tampone

“LA MORTALITÀ DEL COVID SI È AZZERATA” - L'INFETTIVOLOGO BASSETTI: “IL VIRUS MENO AGGRESSIVO? CI SONO MOLTI SEGNALI. NEI MESI DI MARZO, APRILE, MAGGIO AL SAN MARTINO DI GENOVA AVEVAMO UNA MORTALITÀ DELL'11% NEI PAZIENTI RICOVERATI. ORA È ZERO - ALMENO IL 90 PER CENTO DEI PAZIENTI POSITIVI AL TAMPONE E' ASINTOMATICO. IL CHE SIGNIFICA CHE NON SONO MALATI. MA DEVONO ESSERE, COMUNQUE, MESSI IN QUARANTENA…”

Adriana Bazzi per il “Corriere della Sera”

 

Matteo Bassetti 1

L'ultimo bollettino sulla pandemia di Covid-19 fa registrare 642 nuovi casi di infezione. Ecco, allora concentriamoci sulla parola «casi». Che cosa vuol dire in realtà? Lo chiediamo a Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell'Ospedale San Martino di Genova. «Almeno il 90 per cento di questi pazienti, positivi al tampone, sono asintomatici - commenta Bassetti -. Il che significa che non sono malati. Ma devono essere, comunque, messi in quarantena. Del resto è quello che succede per altre malattie infettive: se una persona, per dire, ha un'infezione da Pseudomonas, è da isolare, perché questo germe provoca gravi infezioni».

 

«Casi», dunque, non significa malati. E questo un po' rassicura. Ma a parte la quarantena, c'è qualche terapia da suggerire per queste persone? «Assolutamente no. Alcuni medici prescrivono cortisone o l'antibiotico azitromicina, ma non c'è alcuna ragione scientifica a supporto di queste prescrizioni».

movida a ponza alla faccia del virus 3

 

E che cosa comporta la quarantena?

«Una persona in quarantena, se vive con altri, dovrebbe avere una camera e un bagno separati. E indossare la mascherina in caso di contatto ravvicinato».

 

C'è un altro problema. Nel caso una persona risulti positiva occorre risalire a tutti coloro con i quali è stata in contatto stretto. Si fa? E chi lo fa?

«È compito dei dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie (Asl, Azienda sanitaria locale o, in Lombardia adesso, Asst, Aziende socio-sanitarie territoriali, ndr ): lo stanno facendo. Il loro compito è quello di ricostruire i rapporti che una persona, in questo caso positiva al Coronavirus, ha avuto con altri a cui, potenzialmente, può avere trasmesso il virus. Sono gli stessi esperti che, ad esempio, in un caso di meningite in una discoteca tracciano chi è venuto a contatto con la persona infetta».

 

movida a ponza alla faccia del virus 2

Ritorniamo al concetto di «caso». Forse c'è un po' di confusione di termini, soprattutto per quanto riguarda la gravità della malattia.

«Esiste una classificazione della gravità dell'infezione da Covid 19 firmata dall'Nhi, i National Institutes of Health americani. La più grave, quella definita "critica", comporta importanti problemi respiratori, shock settico (cioè un'infezione generalizzata, ndr ) e danni in molti organi. Poi c'è quella "severa" , sempre secondo la terminologia anglosassone, in cui è necessaria l'assistenza respiratoria. E dopo arrivano i "casi moderati", che possono essere curati nei normali reparti di medicina interna degli ospedali».

 

il professor matteo bassetti

Un'idea che circola è quella che il nuovo coronavirus stia diventando meno aggressivo. È vero?

«È interessante una ricerca, appena pubblicata in pre-print , cioè prima che sia validata per la pubblicazione sulle più autorevoli riviste scientifiche, ma che in questo modo può essere presa in considerazione. Non a caso il titolo è "Evolving virulence". Il virus sta "mordendo meno"? Sembrerebbe di sì».

 

Per quale motivo?

«Ancora non è chiaro. Potrebbe essere dovuto a una ridotta carica virale, a una migliore assistenza dei malati, a qualche mutazione del virus stesso».

DISCOTECA IN SARDEGNA

 

Riscontri clinici?

«Sì, ce ne sono. Nei mesi di marzo, aprile, maggio al San Martino di Genova avevamo una mortalità dell'11% nei pazienti ricoverati. Ora è zero».

 

 

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