coronavirus sintomi

“TRA I NUOVI POSITIVI IN LOMBARDIA MOLTI NON SONO SINTOMATICI” - IL PROFESSOR FRANCO LOCATELLI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITÀ: “SI TRATTA DI SOGGETTI CHE SONO RISULTATI POSITIVI AL TEST SIEROLOGICO E PER QUESTO SOTTOPOSTI AL TAMPONE - VI È CORRELAZIONE TRA IL CARICO VIRALE E LA SINTOMATOLOGIA. DIMINUENDO IL NUMERO DEGLI INFETTI, USANDO LE MASCHERINE, MANTENENDO LE DISTANZE, IL CARICO VIRALE È MINORE E QUESTO SPIEGA PERCHÉ I SINTOMI TRA I NUOVI POSITIVI SIANO MENO GRAVI…”

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

 

FRANCO LOCATELLI

Per la Lombardia servirà più tempo, perché il virus ha circolato in modo più massiccio, sicuramente da diverse settimane prima della scoperta del paziente di Codogno. E se ci sarà una seconda ondata, sapremo farci trovare pronti. L'antinfiammatorio che ha come principio attivo il desametasone steroideo (un farmaco per il quale c'è il via libera dal governo britannico), secondo una ricerca di Oxford ha dato buoni risultati sui casi più gravi, «sarà un'arma in più». Il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, ripete: l'importante ora è non compromettere i risultati che il comportamento ammirevole degli italiani ci ha consentito di raggiungere.

Codogno

 

Si aspettava una flessione dei nuovi casi più rapida?

«Gli ultimi dati indubitabilmente vanno nella direzione auspicata: una continua flessione della curva epidemica. La maggior parte delle regioni ha un numero di nuovi casi sotto a dieci, evidentemente le riaperture non hanno portato fuori controllo la diffusione della contagiosità. Questo è importante, deve essere una incentivazione a mantenere comportamenti responsabili. Le tendenze di declino delle curve epidemiche sono sempre meno ripide di quelle delle curve di ascesa. Non sono delle curve gaussiane, il ramo ascendente è sempre più ripido di quello discendente».

 

In Lombardia però sta avvenendo qualcosa di inspiegabile: anche gli ultimi dati parlano di 143 nuovi casi, ormai quasi il 62 per cento di chi è positivo in Italia risiede in quella regione. Come è possibile?

coronavirus lombardia

«Me lo spiego in due modi: la Lombardia è la regione in cui il virus ha avuto la maggiore diffusione, ma è anche un territorio con una densità di popolazione marcatamente elevata. Un italiano su sei abita in Lombardia. E tra i nuovi positivi molti non sono sintomatici, ma soggetti che sono risultati positivi al test sierologico e per questo sottoposti al tampone. Mettendo insieme questi elementi, si spiega il dato della Lombardia, che ha comunque una riduzione dei casi; è chiaro che dove c'è stata maggiore circolazione, servirà più tempo, ci auspichiamo una progressiva riduzione del numero dei casi».

 

Gli spostamenti per le vacanze non rischiano di far viaggiare il virus dalla Lombardia in altre regioni?

«Non credo. I numeri sono bassi, in Lombardia oggi ci sono 143 nuovi casi positivi, la flessione prosegue. Lunedì la percentuale di positivi sui tamponi effettuati era del 3,9 per cento, oggi siamo al 2».

 

coronavirus lombardia

I numeri della Lombardia fanno pensare che il virus abbia cominciato a circolare molto prima del 20 febbraio.

«Difficile dirlo, sicuramente almeno da gennaio, ma sono valutazioni fatte a posteriori».

 

Continua a diminuire il numero dei ricoverati. Significa che il virus è meno insidioso?

«Vi è una correlazione tra il carico virale e la sintomatologia. Diminuendo il numero degli infetti, usando le mascherine, mantenendo le distanze, il carico virale è minore e questo spiega perché i sintomi tra i nuovi positivi siano meno gravi. Inoltre, si intercettano prima gli infetti, si è imparato a gestirli, questo spiega perché fortunatamente si vedono malati meno gravi. Però, sottolineiamolo: non c'è nessuna evidenza che il virus sia mutato e abbia una minore patogenicità».

IL VIRUS E' ARRIVATO IN LOMBARDIA A GENNAIO - IL GRAFICO

 

Ci deve preoccupare una seconda ondata in autunno-inverno?

«Sono i mesi in cui circolano di più i virus respiratori. Però dire se ci sarà una seconda ondata e quanto sarà importante è una predizione da indovini, non una previsione medico-scientifica. Se mai ci sarà, non credo che avrà minimamente l'impatto che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo».

 

Quanto è importante la ricerca sul farmaco di cui si sta parlando nel Regno Unito?

alzano lombardo nembro

«Sono stati resi disponibili i risultati di uno studio che documentano come un tipo particolare di cortisonico, il desametasone, abbia avuto un impatto importante sulla riduzione della mortalità, del 35 per cento. Conferma che il danno polmonare è connotato da una iper infiammazione. C'è una sorta di incendio che va spento subito. E questo farmaco ci può aiutare molto. Un'altra indicazione su come approcciare meglio questi pazienti, in attesa dei nuovi anticorpi monoclonali e, a inizio del prossimo anno, del vaccino».

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)