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LA MELONI HA TARPATO LE ALI DEI “GABBIANI” – I “GIOVANI” DI FRATELLI D’ITALIA HANNO DEFINITIVAMENTE MESSO ALL’ANGOLO IL “PADRE NOBILE” RAMPELLI. UNA “ROTTAMAZIONE” NEI FATTI (LA MANCATA CANDIDATURA NEL LAZIO) MA ANCHE NEI SIMBOLI. LA PROVA? L’ANULARE SINISTRO DI CHIARA COLOSIMO: LA DEPUTATA MELONIANA SI ERA FATTA TATUARE NEL DITO UN GABBIANO, SIMBOLO DELLA CORRENTE DI RAMPELLI. OGGI, SULLO STESSO DITO, QUEL TATUAGGIO È STATO CAMUFFATO DA UN GHIRIGORO MAORI, CHE RENDE IRRICONOSCIBILE IL VOLATILE…

Estratto dell’articolo di Marianna Rizzini per “il Foglio”

 

GIORGIA MELONI E FABIO RAMPELLI

[…] Se Rampelli si è visto escludere per l’ennesima volta dal podio dei candidati, e se i meloniani ora plasticamente obliterano la prevalenza rampelliana che fu con Giovanni Donzelli, fedelissimo della premier nominato commissario a Roma, ai Gabbiani in generale tocca in sorte anche l’oblio iconografico sul dito di Chiara Colosimo, giovane deputata meloniana ed ex rampelliana, colei che all’anulare sinistro, in altri tempi, si era fatta tatuare proprio un gabbiano, e che invece oggi, sullo stesso dito, sfoggia un tatuaggio aggiuntivo che camuffa il precedente, sorta di ghirigoro maori che avviluppa il gabbiano fino a renderlo irriconoscibile.

 

chiara colosimo con il gabbiano tatuato sull anulare sinistro

E forse l’oblio del simbolo all’anulare in parte è anche letterario, ché oggi, in FdI, si fa sentire anche una lieve stanchezza verso il Tolkien guru e autore de “Il Signore degli Anelli”, romanzo di formazione dei Gabbiani d’antan.

 

Non bastasse, la pattuglia dei parlamentari rampelliani (Milani, Rampelli, Lavinia Mennuni, Andrea De Priamo, Federico Mollicone e Marco Scurria, anche cognato di Rampelli) si trova a dover fronteggiare in Parlamento l’esercito dei meloniani fino a poco tempo fa capeggiati dall’attuale ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (cognato anche lui, ma di Giorgia Meloni).

 

Un Lollobrigida che in pratica si trova dalla parte meloniana della storia, ma che in teoria è legato a Rampelli da eterno vincolo di riconoscenza, a partire dal lontano schiaffo dato dall’attuale vicepresidente della Camera, allora coordinatore regionale del partito finiano, a Checchino Proietti, storico autista e factotum di Gianfranco Fini, reo di non essersi speso per la candidatura di Lollobrigida in quel di Subiaco.

 

chiara colosimo e il tatuaggio che nasconde il gabbiano sull anulare sinistro

E se non c’è Rampelli, sulla graticola della giovanile esuberanza di mezza età che percorre FdI, ecco che ci finisce il presidente del Senato Ignazio La Russa, unico di recente a opporsi, invano, al ritiro dalla rosa dei papabili per la vicepresidenza del Csm di Giuseppe Valentino, finito nel mirino grillino in quanto indagato. […]

 

E insomma, sia come sia, ieri sera i rampelliani alzavano la testa. “Ho letto sui giornali di oggi titoli misteriosamente uguali che riguarderebbero un mio commissariamento a opera del Presidente nazionale di Fratelli d’Italia.

 

Tengo intanto a precisare che non ricopro ruoli commissariabili, quindi si è in presenza di titoli sicuramente a effetto ma del tutto infondati. Sono impegnato al fianco di Francesco Rocca per vincere le elezioni regionali con tutta la coalizione”, diceva Rampelli.

 

Mentre Milani annunciava di aver chiesto il reintegro: “E’ stato un fulmine a ciel sereno…ho chiesto, argomentando, alla presidente Meloni di ripensare alla sua decisione basata su false informazioni che le sono pervenute.

MASSIMO MILANI

 

Tutte totalmente infondate, chiedo di accertarle prima di assumere decisioni che possano avere forte impatto negativo nella maggioranza del partito romano. Se viceversa saranno confermate sarò io stesso a dimettermi”. E il sipario calava, in attesa della notte e del secondo atto.

 

 

 

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SI VOCIFERA DI UNO SCAMBIO DI MESSAGGI INFUOCATO TRA GIORGIA MELONI E FABIO RAMPELLI

 

 

 

 

 

 

 

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