maestra e l'invito a disegnare i compagni che volete morti

CATTIVE MAESTRE - "DISEGNATE I COMPAGNI CHE VOLETE VEDERE MORTI" – CHOC A ROMA, IN UNA SCUOLA ELEMENTARE DI FIDENE DOVE UNA MAESTRA, DOPO AVER AGGREDITO VERBALMENTE UN BAMBINO DISABILE DI 8 ANNI, DURANTE LA SPIEGAZIONE DELL'INFERNO DI DANTE HA CHIESTO AGLI ALUNNI DI SCRIVERE DENTRO A DIVERSI GIRONI I NOMI DEI COMPAGNI DI CLASSE CHE VOLEVANO VEDERE MORTI - IN UN'ALTRA OCCASIONE LA DOCENTE HA TRACCIATO SIMBOLI MASSONICI SULLA LAVAGNA - SECONDO QUANTO HANNO RACCONTATO I GENITORI, LA MAESTRA HA...

Laura Bogliolo per “il Messaggero”

 

MAESTRA E L'INVITO A DISEGNARE I COMPAGNI CHE VOLETE MORTI

Alcuni bimbi non volevano più andare a scuola, altri hanno avuto bruschi risvegli notturni e subito una sorta di regressione tanto da urinare a letto. Molti hanno chiesto ai genitori di venirli a prendere prima del suono della campanella per evitare quelle lezioni diventate ormai un incubo per diverse classi delle elementari dell'Istituto Comprensivo Carlo Levi di Roma.

 

Siamo a Fidene, dove a novembre di due anni fa circa 60 famiglie hanno firmato un esposto per denunciare i gravissimi fatti avvenuti in aula alla presenza di una docente che, secondo quanto hanno raccontato, ha seri problemi di salute tanto che avrebbe subito anni fa «un trattamento sanitario obbligatorio».

 

MAESTRA E L'INVITO A DISEGNARE I COMPAGNI CHE VOLETE MORTI

I genitori hanno denunciato più volte tutto alla dirigente scolastica, anche molti docenti erano e sono preoccupati per quell'insegnante con la quale si sono scontrati più volte. La docente è stata sospesa in via precauzionale fino al 9 aprile. Ieri, l'assessore alla Scuola del Municipio ha fatto sapere che è stata sospesa per sei mesi. E sembra che fosse stata già allontanata da altre scuole.

 

«A gennaio ha aggredito verbalmente un bambino disabile di otto anni, stessa sorte per i docenti che erano intervenuti per difendere il piccolo, la famiglia ha presentato una denuncia-querela».

 

A raccontare al Messaggero il dramma vissuto dai bambini è Tiziana Cagnazzo, 48 anni, presidente del Consiglio di Istituto. Sul caso è intervenuto anche il ministro per le Disabilità, Erika Stefani: «Se le accuse dovessero rivelarsi vere sarà sicuramente fatta giustizia». «Lo scorso anno - dice Cagnazzo - i bimbi di una seconda elementare hanno raccontato che durante la spiegazione dell'Inferno di Dante gli è stato chiesto di scrivere dentro a diversi anelli i nomi dei compagni di classe che volevano vedere morti, in un'altra occasione la docente invece aveva tracciato simboli massonici sulla lavagna». E ancora: «Sui quaderni i genitori hanno trovato contenuti poco chiari che spaziavano da Dante, a numeri, simboli e formule matematiche». E in classe «sono stati assegnati compiti che prevedevano la ripetizione continua di frasi senza interruzione».

Istituto Comprensivo Carlo Levi di Roma

 

Altre mamme raccontano che «la docente diceva parolacce, fumava per i corridoi e in aula metteva musica da discoteca ad altissimo volume». I genitori esausti nel novembre di due anni fa hanno chiesto di parlare con l'insegnante «ma avevano difficoltà a seguire cosa dicesse - aggiunge Cagnazzo - i toni sono diventati così accesi che sono state chiamate le forze dell'ordine». In quella occasione «la docente ha spiegato di avere gravi problemi di salute». Cagnazzo ha avuto la forza di denunciare anche in radio la situazione su New Sound Level Fm90.

 

«Non capiamo perché la dirigente non abbia agito in modo tale da fermare subito questi episodi - dice Cagnazzo - noi genitori vorremmo aiutare la docente che deve essere curata, dall'altra parte ci sono dei bambini che comunque hanno subito dei danni nonostante la nostra scuola sia un fiore all'occhiello del III Municipio, ci sono ottimi docenti di cui ci fidiamo moltissimo». «Il lunedì non mando più a scuola mia figlia se c'è quella docente: la piccola piange, ha paura» ha raccontato una mamma.

 

Da gennaio 2021 la docente «ha iniziato a fare lezione in compresenza, insieme ad altri insegnanti, non più solo nella sede centrale ma anche nelle due periferiche, era mancata per un lungo periodo, ma poi è tornata» dice ancora Cagnazzo. E spiega che è stato chiamato l'Ufficio scolastico regionale (Usr). «Dopotutto con la dirigente c'è un muro di gomma» denuncia. Poi un ultimo episodio. «L'insegnante si è messa a cavalcioni sulla finestra del primo piano cantando guarda come dondolo, i bambini in giardino si sono spaventati. Da qualche giorno - conclude Cagnazzo - la docente non c'è più a scuola».

Istituto Comprensivo Carlo Levi di Roma 2

 

Paola Ilari, assessore alle Politiche educative del III Municipio chiarisce: «A fine novembre ho sollecitato l'Ufficio scolastico regionale - spiega - dai racconti ho capito che quella persona ha seri problemi, deve essere curata e non può stare a contatto con i bambini». «So che l'Usr ha effettuato una ispezione - aggiunge Ilari - è passato del tempo perché questi procedimenti, mi hanno detto, richiedono molti accertamenti». E spiega: «Qualcuno dice che la docente era già stata allontanata in precedenza, l'Usr mi ha assicurato che è stata sospesa per sei mesi dal Carlo Levi». L'assessore comunale alla Scuola Claudia Pratelli si è detta «vicina e attenta alle preoccupazioni espresse dalle famiglie».

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI