giuseppe conte beppe grillo di maio mes

MOVIMENTO 5 POLTRONE - VI RICORDATE IL PROGRAMMA ELETTORALE DEI GRILLINI NEL 2018? C’ERA SCRITTO NERO SU BIANCO “SMANTELLAMENTO DEL FONDO SALVA STATI” E DELLA “TROIKA” – BELPIETRO: “ORA DEVE ESSERE APPROVATO COME LA TAV, IL TAP E TANTE ALTRE COSE PERSE PERS STRADA IN NOME DELLA REALPOLITIK, OSSIA PER EVITARE LE ELEZIONI. C'È CHI, PER NON PERDERE LA POLTRONA, È PRONTO A PERDERE LA FACCIA E ANCHE LA DIGNITÀ”

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

Non so se il governo di Giuseppe Conte cadrà a causa del Mes: conoscendo i miei polli, cioè gli onorevoli che razzolano in Parlamento, dubito che abbiano voglia di finire in padella, cioè di sacrificare la loro carriera politica in nome di un principio di coerenza.

 

Come ha mandato a dire Sergio Mattarella, se l'esecutivo non riesce a far approvare la riforma del Fondo salva Stati deve gettare la spugna. Il che tecnicamente non è affatto vero, anzi è una grossa balla che il Quirinale ha messo in circolo per dare una mano a Giuseppi.

 

conte meme

Tuttavia, pur non essendoci alcun obbligo di dimissioni, credo che la minaccia del Colle sortirà l'effetto voluto, cioè ricondurrà a più miti consigli i ribelli pentastellati e così l'avvocato di Volturara Appula potrà continuare a cincischiare a Palazzo Chigi.

 

Ciò detto, in attesa di vedere ciò che accadrà domani e cioè se ancora una volta i grillini saranno costretti a rimangiarsi la parola con cui si sono presentati agli elettori, permettetemi di fare un passo indietro e di ritornare alle elezioni di tre anni fa.

 

beppe grillo luigi di maio

Lo so che il 2018 sembra un'era geologica lontanissima, però credo che riprendere tra le mani il programma con cui il Movimento 5 stelle si presentò agli italiani sia utile per capire chi stia imbrogliando chi. Tranquilli, non ho intenzione di ripassare a uno a uno i venti punti-qualità che Grillo e compagni avevano messo nero su bianco promettendo di migliorare la vita degli italiani.

 

Mi basta ricordare il documento che gli elettori dei 5 stelle votarono in vista delle ultime elezioni politiche. A ogni iscritto del Movimento fu consentito di scegliere tre argomenti che dovevano far parte del programma e tra i 23.481 votanti che parteciparono alla consultazione, 6.589 indicarono tra i punti fondamentali lo «smantellamento della Troika».

 

SMANTELLAMENTO DI TROIKA E MES - PROGRAMMA ELETTORALE M5S 2018

Sotto questo titolo si potevano leggere nel dettaglio le azioni desiderate dagli elettori e promesse dai grillini nel caso fossero entrati in Parlamento: «Il Movimento 5 stelle si opporrà in ogni modo a tutti quei ricatti dei mercati e della finanza internazionale travestiti da "riforme". In particolare, si impegnerà allo smantellamento del Mes (Fondo salva Stati) e della cosiddetta "Troika", organismi sovranazionali che hanno appaltato la democrazia delle popolazioni imponendo, senza nessun mandato popolare, le famigerate "rigorose condizionalità"».

 

GIUSEPPE CONTE MES

Il testo, così come l'ho riportato, apparve sul Blog delle stelle, ossia sul sito ufficiale del grillismo, quello, per intenderci, su cui vengono pubblicate tutte le cose benedette dall'Elevato. Del resto, anche di recente il comico genovese si è schierato contro il Mes, così come contro il Fondo salva Stati negli ultimi due anni si sono pronunciati tutti i parlamentari grillini.

 

Però ora il Mes, così come la Tav, il Tap e tante altre cose perse per strada in nome della Realpolitik, ossia per evitare le elezioni, deve essere approvato. Ne va del nostro rapporto con l'Europa, spiegano quelli del Pd, che ormai sono talmente allineati con la Germania che potrebbero cambiare nome e invece di Partito democratico chiamarsi Pro Deutschland, sostituendo, già che ci sono, il ramoscello d'ulivo con un'aquila tedesca.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO

Ne va della nostra faccia, replicano i sempre più sparuti grillini che non si rassegnano al voltafaccia. Sta di fatto che il partito che in principio si unì a Nigel Farage, il politico inglese a favore della Brexit, oggi fa a gara per accreditarsi come il più europeista di tutti. Da quando Giggino Di Maio è diventato ministro degli Esteri, cioè gira il mondo invece di occuparsi delle aziende a rischio come fece nel primo governo Conte, ogni cosa è cambiata, in particolare sul Mes.

 

Sì, quella che era una questione irrinunciabile del programma, al punto che alle Camere si votarono delle risoluzioni per legare le mani al governo e impedirgli di firmare un sì alla riforma, adesso è diventato rinunciabilissimo. Anzi, chi ancora tentenna sull'approvazione delle nuove regole del salva Stati rischia l'espulsione. Un ribaltamento dei ruoli che se non ci fossero di mezzo i soldi e il futuro degli italiani susciterebbe ilarità.

GRILLO E FARAGE

 

Purtroppo per noi, su questa faccenda non c'è nulla da ridere, in quanto per come sono messe le cose si rischia che alla fine non solo il Parlamento autorizzi Conte a sottoscrivere le nuove regole, ma addirittura questo passaggio rafforzi il governo, consentendogli di arrivare al famoso semestre bianco, cioè all'elezione del presidente della Repubblica. Con il risultato che i compagni, dopo averci indebitato per bene, regalando un po' di miliardi alle banche straniere (la riforma del Mes serve a quello, non a rilanciare il Paese), potranno scegliersi un capo dello Stato su misura. Conclusione inevitabile: c'è chi, per non perdere la poltrona, è pronto a perdere la faccia e anche la dignità.

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