chiara ferragni fedez davide desario

“FA RIFLETTERE CHI CHIEDE RISPETTO A SUON DI INSULTI” - IL DIRETTORE DI “LEGGO” DAVIDE DESARIO SI SCUSA PER IL TERMINE “BABYSITTER” USATO PER FEDEZ, MA RISPONDE ALL’“INDIGNAZIONE” DELLA FERRAGNI CHE HA SCATENATO UNA SHITSTORM: “BEN 24 ORE DOPO CHE IL TITOLO È STATO CORRETTO CHIARA HA PUBBLICATO UNA STORY LEGANDO LA NOSTRA TESTATA ALLE PAROLE MASCHILISMO E GIORNALISMO TOSSICO. QUESTA È UN’ACCUSA INACCETTABILE…”

Davide Desario per www.leggo.it

 

DAVIDE DESARIO DIRETTORE LEGGO

Gentili Chiara Ferragni e Federico Leonardo Lucia (Fedez). Queste righe sono per voi, per i vostri follower e per i nostri lettori. E le ragioni che mi spingono a scriverlo, nonostante ci siano in questo momento problemi più grandi, sono due.

 

La prima riguarda un articolo che abbiamo pubblicato sul nostro sito internet nei giorni scorsi. Con un titolo sbagliato in cui Fedez, che rimaneva a casa con i bambini mentre Chiara era a Nyc vestita (come ha scritto lei) da Catwoman, veniva definito baby sitter. È stato un errore. Ancor più grave visto che poche settimane prima in redazione ci eravamo promessi di fare più attenzione dopo che non era stato corretto l'articolo di una collaboratrice che lo aveva definito mammo.

chiara ferragni

 

L'errore è stato commesso da un collega, marito di una manager aziendale, padre di una bambina, che certo non è insensibile al tema. Lo ha commesso probabilmente per disattenzione, forse per fretta, sicuramente senza fare le dovute considerazioni. Ma, credeteci, non c'era alcun pregiudizio sul rapporto donna/uomo, moglie/marito, madre/padre. L'errore è stato corretto, sui nostri social i link sono stati cancellati e sostituiti.

fedez

 

Ne era rimasto uno legato ad un altro pezzo e grazie alla segnalazione del vostro ufficio stampa è stato rimosso. Per tutto questo ci scusiamo. Anche perché crediamo sia dovere di chiunque sbagli chiedere scusa. Al punto che da tre anni Leggo, unico caso in Italia, ogni fine anno dedica una pagina per ricordare le proprie notizie sbagliate (che, ahinoi, capitano) e chiedere scusa agli interessati e ai lettori. Un'iniziativa che è stata lodata, con un tweet del 22 dicembre 2020 proprio da Fedez: «Un modo intelligente per combattere le fake news! Che bello».

 

E qui veniamo alla seconda ragione di questo articolo che però riguarda solo Chiara Ferragni. Ben 24 ore dopo che il nostro titolo è stato corretto Chiara ha pubblicato su Instagram (26 milioni di follower) una story contro Leggo legando la nostra testata alle parole maschilismo e giornalismo tossico.

fedez elogia leggo

 

E questa è un’accusa inaccettabile che rigettiamo senza se e senza ma. Perché Leggo, oltre a chiedere scusa ogni volta che sbaglia, è da molti anni media partner di “Race for the cure”, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno nel mondo. Perché non appena sono diventato direttore ho chiesto a Nancy Brilli, in veste di madrina del Telefono rosa, di avere una rubrica settimanale in prima pagina. Perché sempre in prima pagina abbiamo più rubriche di donne che di uomini. E sul web ne abbiamo una “Sesso&pregiudizio” (curata dalla giornalista Rai Barbara Gubellini) che si occupa proprio del gap di genere.

 

le prime pagine di leggo 1

Ma soprattutto perché la redazione tutta (giornaliste e giornalisti, compresi i collaboratori) ha realizzato con professionalità articoli e inchieste sulla violenza sulle donne, sul divario salariale tra uomini e donne, sugli insulti sessisti alle donne, sul dramma del femminicidio, sui problemi delle madri-lavoratrici. E sono tutti comprovabili: su carta e su web. Dunque, gentile Chiara, bastava fare una verifica o confrontarsi prima di lanciare sentenze offensive per tutte le donne e gli uomini che lavorano a Leggo. Offese alle quali sono seguiti insulti da parte di una rappresentanza dei suoi follower (fa riflettere chi chiede rispetto a suon di insulti) e post offensivi di chi ha cavalcato la story a caccia di qualche like. Ma ormai è fatta. Chiedere scusa non è una vergogna ma un gesto di grande maturità.

davide desario

chiara ferragni 7

gli errori di leggo 2021 1gli errori di leggo 2021 2le prime pagine di leggo 2

davide desario davide desariochiara ferragni fedezdavide desariochiara ferragni 1chiara ferragni 8chiara ferragni 10chiara ferragni 11chiara ferragni 13chiara ferragni 2chiara ferragni 12chiara ferragni 6chiara ferragni 3chiara ferragni 5chiara ferragni 4chiara ferragni 9

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)