donald trump jeffrey epstein bill clinton

MA TRUMP PENSA DAVVERO CHE ABBIAMO L'ANELLO AL NASO? - LO STRANO CASO DEI DOCUMENTI RELATIVI A EPSTEIN IN CUI UNA MINORENNE ACCUSA DONALD TRUMP DI AVER TENTATO DI VIOLENTARLA (È RIUSCITA A SCAPPARE MORDENDOGLI IL PENE): SONO STATI PUBBLICATI SOLO ORA, E NON UN MESE FA COME GLI ALTRI, PERCHÉ I FUNZIONARI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA LI AVEVANO CONTRASSEGNATI COME "DUPLICATI" - I DOCUMENTI, CHE FANNO PARTE DEL MAXI DOSSIER SUL FINANZIERE PEDOFILO, SONO STATI RESI NOTI NEL MOMENTO PIÙ "COMODO" PER TRUMP, CIOÈ MENTRE GLI OCCHI DEL MONDO SONO PUNTATI SULL'IRAN - I FILE INCLUDONO GLI INTERROGATORI, RISALENTI AL 2019, DI UNA DONNA CHE RACCONTA DI ESSERE STATA AGGREDITA DAL PRESIDENTE AMERICANO ED EPSTEIN QUANDO LEI AVEVA TRA I 13 E I 15 ANNI: "MI DISSE 'LASCIA CHE TI INSEGNI COME DEVONO COMPORTARSI LE BAMBINE’. IO GLI DIEDI UN MORSO SUL PENE E LUI URLO': 'PORTE VIA DI QUA QUESTA STRONZETTA'"

Traduzione da http://www.mirror.co.uk

 

melania trump, donald trump e ghislaine maxwell

Donald Trump è accusato di aver aggredito sessualmente una donna quando era minorenne, secondo quanto riportato nei documenti Epstein Files. La donna, di cui non è stato reso noto il nome, ha affermato che il presidente degli Stati Uniti l'ha aggredita sessualmente dopo essere stata presentata da Jeffrey Epstein quando aveva tra i 13 e i 15 anni. La donna ha dichiarato in un'intervista dell'ottobre 2019 di aver incontrato Trump per la prima volta a New York o nel New Jersey, alla presenza di Epstein.

 

Ha affermato che Trump “l'ha picchiata dopo che lei gli ha morso il pene”. La donna ha inoltre affermato che lui “le ha tirato i capelli e le ha dato un pugno sulla tempia”. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha definito le accuse “completamente infondate, prive di prove credibili e provenienti da una donna purtroppo disturbata con una lunga storia criminale alle spalle”. [...]

epstein files donald trump

 

Nel riassunto dell'FBI delle interviste con gli investigatori, noto come FBI 302, la donna ha affermato che Trump non li ha graditi ”fin dall'inizio, non gli piaceva che fossi un ragazzo-ragazza".

 

Il rapporto afferma che la donna anonima intendeva con l'espressione “ragazzo-ragazza” il fatto di essere un maschiaccio. Non ricordava l'identità di nessun altro che fosse presente, ma che se ne andarono quando Trump presumibilmente lo chiese loro.

 

“Trump colpì [omissis] e disse qualcosa del tipo: ‘Portate questa piccola stronza fuori di qui’”, sostiene il rapporto. “[Omissis] disse di aver morso il pene di Trump perché lui la disgustava”. La donna ha affermato che prima di colpirla, Trump le avrebbe detto “qualcosa del tipo: ‘Lascia che ti insegni come devono comportarsi le bambine’”. Secondo quanto riferito, avrebbe poi aperto la cerniera dei pantaloni.

 

donald trump e jeffrey epstein

Trump ha negato con forza qualsiasi accusa di comportamento scorretto e ha affermato che i documenti contenuti negli Epstein Files lo hanno scagionato. Il suo modo di gestire la pubblicazione dei documenti è stato messo in discussione dai suoi alleati e dai suoi rivali democratici, dopo che egli ha attaccato i repubblicani che spingevano per la loro divulgazione.

