pietro tidei fabrizio roncone

“SINDACO, CHE FA: TOCCA?” – REPORTAGE DI RONCONE DA SANTA MARINELLA, LOCALITÀ DEL LITORALE LAZIALE FINITA AL CENTRO DELLE CRONACHE PER I VIDEO DEL SINDACO CHE FA SESSO CON DUE DONNE (NON INSIEME, A QUANTO PARE): “AL SINDACO SONO SALTATI I FRENI INIBITORI. TUTTO TRONFIO AMMETTE DI ESSERE LUI L’UOMO CHE, DA SOLO, NONOSTANTE L’ETÀ, GIGANTEGGIA NEI FILMATI PORNAZZI, E POI RICEVE I CRONISTI IN VISITA GUIDATA: ‘ECCO, CI SISTEMAVAMO SU QUELLA POLTRONA...’” – “E LA SECONDA DONNA? IL FINESTRINO SI ABBASSA E COMPARE. GELIDA: ‘SONO IO. MA NIENTE NOME E COGNOME. SOPRATTUTTO, NIENTE FOTO’. DEVO DIRLE SOLO CHE IL SINDACO È UNA…”

FABRIZIO RONCONE

Estratto dell’articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

[…] Si arriva dentro questa storia di corna e di politica, di sesso torbido e di ricatti, mentre c’è un bel sole a picco sulla spiaggia del paese: ombrelloni ancora aperti all’hotel Villa delle Palme (il preferito da Giorgia Meloni, paparazzata un paio di mesi fa) e bambini con i ghiaccioli, un mare turchese e sull’Aurelia il traffico d’una paciosa località balneare tornata di botto sulle pagine dei giornali e nei talk tv, e che dovete immaginare ad appena 60 chilometri da Roma e a 40 dalla felliniana Fregene — anche se qui le suggestioni sono diverse: letterarie ed eleganti quelle per Piero Chiara e altre di puro culto cinematografico, pensando a Lando Buzzanca e forse pure di più a Renzo Montagnani, commedie sexy anni Settanta e occhi appiccicati al buco della serratura.

 

PIERO TIDEI ABBRACCIA LA SUA AMICA DIRIGENTE SCOLASTICO

Sindaco, che fa: tocca? Perché il protagonista assoluto di questo scandalo politicamente hardcore è il sindaco Pietro Tidei, di anni 77 (esatto: 77, non è un refuso).

 

A lui bisogna poi aggiungere almeno due signore agé […] che non si capisce bene se siano entrate in azione contemporaneamente, per un moderno «threesome», o una per volta.

 

Vicenda delicata. Anche perché «i congressi sessuali» (cit) sono avvenuti in una sala del municipio. E tutto è stato ripreso dalle cimici piazzate dai carabinieri su ordine della Procura: i lunghi video, racconta chi li ha visionati, sono very hot.

 

GIORGIA MELONI ALL HOTEL VILLA DELLE PALME A SANTA MARINELLA

Se vi state un po’ perdendo, è comprensibile, ecco allora un piccolo riassunto di questa vicenda tirata fuori da La Verità (titolo in prima: «Il bunga bunga, intercettato, del sindaco Pd»), e su cui si sono avventati come piranha decine di cronisti (compreso il tipo che lavora per una tv locale, Lacoste verde zuppa di sudore e capelli appiccicati sulla fronte, di ritorno dalla farmacia Vergati. «Sono andato a chiedere se era vero il dettaglio del Viagra: ma mi hanno sbattuto fuori. Perciò, secondo me, è vero»).

 

Partiamo dal personaggio principale: da questo Tidei […] che si muove sul litorale Nord del Lazio come un sultano. Prima avvocato dell’Enel con la tessera del Pci (in seguito Pds, Ds, Pd) e poi collezionando, negli anni, due mandati da deputato per lui (il suo reddito era tra i più alti di Montecitorio: circa 200 mila euro) e uno per la figlia Marietta, quindi tre volte sindaco di Civitavecchia e adesso al secondo giro da primo cittadino di Santa Marinella:

 

un frame dell incontro tra pietro tidei e l architetto alessio rosa

uno di quei politici che l’estate, mentre affronta un piatto di aragoste, si lascia omaggiare dagli elettori, signor sindaco di qua, signor sindaco felice sera, e poi brinda alla loro, una carezza al neonato e un occhietto ai genitori (ma più che ai papà, insinuano perfidi adesso i paesani, alle mamme).

