ronald nancy reagan the reagans

EDONISMO REAGANIANO FOREVER - IL DOCUMENTARIO “THE REAGANS” RACCONTA GLI ANNI IN CUI ALLA CASA BIANCA REGNAVANO RONALD E SOPRATTUTTO NANCY: NEI TRIONFI DEL MARITO, IL CIUFFO COTONATO DELLA MOGLIE HA UN RUOLO DI PRIMO PIANO. È STATA LEI A COSTRUIRE LE VITTORIE IN CALIFORNIA E POI QUELLA ALLA CASA BIANCA – OGGI È TRA I PRESIDENTI PIÙ POPOLARI MA CI SONO MOLTE OMBRE, SOPRATTUTTO SULLA LINEA ECONOMICA, CHE AVVIO' LA DISTRUZIONE DELLA CLASSE MEDIA - VIDEO

 

 

the reagans

Antonio Monda per “la Repubblica”

 

Sin dalle prime immagini, il documentario The Reagans, realizzato da Matt Tyrnauer, mostra un approccio severamente critico: liberal convinto, l' autore ritiene che l' amministrazione Reagan abbia ricevuto un giudizio troppo benevolo, e che il suo modo di interpretare la presidenza sia stato il precursore dell' approccio tenuto in questi ultimi anni da Trump, con la differenza che «Reagan proveniva da Hollywood, mentre Trump dalla reality tv».

 

Autore di Where' s My Roy Cohn? , Tyrnauer finisce per cadere nella stessa sindrome che colpì Errol Morris quando intervistò Robert McNamara in Fog of War : nel corso della lavorazione, il giudizio negativo su Reagan si trasforma in una presa di posizione più sfumata e articolata, dove finiscono per imporsi numerosi elementi di ammirazione.

 

ronald reagan

Le prime immagini di questa eccellente docuserie in quattro parti targata Showtime mostrano le scarpe perfettamente lucidate di Reagan mentre prova un discorso televisivo. Si prepara da interprete consumato, e poi confida a un intervistatore: «Se non sei un buon attore, non puoi essere un buon politico».

 

Oggi Reagan è tra i presidenti più popolari degli Stati Uniti, a pari merito di Theodore Roosevelt e subito dopo Lincoln e Franklin Delano Roosevelt. Tyrnauer attribuisce questo successo all' indubbio talento di comunicatore, a un ottimo staff e al ruolo della seconda moglie Nancy: il documentario è focalizzato infatti sulla coppia, cercando di analizzare quanto sia stata importante l' influenza di lei, in particolare negli ultimi due anni di presidenza, quando affioravano sul marito i primi segni dell' Alzheimer.

 

ronald reagan con la prima moglie jane wyman

La serie parte dalla gioventù a Tampico, nell' Illinois, segnata dal trauma di avere un padre alcolizzato, quindi Hollywood, dove capisce di avere un talento limitato, ma intuisce le potenzialità politiche offerte dal mondo dello spettacolo.

 

Diventa il pupillo della gossip columnist Louella Parsons, sposa Jane Wyman, con la quale condivideva all' epoca simpatie liberal, ed entra nelle grazie del potentissimo Lew Wasserman, che lo spinge, una volta diventato capo del sindacato degli attori, a prestare il volto per filmati commerciali, trasformandolo in «una pubblicità vivente per l' America delle grandi aziende ».

nancy e ronald reagan

 

Riesce quindi a fargli capire che il suo talento non era sufficiente per diventare un grande attore, ma era formidabile per comunicare, anche in altri campi: Tyrnauer mostra il capolavoro retorico con cui, deponendo presso la Commissione per le attività antiamericane, Reagan riesce a non fare alcun nome ribadendo l' assoluta fiducia nei valori americani e nella lotta al comunismo.