 

Il suo comportamento ha portato circa il 52% degli americani a ritenere che Trump stesse cercando di insabbiare i crimini di Epstein, mentre il 30% ha affermato il contrario. Trump ha negato con forza questa ipotesi. Il sondaggio YouGov condotto il mese scorso ha rilevato che il 91% dei democratici, il 55% degli indipendenti e il 12% dei repubblicani ritiene che Trump stia cercando di insabbiare i crimini.

 

Estratto dell'articolo di Vittorio Da Rold per "Domani"

 

jeffrey epstein donald trump

L’elefante nella stanza alla fine sembra essere entrato nel cono di luce di chi indaga da mesi sulle migliaia di Epstein Files che hanno coinvolto decine personaggi americani (tra cui l’ex presidente Bill Clinton e la moglie Hillary) ed europei soprattutto di sinistra senza mai sfiorare l’inquilino della Casa Bianca.

 

Ora potrebbe arrivare la svolta: ci sono anche accuse di aggressione sessuale rivolte da una donna al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei nuovi documenti dell’Fbi pubblicati ieri dal dipartimento di Giustizia. I documenti non erano stati resi diffusi in precedenza perché erano stati erroneamente contrassegnati come «duplicati», ha spiegato il dipartimento con una motivazione un po’ singolare.

 

melania trump, andrew, gwendolyn beck e jeffrey epstein a una festa a mar a lago nel 2000

I democratici si sono stancati e sono passati al contrattacco: ora stanno indagando sulla gestione dei fascicoli di Epstein da parte dell’amministrazione Trump, che hanno più volte accusato di voler occultare i legami tra il presidente e il defunto molestatore seriale.

 

I nuovi documenti pubblicati includono descrizioni di alcuni interrogatori condotti dall’Fbi nel 2019 con una donna che ha affermato di essere stata aggredita sia da Epstein che da Trump quando aveva tra i 13 e i 15 anni L’accusatrice aveva inoltre riferito di essere stata portata «a New York o nel New Jersey» dal finanziere pedofilo. Sarebbe avvenuto «in un edificio molto alto con le stanze enormi» l’incontro con il tycoon che, ha raccontato la donna, la criticò perché sembrava «un tomboy», termine americano per descrivere una ragazzina “maschiaccio”.

jeffrey epstein donald trump

 

Trump, sempre secondo la testimonianza, avrebbe cercato quindi di costringerla a praticargli del sesso orale e lei si sarebbe difesa mordendolo. La donna aveva poi raccontato di essere stata raggiunta gli anni successivi da telefonate minacciose che le intimavano di tacere e che riteneva fossero collegate a Epstein.

 

Il tycoon è stato accusato molte altre volte in passato di aggressione e molestie sessuali, in particolare nel 2023 è stato condannato da un tribunale federale per abusi sessuali e diffamazione di Jean Carroll che lo ha accusato di averla violentata in un grande magazzino di New York negli anni novanta ed ha vinto risarcimenti di decine di milioni di dollari per essere stata diffamata dall’attuale inquilino della Casa Bianca.

 

jeffrey epstein donald trump

Trump ha sempre negato qualsiasi illecito relativo al caso Epstein e il dipartimento di Giustizia ha affermato che alcuni dei documenti pubblicati «contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il presidente». I democratici hanno accusato l’amministrazione repubblicana di aver insabbiato alcuni dettagli dell’indagine su Epstein che potrebbero avere un impatto negativo sul presidente.

 

Mercoledì scorso una commissione della camera dei rappresentanti ha votato per citare in giudizio il ministro della Giustizia, Pam Bondi, così che risponda alle domande dell’opposizione sulla gestione dei documenti da parte del Dipartimento. In passato era salita la pressione politica dei democratici per ritardi e omissis del governo Trump (citato numerose volte nei file del finanziere), mentre la commissione Giustizia ha di recente torchiato al stessa Bondi per la sua condotta opaca e reticente sugli Epstein files. [...]

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…