GIOVANNI

Mentre il No, compattato dall’asse di indirizzo delle opposizioni (diciamo PD-5 Stelle), vede formarsi quella componente che parla di sé come la “sinistra per il Sì”. Prima composta da minoranze moderate, da filo-centristi, da cespugli liberal-democratici. Adesso anche con dichiarazioni di esponenti di tradizione di sinistra senza aggettivi.

 

Scalpore, infatti, per le dichiarazioni di voto di Giuliano Pisapia. D’accordo: figlio di un avvocato e giurista che difendeva storicamente la causa della separazione delle carriere dei magistrati, e lui stesso coautore di una riforma della giustizia bipartisan scritta in Parlamento proprio con Carlo Nordio, autore della riforma oggetto di referendum. Ma, al tempo stesso, esponente di appartenenze della sinistra “pura” dell’emiciclo. Non c’è solo questa linea di coerenza.

 

Ci sono anche le argomentazioni dei titubanti. Prendo ad esempio il mio amico Guido Melis, storico delle istituzioni e già consigliere della Scuola Superiore della Magistratura. Soppesa, soppesa, si tormenta, ma alla fine approda al Sì.

 

Cosa significa questa divaricazione in un’area politica che o trova la sua composizione pragmatica (modello Manfredi), oppure diventa parte di antiche conflittualità ideologiche o personalistiche, che la condannano a perdere confronti elettorali ormai teatro più di voto militante che di voto di opinione?

RIFORMISTI PER IL SI

 

Credo che questo sarà l’interrogativo più fecondo che questa esperienza referendaria lascerà in eredità. Voglio dire – per arrivare a sintesi – che questo ridisegno del voto, tradotto nello scenario del dopo-referendum, potrebbe significare cose non così evidenti fino a pochi giorni fa.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...