 

Sono gli anni in cui divorzia da Jane Wyman e sposa la newyorkese Nancy Davis, figlia di un celebre neurochirurgo «affascinante, razzista e antisemita»: è con lei che aderisce al partito repubblicano, diventando un collaboratore dell' ultraconservatore Barry Goldwater.

jane wyman ronald reagan

 

Ed è con Nancy, la quale si avvaleva anche delle consulenze di astrologi, che costruisce la vittoria di due mandati come governatore della California, e la conquista della Casa Bianca, dove, nell' elezione della riconferma, arrivò a vincere 49 Stati a 1. Alcune delle immagini di repertorio hanno un grande valore storico, a cominciare dal discorso della prima inaugurazione, nella quale Reagan espresse la propria agenda politica ed economica: «Il governo non è la soluzione del problema: è il problema».

 

nancy e ronald reagan 2

Ci sono anche sequenze raggelanti, come quelle dei disoccupati nel momento massimo della liberalizzazione, messe in parallelo con una battuta tristemente nota, nella quale il presidente parlò di «senzatetto per scelta»: non meno disdicevole un commento razzista a proposito dei delegati africani all' Onu.

 

ronald reagan donald trump

La linea economica, sottolinea Tyrnauer, avviò alla distruzione la classe media. Ed è singolare la scelta di dare poco spazio al rapporto con Margaret Thatcher, segnato dalla condivisione ideologica e la stima reciproca. Affascinante invece il racconto dello scudo spaziale realizzato in opposizione all' Unione Sovietica, così come quello della battaglia contro «l' impero del male», dove si trovò a fianco di papa Wojtyla e Lech Walesa. E potrebbe essere stato Reagan a suggerire a Walesa una celebre battuta sul comunismo: «Il modo più lungo e doloroso di passare dal capitalismo al capitalismo».

thatcher Reagan

 

Il totale silenzio che tenne a proposito dell' Aids finisce oggi per apparire perfino più grave dello scandalo Iran-Contras: fu Liz Taylor, dopo la morte del comune amico Rock Hudson, a chiedergli di prendere una posizione pubblica, e solo al termine della presidenza Reagan pronunciò il termine Aids dichiarando che lo avrebbe «combattuto con ogni mezzo».

 

Gorbaciov Reagan

Negli ultimi tempi a Washington circolava la voce che fosse Nancy il vero presidente: fu certamente lei a convincerlo a utilizzare il retroterra d' attore nei momenti più complessi, persino con le barzellette. Una tattica che ha certamente aperto la porta a infinite degenerazioni successive, a cominciare da Trump, ma che allora si rivelò di straordinaria efficacia, come quando, anziano e già malato, fece dimenticare i problemi di sperequazione economica e lo scandalo Iran-Contras dicendo in un dibattito televisivo a Mondale: «Non approfitterò della giovane età e dell' inesperienza del mio rivale». Oggi la politica ridotta a slogan mostra tutti i suoi limiti e la sua povertà, ma nulla esalta la capacità di sintesi e lo straordinario impatto politico di Reagan come le sei parole che pronunciò davanti alla porta di Brandeburgo nel pieno dei negoziati con l' Unione Sovietica: «Butti giù quel Muro, Mr.Gorbaciov!».

IRANGATE - RONALD REAGAN Cossiga Reaganthatcher ReaganNANCY REAGANronald reagan helmut kohlelliott abrams con ronald reaganronald reaganwilliam bill barr con ronald reaganRAY CHARLES CON REAGANmichael e ronald reaganNANCY REAGANmadre teresa con ronald reagan e la moglie nancyla famiglia reagan nel 1976roger stone con ronald reaganronald reagan bettino craxisirio maccioni reaganmargaret thatcher helmut kohl ronald reaganbettino craxi e ronald reaganreagan e barron hiltonroger ailes con reaganRONALD REAGAN IN LAW AND ORDER - IL GIUSTIZIEREronald e nancy reagan roger ailes e ronald reaganronald e nancy reagan alla casa bianca nancy e ronald reagan

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…