olaf scholz mario draghi emmanuel macron

CANNONI PUNTATI SU MACRON – L’OFFERTA DEI TEDESCHI DI RHEINMETALL PER OTO MELARA NON È FINE A SE STESSA, MA È UN TASSELLO DI UNA STRATEGIA PIU AMPIA, CHE PREVEDE LA CREAZIONE DI UN ASSE ITALO-TEDESCO CHE ISOLI IL TOYBOY DELL’ELISEO. NON A CASO ANCHE FINCANTIERI STA PUNTANDO I SOTTOMARINI DI THYSSENKRUPP – L’OBIETTIVO È EVITARE CHE PARIGI CANNIBALIZZI L’INDUSTRIA ALTRUI, CON LA SCUSA DELLA RECIPROCITÀ DEGLI INVESTIMENTI, TENERE A FRENO L’EGO DI EMMANUEL E CAMBIARE GLI EQUILIBRI ALL’INTERNO DELL’UE

RHEINMETALL

LO SCOOP DI “REUTERS” SULL’OFFERTA DI RHEINMETALL PER OTO MELARA

https://www.reuters.com/markets/deals/exclusive-rheinmetall-makes-non-binding-offer-leonardos-oto-melara-unit-sources-2022-06-02/

 

DIFESA, ASSE ANTI MACRON FRA ROMA E BERLINO

Claudio Antonelli per “La Verità”

 

I tedeschi di Rheinmetall, colosso amministrato da Armin Papperger e celebre soprattutto per gli autoveicoli militari, hanno inviato ad Alessandro Profumo una lettera per l'acquisto del 49% di Oto Melara.

 

oto melara

L'azienda che è stata pomo della discordia tra Leonardo e l'ex numero uno di Fincantieri, Giuseppe Bono. La proposta non è vincolante, mette sul piatto tra i 190 e i 210 milioni e mira a una partnership di lungo periodo.

 

Dal punto di vista dell'integrazione e dell'indipendenza. Come si legge nella lettera in possesso da La Verità, il gruppo tedesco punta a porre al più presto Oto Melara sulle piattaforme ingegneristiche tedesche, ma al tempo stesso vuole lasciarla operare in autonomia perseguendo altre partite ed entrando in progetti trasversali. Inutile dire che dal punto di vista strategico l'obiettivo sia quello di entrare nel grande progetto del carro europeo.

Alessandro Profumo

 

Ancora più diretta è un'altra lettera spedita il 31 maggio ai ministri Lorenzo Guerini, Giancarlo Giorgetti e Daniele Franco. «Nella nostra visione», scrive Papperger, «il partenariato in questione porterà alla creazione di un centro di eccellenza nazionale nel settore terrestre, guidato e gestito dalla stessa Oto Melara che dovrà da subito focalizzarsi sul programma per il nuovo carro leggero (Infantry Fighting Vehicle) e sul futuro carro Ue (European Main Battle Tank)», si legge nella lettera.

 

CARRO ARMATO RHEINMETALL

«Nell'ambito di una costruttiva interazione con le istituzioni nazionali e con una totale apertura al coinvolgimento di ulteriori soggetti industriali interessati, credo fermamente», conclude Papperger, «che la proposta di investimento di Rheinmetall per Oto Melara sarà foriera di un rilevantissimo incremento delle nostre rispettive capacità tecnologiche, risultato in grado di elevare ulteriormente i rapporti strategici in essere tra Italia e Germania».

 

Il messaggio è chiaro e diretto a Fincantieri. Non abbiamo elementi per dire che la lettera sia stata condivisa in precedenza con i ministri, ma è certamente simbolo di una importante svolta strategica.

oto melara

 

L'offerta per Oto Melara non va intesa come un episodio, ma un tassello per la creazione dell'asse italo-tedesco. Certamente il ministro della Difesa ne è consapevole e le parole di Mario Draghi pronunciate all'ultimo Consiglio Ue puntavano proprio il dito sulla reciprocità degli investimenti militari. In chiaro Draghi citava gli Usa ma puntava il dito sulla Francia che mira a far crescere la Difesa comune ma a spese altrui. Profumo fino a poco tempo fa metteva in cima alla classifica degli acquirenti Knds, il gruppo nato nel 2015 dall'unione della francese Nexter e della tedesca Krauss Maffei Wegmann.

draghi scholz

 

Tra gli azionisti c'è lo Stato francese che su questi temi persegue le medesime dinamiche. Cannibalizzare l'industria altrui. Il messaggio arrivato in occasione dell'assemblea di riconferma di Profumo è abbastanza chiaro. Anche se l'offerta tedesca si dimostrerà inferiore, si valuta la strategia. E nella strategia è destinata a entrare Fincantieri. Da due punti di vista.

 

Il primo riguarda Oto Melara. Il gruppo guidato ora da Pierroberto Folgiero sembra disposto a fare sinergie. Potrebbe acquisire il 51% di Oto Melara oppure subentrare in Wass, l'altra azienda di cannoni che Leonardo ha messo in vendita. Non a caso, in entrambe le lettere, Rheinmetall si dice disposta ad avviare una trattativa e definire congiuntamente un possibile piano industriale. Anche questa proposta non arriva a freddo.

cannoni oto melara

 

Dietro, a quanto risulta alla Verità, c'è più di una interlocuzione politica. Da un lato i tedeschi entrano in Italia e dall'altro Fincantieri si troverebbe ad acquisire il 51% dei cantieri Tkms, Thyssenkrupp marine systems. La proprietà da tempo mira alla vendita.

Berlino non desidera l'ingresso dei concorrenti francesi, mentre vedrebbe di buon occhio l'arrivo di Fincantieri in partnership proprio con Rheinmetall.

i tank della rheinmetall 6

 

Per noi sarebbe l'occasione di ripartire dalla sberla ricevuta a Saint-Nazaire, quando Emmanuel Macron si rimangiò la parola e si riprese i cantieri Stx. Sarebbe l'occasione di porre le basi per una superiorità nel comparto dei sommergibili, ma anche delle future fregate europee. Il mandato a Profumo da questo punto di vista sembra adesso chiaro. Senza dimenticare che alla presidenza di Fincantieri è arrivato il generale Claudio Graziano direttamente dal Comitato militare dell'Ue e nessuno più di lui conosce le varie cancellerie.

 

knds

Certo, l'operazione nel suo complesso è solo all'inizio. E i francesi schiereranno le armi pesanti e tutto il sostegno dei politici italiani che si fregiano della Legion d'onore o che ambiscono a riceverla. Se l'operazione andasse in porto potremmo assistere a un importante cambio di passo. E, finalmente, a un contenimento francese. Le premesse ci sono. Lo scorso anno Thyssenkrupp ha ceduto Acciaierie speciali Terni all'italiana Arvedi. In quel caso a mediare per l'operazione fu proprio il governo.

 

siluro wass

I tedeschi volevano uscire, Roma non voleva l'ingresso cinese e si è trovato un interessante punto di caduta. Anche nelle missioni all'estero, da che a guidare la Difesa c'è Lorenzo Guerini, i rapporti con Berlino hanno fatto un salto di livello. Certo, nel Sahel con l'avanzata russa le cose sono peggiorate e l'avvio della Difesa Ue comporterà comunque l'amputazione di qualche pezzo di industria nostrana, ma un'asse italo-tedesco ci tutelerebbe molto di più.

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