 

Tutti a credere che la sua grande passione fosse la politica. E invece.

pietro tidei 8

Comunque: il feuilleton ha inizio con un tentativo di corruzione, dove la vittima sarebbe proprio lui, Tidei. Che si rifiuta di concedere dei «cambi di destinazione d’uso», in un’area dove ha forti interessi un imprenditore piuttosto noto nella zona, Fabio Quartieri, che è anche il proprietario dell’«Isola del Pescatore», un ristorante dove si mangia così e così, noto però perché vi si attovagliavano Totti e Ilary, prima di litigare per i Rolex, e che continua ad essere frequentato da un certo generone romano (però una volta comparve anche Angela Merkel, ordinando spaghetti alle vongole e cappuccino bollente).

 

ROBERTO ANGELETTI

Tidei presenta una denuncia […]: c’è un sistema di corruzione, e stanno cercando di mettermi in mezzo, per far cadere la giunta. Dito puntato su Roberto Angeletti, leader rivale del centrodestra, completo di codino e orecchino.

 

La Procura di Civitavecchia […] fa riempire di micro-telecamere tutto il comune. Ne piazzano una anche nell’ufficio dove, spesso, si tengono riunioni informali tra consiglieri. Ma non solo: è anche il luogo dove Tidei riceve, diciamo così, le sue amiche.

 

Stanza rettangolare, pareti gialle: siamo al secondo piano del municipio. Sulla destra, in corridoio, ci sono un divanetto e una poltroncina in stile Luigi XVI, più comodino, tipo camera da letto.

 

FABIO QUARTIERI DAVANTI AL SUO RISTORANTE - L ISOLA DEL PESCATORE

Un’impiegata, smorfia allusiva: «Il signor sindaco desidera far stare comode le sue ospiti...». Si sprofonda, inevitabilmente, nei doppi sensi.

 

La scena si fa strepitosa. Al sindaco sono saltati i freni inibitori. Tutto tronfio ammette di essere lui l’uomo che, da solo, nonostante l’età, giganteggia nei filmati pornazzi, e poi riceve i cronisti in visita guidata: «Ecco, ci sistemavamo su quella poltrona...».

 

Però giura pure di non conoscere la donna che l’altro giorno, anonimamente, ha ammesso di aver partecipato a uno degli incontri (eufemismo), suggerendogli, visto il pasticcio, di dimettersi. Fioriscono le ipotesi: il sindaco si era bendato in un gioco erotico? Tutto si svolgeva al buio tipo dark room? Oppure le donne gli si offrono davvero senza neppure presentarsi?

MARIETTA TIDEI

 

[…] Il marito di una delle donne […] all’inizio sosteneva di «non essere proprio sicuro» che la signora ripresa insieme a Tidei fosse sua moglie […]. Il pover’uomo girava nei bar del paese bofonchiando: «Le somiglia, ma...». Ma poi è stata lei a confessare. Sì, ti ho tradito. Però, sembra, portandogli a casa una proposta di collaborazione con il comune da 53 mila euro (Tidei, genio).

 

IL POST SU FACEBOOK DELLA PRESUNTA AMANTE DI PIERO TIDEI

Va bene: ma la seconda donna? […] Calma.  Ci sarebbe un mezzo appuntamento. Alle 16, davanti allo stabilimento Bartolini (chiuso), con il Castello di Santa Severa che compare, laggiù in fondo, dopo aver costeggiato palazzine di cemento armato e delizie in puro liberty: perché c’è stato un tempo in cui qui venivano in vacanza capi di Stato (Ciampi, Scalfaro, Cossiga) e prima ancora si ricordano lampi di jet set, all’uscita del paese c’è ancora la villa che fu di Roberto Rossellini ed Ingrid Bergman, e arrivavano Vittorio De Sica e Marlon Brando, Alberto Sordi e Monica Vitti.

 

SANTA MARINELLA 6

Ora arriva una Fiat Cinquecento bianca. Il finestrino si abbassa e compare una donna sulla sessantina, cappello calato sui capelli, occhiali da sole. Gelida: «Sono io. Ma niente nome e niente cognome. Soprattutto, niente foto». È come parlare con un fantasma, signora. «Ma io devo dirle solo che il sindaco è una persona adorabile. E che, lo dico da donna, mi dispiace tanto per la moglie». Tira su il finestrino. Sento la fonte che mormora: «Arrivederci, professoressa». Professoressa?

pietro tideipietro tidei 3pietro tidei 9PIETRO TIDEI santa marinella villa rossellini bergmanSANTA MARINELLASANTA MARINELLA PECK BERGMAN ROSSELLINISANTA MARINELLA 7santa marinella 4

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI