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CHI HA TESO IL TRAPPOLONE SULLE ARMI A GIORGIA MELONI? – PER CAPIRE IL CLIMA DA RESA DEI CONTI NELLA MAGGIORANZA BASTA RICOSTRUIRE LA FIGURACCIA DELLA MAGGIORANZA SUL DECRETO SULLE SPESE MILITARI, CON IL PASSAGGIO SULLA RIDUZIONE DEL 5% DEL PIL PRIMA INFILATO DA UNA “MANINA” E POI RITIRATO IN TUTTA FRETTA. UNA GIRAVOLTA CHE AVREBBE NEGATO GLI IMPEGNI ASSUNTI DALLA DUCETTA DI FRONTE ALLA NATO E ALL’EX AMICO TRUMP – I CAMERATI D’ITALIA ACCUSANO IL LEGHISTA ROMEO (AZZECCATO!). MA A SCRIVERE IL TESTO È STATA LA CAPOGRUPPO AL SENATO DI FORZA ITALIA, QUEL GENIO DI STEFANIA CRAXI – L’INTERVENTO DI UN CROSETTO INCAZZATISSIMO PER BLOCCARE TUTTO E IL “FATTORE VANNACCI” SUL GOVERNO

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

guido crosetto

La giornata di Guido Crosetto prevede incontri con i paracadutisti “Folgore”, poi un volo su un aereo militare. Ed è proprio quando si trova sopra le nuvole che il ministro della Difesa si ritrova a gestire una trappola politica che lo lascia attonito.

 

Infuriato, è lui a chiedere (e ottenere) lo stralcio del passaggio sulla riduzione delle spese militari della Nato. Ma soprattutto, è lui a far saltare l’operazione di chi, e non sono pochi nel cuore della maggioranza, punta in queste ore al bersaglio grosso: Safe. […]

 

MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO

Tre passi indietro, a domenica sera. Il clima, a palazzo Madama, è di quelli che di norma precedono le elezioni amministrative: in vista del dibattito sull’energia, nessuno vuole allungare i tempi o alzare barricate. Il centrosinistra, fin dal venerdì precedente, ha scritto una mozione in cui contesta il 5% del pil per le spese militari. […]

 

La Lega è inquieta, ma nulla lascia presagire quanto accadrà. E invece, lunedì sera, ecco la “contro-mozione” in cui al punto 8 spunta un passaggio clamoroso, perché nega gli impegni assunti da Giorgia Meloni di fronte alla Nato. E a Donald Trump.

 

stefania craxi

Il regista del pasticcio, questo nessuno lo nega nella maggioranza, è il leghista Massimiliano Romeo. Ma chi scrive materialmente il testo, dopo essersi confrontata con il capogruppo del Carroccio, è Stefania Craxi (o comunque, la struttura che lavora per lei).

 

Anche Lucio Malan viene informato. Dirigente navigato e prudente - riferiscono fonti vicine a Palazzo Chigi - non manca di avvertire qualcuno della stretta cerchia meloniana. Senza un via libera di massima, l’operazione non potrebbe neanche partire.

 

Perché nessuno si accorge del precipizio? Qui le versioni divergono. Quella più accreditata è che si sarebbe di fronte a un pasticcio nella catena delle comunicazioni.

 

matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse

Ai vertici del governo sarebbe arrivata una indicazione generica, del tipo: stiamo mettendo nella mozione che bisogna allargare la flessibilità prevista sulla difesa anche all’energia, senza troppo dettagliare il nodo del 5% della Nato. […]

 

Tutti, a incidente consumato, diranno: è stato Romeo. In effetti, la responsabilità del Carroccio è chiara. Come anche l’intervento di Crosetto per bloccare tutto. Venuto a conoscenza di quanto accaduto, è il ministro a muoversi.

 

Prima con palazzo Chigi, poi con Malan. Spiega a tutti che scritto così, quel testo sgambetta innanzitutto Giorgia Meloni: è la premier a doversi presentare al vertice Nato di Ankara, il prossimo 7 luglio, rinnegando una promessa sul 5% su cui il tycoon peserà la fedeltà degli alleati.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Lungo la linea che dal capogruppo meloniano porta fino a Maurizio Gasparri, si costruisce la retromarcia. La Lega prima resiste, poi cede. Si valuta una limatura di quel passaggio, poi si decide per un atto drastico: cancellato.

 

Succede alle 14.59, un minuto prima di aprire la seduta dell’Aula: pesa il pressing della Difesa e, a quel punto, di Meloni. Ma le scorie, quelle restano. Parte un vero e proprio processo politico improvvisato. Una caccia al colpevole. Romeo, alla fine, è individuato come l’ispiratore. Il resto è caos e veleno.

 

C’è chi parla di un equivoco, chi di omessa vigilanza. Chi ricorda i dubbi di Giancarlo Giorgetti nei confronti di Safe. Chi ancora descrive l’operazione come una mossa leghista per indebolire il titolare della Difesa.

 

roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia

Peserebbe inoltre la volontà del Carroccio di acquisire consenso facile contro le spese militari. Servirebbe a coprirsi a destra, perché l’opa ostile di Roberto Vannacci - e i primi fuoriusciti in direzione di Futuro nazionale, ieri è toccato a Laura Ravetto - allarmano via Bellerio.

 

Di certo, Romeo promette che del nodo si continuerà a ragionare presto, «in altre sedi, e quando si troverà equilibrio andremo in Aula». […]

guido crosetto matteo salvini - foto lapresseroberto vannacci a vigevano 3

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